Touchdown Magazine

Ai Bills il match divisionale con i Dolphins, Buffalo continua a sperare

Con l’ultimo pass AFC per i playoff in palio, i Bills fanno valere fattore casa e vantaggio climatico ad Orchard Park per aggiudicarsi la vittoria.

LeSean McCoy Miami Dolphins Buffalo Bills

Buffalo – Miami mette in palio, oltre ad una buona fetta di gloria interna alla AFC East e alla definizione delle sue gerarchie, anche la possibilità di mantenere vive le speranze per agganciare l’ultimo posto disponibile per i playoff dell’American Conference.

Le due squadre si trovano a 7-6 e 6-7, con i padroni di casa in vantaggio. I Bills sono naturalmente avvantagiati anche dal clima, dal momento che i Dolphins, giocando a Miami, sono tutt’altro che abituati a climi rigidi e freddi come quello in cui andrà scena la partita odierna: il meteo non è certo paragonabile alla bufera della scorsa settimana sul match tra Buffalo e Indianapolis, ma la temperatura resta comunque quantomeno proibitiva per i delfini, che infatti ne azzeccano piuttosto poche, soprattutto in attacco, nei primi due quarti.

Gli ospiti infatti non sono mai a proprio agio e riescono a farsi vedere dietro la linea di meta di Buffalo solo con due field goal, diversamente dai padroni di casa che invece fanno festa nella endzone di Miami con il running back LeSean McCoy – per tutti Shady – data la sua capacità di mandare a vuoto gli avversari; chiedere alla difesa dei Dolphins che viene superata sia in corsa che in ricezione per i primi due touchdown dei Bills, ai quali, pochi minuti prima dell’intervallo lungo, si aggiunge anche la segnatura da 6 punti del quarterback di casa, Tyrod Taylor, spesso sottovalutato ma sempre in grado di rendersi pericoloso quando inizia a correre.

Un primo tempo tutto marcato Bills si chiude dunque con McCoy che supera le 10mila yards corse in carriera (complimenti davvero) e i suoi tifosi che si mantengono caldi esultando sugli spalti per una squadra che, su 5 possessi, mette a segno 3 touchdown, mentre i pochi sostenitori Dolphins cominciano probabilmente a ripensare a come avrebbero potuto spendere meglio la loro domenica: i propri beniamini sono freddi esattamente come il clima della città che ospita il match.

La conferma che l’attacco che stupì i Patriots domenica scorsa è rimasto a Miami arriva subito dopo l’inizio del terzo quarto, quando, nel primo possesso ospite, Jay Cutler si fa intercettare un impreciso passaggio lungo e, sul possesso successivo, si ripete: altro passaggio inguardabile, altro intercetto con ritorno interessante per i Bills che riescono a segnare un calcio. A metà del terzo quarto, i padroni di casa sono in cruise control, +18 e partita che deve solo essere amministrata.

Come se ciò non bastasse, l’attacco di Miami decide addirittura di suicidarsi ad inizio quarto periodo con un drive in cui accumulano penalità fino a ritrovarsi con  un 1° e 35 che ha dell’assurdo e con una ancor più incredibile fumble di Jay Cutler che perde la palla di mano regalando possesso – e partita – ai Bills. A scaldare l’ambiente ci pensano poi i giocatori in campo, tra i quali cominciano a nascere schermaglie e volare spintoni, le bandiere gialle penalizzano più i padroni di casa che, a causa di alcune importanti sanzioni, si ritrovano i Dolphins sullo zerbino di casa.

Kenyan Drake, running back di Miami, è uno che non ama stare sulla soglia e, di potenza, sfonda cancello e porta per il primo touchdown ospite di giornata.  A metà del quarto periodo siamo 24 a 13; sarebbe un momento ideale perché la capace difesa dei Phins salisse in cattedra restituendo palla a Jay Cutler in poco tempo. Così come sarebbe un momento ideale per Taylor e McCoy per inchiodare il tabellone. Quel che succede è che la difesa di Miami fa il suo, restituendo palla ai compagni in attacco con alcuni minuti per impostare l’offensiva; ma, come altre volte in questa stagione, Cutler e i suoi hanno le idee piuttosto annebbiate, i passaggi continuano ad essere troppo corti e i buchi per sfondare in corsa non si trovano, anche per merito della difesa Bills che chiude sempre bene ed inoltre la palla pare una saponetta in mano al QB in bianco, dal momento che continua a sfuggirgli e a cadere in terra.

I Dolphins riescono a fare punti, ma sono solo 3 e con una manciata di secondi sul cronometro possono solo sperare di ricoprire un onside kick, realizzare un TD e segnare la conversione da 2 punti per portarla all’overtime. Coefficiente di difficoltà? Altissimo. La prima fase riesce, l’onside kick viene ricoperto da Miami e tutto è in mano a Jay Cutler. Con una simile responsabilità il QB che cosa fa? Lancia un intercetto che ben sintetizza la serata dei Dolphins.

Ottava sconfitta e nulla da fare per Miami, il discorso playoff sarà rimandato al prossimo anno. Nella migliore delle ipotesi la stagione si concluderà in un bilancio di parità tra vittorie e sconfitte (quell’8-8 che se a prima vista può apparire non troppo negativo, in realtà preclude quasi sempre la possibilità della postseason), e delle decisioni importanti da prendere, soprattutto in attacco, dove Cutler non sembra il miglior candidato per guidare la squadra e Jarvis Landry, buona anche stasera la sua partita, è in scadenza di contratto.

Ottava vittoria invece per Buffalo che può continuare a sperare, anche se è ora attesa da due partite fuori casa per chiudere la regular season, una delle quali a Miami Gardens.