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Italian Bowl 2017: i Seamen portano a casa il tricolore, battuti i Rhinos

L’Italian Bowl 2017, come nel più classico degli upset, vede vincere gli sfavoriti Seamen sui cugini Rhinos, che arrivavano da imbattuti alla finale.

Italian Bowl 2017 Seamen Rhinos

L’Italian Bowl delle sorprese va in scena al Romeo Menti di Vicenza, dove i Seamen Milano battono, dopo quasi due anni, i cugini Rhinos, e lo fanno nella partita più importante della stagione, portandosi a casa il terzo titolo tricolore.

Nelle due settimane che precedevano l’incontro erano già dati per sicuri perdenti, i commenti più “docili” dicevano “vincerà chi farà meno errori”, ma la maggior parte dava il titolo già in tasca ai rinoceronti, che dal 2016 ad oggi avevano inanellato 25 vittorie di fila su 25 partite, tra regular season e playoff.

“Vincerà chi farà meno errori”… così è stato, i Seamen hanno allestito una partita accorta, non perfetta forse, ma priva di errori. L’unica distrazione a 3 minuti dal termine è stato un fumble di Danilo Bonaparte, che però ha ricoperto lui stesso il pallone, spegnendo quella che poteva essere la svolta per portare ad un eventuale pareggio.

Rhinos sfocati, appannati, o forse sazi di vittorie, perchè se il buon giorno si vede dal mattino, il primo drive degli ormai ex campioni in carica, aveva già dato un brutto segnale. Drive strozzato senza eccitazione, ed ecco che arriva subito il primo punt della partita… o meglio, non arriva, perchè lo snap è alto e la palla finisce fuori dalla endzone: safety e 2-0 Seamen, senza nemmeno toccare palla.

I giocatori in maglia nera sembrano frastornati, e la conferma arriva dal drive successivo, che essendo in mano ai Seamen (dopo una safety riparte in attacco la squadra che ha “segnato/procurato” la safety stessa) si traduce in un touchdown di Zahradka per Horn, con un pass da 43 yards che taglia la difesa in maglia nera e porta il punteggio sul 9-0.

Vista la semifinale contro i Giants Bolzano, probabilmente nessun rinoceronte (tifosi compresi) si sarà preoccupato di questo inizio zoppicante, del resto proprio due settimane fa i Rhinos avevano rimediato in due drive un passivo di 0-14 dopo pochi minuti… ironia della sorte, arrivato anch’esso con un “autogol” dell’attacco seguito da un drive perfetto degli avversari.

I Seamen però non sono i Giants, coach Addona ha saputo sfruttare quello che i Rhinos gli hanno lasciato di volta in volta. Corse a volte inefficaci, ma sufficienti a togliere la pressione dal quarterback Zahradka, che ha potuto così andarsi a cercare sul profondo il suo ricevitore preferito: Reece Horn, quasi una valvola di sicurezza per l’attacco blu navy (oggi in versione giallo fluo). I Rhinos invece sono stati troppo prevedibili, sicuramente hanno pesato le assenze di Giacomo Bonanno (infortunato) e di Tommaso Finadri (out dopo poche azioni), che hanno decimato il reparto “aereo” dei rinoceronti, ma l’impressione è stata che Ault avesse in testa solo di dare palla a Ricciardulli, rendendo il suo attacco troppo prevedibile.

Ricciardulli riesce comunque a mettere il suo primo sigillo alla fine del primo quarto, quando corona con una corsa da 1 yards in una situazione di goal line, uno dei migliori drive dei rinoceronti. Troppo poco però, perchè la difesa che solo due mesi e mezzo fa, aveva annullato Reece Horn, stavolta fa cilecca (e non poche volte…) e dopo qualche tentativo a vuoto di Zahradka, ecco che arriva un altro big play con un lancio da 34 yards per il fenomeno USA che segna e allunga: 16-7, e i Rhinos ora devono darsi una mossa.

Mossa che non arriva, anzi, arriva la prima situazione chiave della partita, quella che, a nostro avviso, ha proiettato i marinai verso la consapevolezza di poter vincere la partita: parliamo del touchdown di Danilo Bonaparte, che con una corsa esterna percorre le 9 yards che lo separavano dalla endzone e fa il primo allungo chiave del match: i Seamen volano sul 23-7, e con metà del secondo quarto da giocare, già si inizia a capire che la partita potrà veramente assumere toni drammatici per i Rhinos.

A tenere viva la speranza ci pensa Gabriele Arioli, uno dei veterani del team, che riceve un passaggio da 20 yards di Pryor e porta il punteggio sul 23-14, con il quale si va all’intervallo.

Speranza effimera, perchè il terzo quarto fila via con le difese che dominano gli attacchi, ma i Seamen anche in questo riescono a mettere in scena un drive che poi sarà “coronato” dalla corsetta di Zahradka di 2 yards per l’ennesimo allungo: 30-14, sembra finita ma i rinoceronti non ci stanno, e anche se il tempo a disposizione è sempre meno, i nero arancio hanno il merito di crederci fino alla fine.

Segnano i Rhinos, ancora con Ricciardulli, ma intanto siamo arrivati nell’ultimo periodo di gioco e i Saemen per spegnere l’ardire dei cugini iniziano a giocare con il cronometro e concludono l’ennesimo drive vittorioso di Zahradka, che a 2 yards dalla endzone si gioca una qbsneak e porta i suoi sul 37-21.

Finita? Nemmeno per sogno, i Rhinos sembrano essersi svegliati (sembra… ma anche fosse… ormai…), e Gabriele Arioli tiene sempre accesa la fiammella della speranza, soprattutto quando riceve anche la trasformazione da 2 punti e porta i suoi a soli 8 punti dagli avversari. Chissà in quanti avranno rivisto (per certi versi), al super rimonta di 28 punti inflitta dai Patriots ai Falcons nell’ultimo Super Bowl NFL e l’ipotesi di un 37-37 che avrebbe portato all’overtime.

Tranquilli, non è successo, anzi, ormai i Seamen sanno gestire così bene il cronometro con piccole corse e lo spauracchio del wr USA Reece Horn, che sono in grado di mangiarsi tutta la speranza Rhinos fino alla fine.

I Seamen vincono con merito, ma soprattuto vincono questo match, che li vedeva ben più che sfavoriti, mentre i Rhinos, seppur la sconfitta nella gara più importante bruci più di ogni altra cosa, non devono buttare alle ortiche il lavoro degli ultimi due anni, anzi, con il materiale umano che si ritrovano, e i giovani provenienti dal vivaio, hanno solo da cancellare questo brutto ricordo e ritornare in campo a pieno regime.

Ultima nota, forse dolente, o forse no, ci aspettavamo un Romeo Menti molto più pieno, va veramente MOLTO più pieno. Se la partita che tutti (o quasi) si auspicavano, poteva dare un boost al football italiano, beh, a vedere la gradinata dei distinti, praticamente vuota, e le curve, totalmente deserte, sembra che qualcosa non abbia funzionato. Aspettiamo i dati ufficiali nei prossimi giorni, ma così a occhio, non sembra che si siano fatti passi avanti.

Photo credit: Carola Fabrizia Semino