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NFL Week 3: Loop decide a Rio, Hufanga ruba la notte a Stafford e i Raiders sono 3-0

Ravens beffano Dallas a Rio, Hufanga trascina Denver, Keenum stende gli Eagles e i Raiders sono imbattuti: il recap della Week 3 NFL 2026.

Tyler Loop Ravens vs Cowboys NFL 2026 week 3

Tre giornate sono poche per emettere sentenze, ma abbastanza per capire chi sta facendo sul serio e chi invece deve già guardarsi allo specchio. La Week 3 della NFL ci ha regalato un finale al cardiopalma a Rio de Janeiro, un Sunday Night rovesciato da una safety in stato di grazia, un quarterback di 38 anni che torna titolare e manda al tappeto gli Eagles, e una classifica in cui i Las Vegas Raiders sono imbattuti. Sì, avete letto bene.

Andiamo con ordine: prima le partite di cartello, poi il giro completo della giornata.

Ravens-Cowboys 34-31: a Rio decide il piede di Tyler Loop

La trasferta brasiliana della NFL aveva promesso spettacolo e ha mantenuto la parola. Baltimore e Dallas hanno dato vita a una partita piena di strappi, con i Cowboys capaci di macinare oltre 400 yards contro una difesa dei Ravens ancora lontana dalla versione vista nella Week 1, e i Ravens che hanno ritrovato un po’ di identità affidandosi a Derrick Henry e soprattutto a Zay Flowers, il ricevitore più affidabile della serata.

Il quarto periodo è stato un ottovolante. Dallas ha prima respinto Baltimore sulla “linea di porta”, poi è rientrata in partita. Lamar Jackson ha risposto con un touchdown per il tight end Matthew Hibner su un terzo e goal che sembrava quello decisivo, ma i Cowboys hanno trovato il pareggio. Mancavano sette secondi: a Dallas bastava non concedere una giocata lunga. E invece Jackson ha trovato Flowers per una ricezione da 27 yards, fermando il cronometro a un secondo dalla fine. Il resto lo ha fatto Tyler Loop, con un field goal da 56 yards che ha fatto esplodere la panchina dei Ravens.

Per la NFL è il terzo walk-off nella storia delle partite internazionali, e il calcio vincente più lungo dei tre. Baltimore sale sul 2-1 con parecchie cose da sistemare, in particolare in difesa e nei placcaggi mancati. Dallas scende sull’1-2 e continua a chiedersi perché la sua difesa si sciolga sempre nel momento peggiore.

Steelers-Bengals 30-27: Rodgers si sveglia, Harmon chiude i conti

A Pittsburgh c’era un po’ di preoccupazione: l’attacco non segnava un touchdown da 20 drive consecutivi. Serviva una scossa e Aaron Rodgers l’ha data subito, con due touchdown nel primo quarto, il primo su un lancio profondo per Roman Wilson e il secondo per Ben Skowronek. Per gli Steelers non succedeva dal 2018 di segnare due volte su azione offensiva nel primo quarto. A dare sostanza all’attacco ci ha pensato anche Jaylen Warren, che ha travolto una difesa di Cincinnati fin lì impenetrabile sulle corse.

I Bengals però non sono stati a guardare. Joe Burrow ha giocato una partita intensa, con tre touchdown e i soliti Ja’Marr Chase e Tee Higgins a fare la differenza, e a metà del terzo quarto Cincinnati era anche in vantaggio. A rovinare tutto sono stati gli special team: un roughing the punter che ha tenuto vivo un drive di Pittsburgh e un punt ricevuto male, costati in totale 10 punti.

Sul 30-27 per gli Steelers, a poco più di due minuti dalla fine, i Bengals hanno provato a risalire il campo. Poi è arrivato Derrick Harmon: strip-sack su Burrow, pallone recuperato da Sebastian Joseph-Day e partita finita. È stato l’unico sack subito da Burrow in tutto il pomeriggio, ma è stato decisivo. Rodgers, intanto, aggancia Ben Roethlisberger nella classifica delle vittorie da quarterback titolare: a Pittsburgh qualcuno avrà sorriso.

Broncos-Rams 30-26: la notte di Talanoa Hufanga

La rivincita della finale di conference era il piatto forte del Sunday Night, e per un tempo è sembrata a senso unico: Rams avanti 16-0 all’intervallo, con Denver incapace di combinare qualcosa in attacco. Poi la difesa di Vance Joseph ha cambiato marcia, regalando a Bo Nix campi corti e occasioni. Due touchdown, entrambi seguiti da una conversione da due punti riuscita, e la partita era di nuovo in equilibrio.

Da lì in avanti è stato puro caos, e il protagonista assoluto è stato Talanoa Hufanga. Prima un sack in blitz che ha spento un drive dei Rams, poi un intercetto su un lancio pigro di Matthew Stafford riportato per 66 yards fino in end zone. Con quel pick-six Stafford è diventato il quarterback con più intercetti riportati in touchdown nella storia della NFL, superando Brett Favre. Stafford ha reagito con un bombardone da 48 yards per Konata Mumpfield, ma Nix ha risposto con il touchdown del sorpasso su una qb sneak da 1 yard, dopo una interferenza difensiva molto discussa. Ultimo assalto dei Rams, arrivati fino alla linea delle 19 di Denver a due secondi dalla fine: indovinate chi ha intercettato l’ultimo lancio? Esatto, ancora Hufanga!

I Broncos salgono sul 2-1 con un attacco che deve crescere parecchio. I Rams scendono sull’1-2 e sentono tantissimo l’assenza di Puka Nacua, nonostante un Davante Adams ancora in formato vintage. Tutti i dettagli della partita li trovate nel nostro recap del Sunday Night Football.

Bears-Eagles 27-7: Case Keenum, l’usato sicuro

Con Caleb Williams fermo per un problema al bicipite femorale, i Bears si sono affidati a Case Keenum, che non partiva titolare dalla vigilia di Natale del 2023. Risultato? Una delle sorprese più belle della settimana. Keenum ha guidato l’attacco di Ben Johnson con ritmo e lanci rapidi, alla maniera del Jared Goff dei tempi di Detroit, ha lanciato due touchdown (il primo con un passaggio sottomano per Luther Burden III, che ha trascinato mezza difesa in end zone) e ne ha pure segnato uno di corsa. A 38 anni è diventato il giocatore più anziano nella storia dei Bears a segnare un touchdown su corsa.

Gli Eagles, invece, hanno passato la serata a inciampare. Un intentional grounding, un fumble di Tank Bigsby, un intercetto ai danni di Andy Dalton su un 3°&goal a due yards dalla endzone, mentre Jalen Hurts era sotto valutazione per una possibile commozione cerebrale (poi esclusa). Il touchdown di Hurts allo scadere del primo tempo aveva riaperto la partita, ma nella ripresa Philadelphia è sparita: Saquon Barkley, scatenato nei primi due quarti, è stato praticamente cancellato, e un intercetto dell’ex compagno T.J. Edwards su un quarto down ha chiuso i giochi. Entrambe le squadre ora sono sul 2-1. Qui il nostro recap completo del Monday Night.

Giovedì sera: Penix riaccende Atlanta

La settimana era cominciata con il ritorno di Michael Penix Jr., e i Falcons hanno festeggiato vincendo 35-14 al Lambeau Field. Dopo un primo quarto da dimenticare, Penix ha trovato il ritmo e ha liberato i due talenti migliori della squadra: Bijan Robinson e Drake London hanno chiuso con 194 yards a testa, uno su corsa e l’altro su ricezione. Green Bay scende sull’1-2 e la pressione su Matt LaFleur sale. Se ve lo siete persi, ecco il nostro recap del Thursday Night Football.

Il giro della giornata

Cinque imbattute, e una non l’aveva prevista nessuno

Dopo tre settimane restano a punteggio pieno in cinque. I Bills hanno battuto i Chargers 24-16 nonostante cinque palle perse, una cosa che a Buffalo non succedeva dal 1997: ha salvato tutti James Cook, dominante nell’ultimo quarto. I Chiefs hanno vinto 24-10 a Miami senza strafare, con Kenneth Walker III ancora motore dell’attacco. I 49ers hanno superato i Cardinals 36-30 con un Brock Purdy impeccabile e un hook and ladder da 82 yards tra Mike Evans e Deebo Samuel che vale il prezzo del biglietto. I Vikings hanno sofferto a Tampa, 23-16, ma la difesa di Brian Flores e un ritorno di punt in touchdown di Myles Price hanno coperto una giornata opaca di Kyler Murray.

E poi ci sono loro, i Raiders. A New Orleans erano sotto di 11 alla fine del terzo quarto, poi quattro palle recuperate nell’ultimo periodo li hanno portati alla vittoria per 35-27. Kirk Cousins continua a lanciare touchdown, Brock Bowers è tornato come se non fosse mai stato via e Klint Kubiak, al primo anno da head coach, ha già eguagliato le vittorie della scorsa stagione. Domenica prossima c’è Raiders-Chiefs, sfida tra imbattute della AFC West: chi l’avrebbe detto ad agosto?

Ad agosto si discuteva di quando Las Vegas avrebbe lanciato Mendoza. A fine settembre si parla di una sfida tra imbattute con i Chiefs.

Colpacci e conferme

La sorpresa di giornata porta la firma dei Commanders, che hanno battuto 33-31 i Seahawks campioni in carica con Marcus Mariota al posto di Jayden Daniels. Seattle ha dominato nelle statistiche, ma ha regalato troppo, compreso un pick-six di Kain Medrano nel quarto periodo. A Jaxon Smith-Njigba resta la consolazione di un inizio di stagione che lo accosta nientemeno che a Jerry Rice.

Pomeriggio da incubo invece per i Patriots, travolti 35-6 a Jacksonville: Drake Maye ha perso tre palloni ed è stato sostituito nel finale, mentre Travis Hunter si è preso il primo intercetto in carriera. I Lions hanno battuto 31-24 i Jets grazie a un Jahmyr Gibbs da tre touchdown e a un blitz vincente nel finale. I Browns hanno vinto 21-18 contro Carolina con un’altra rimonta firmata da un Deshaun Watson sorprendentemente freddo nei momenti decisivi. I Colts hanno interrotto una serie di nove sconfitte battendo 19-17 Houston con un field goal da 53 yards di Spencer Shrader a 16 secondi dalla fine. Infine i Giants hanno superato i Titans 12-7 senza segnare un touchdown: quattro field goal di Dominic Zvada e un intercetto di Jevon Holland sulla linea delle 7 nel finale.

L’infermeria

La giornata lascia il segno anche sul fronte infortuni. I Dolphins perdono per tutta la stagione De’Von Achane, che si è rotto il crociato anteriore. A New York si teme lo stesso infortunio per Brian Burns, e i Giants attendono conferme dopo aver già perso Jaxson Dart. A Tampa Baker Mayfield si è lussato il pollice della mano con cui lancia, mentre San Francisco è uscita dalla partita con Mike Evans e Trent Williams acciaccati. Da seguire anche le condizioni di Justin Jefferson, uscito dopo appena sei snap a Tampa.

Chi è ancora a zero

Sono cinque le squadre ancora senza vittorie: Chargers, Texans, Dolphins, Titans e Buccaneers. Il caso più rumoroso è quello di Houston, per il secondo anno consecutivo sullo 0-3. L’anno scorso i Texans erano riusciti a raggiungere comunque i playoff, ma rifarlo sarebbe un’impresa.

Come sta cambiando il campionato

Se c’è un filo che lega questa Week 3, è quello dei quarterback di riserva. Keenum a Chicago, Mariota a Washington, Winston a New York: le squadre che hanno perso il titolare stanno scoprendo quanto conti avere un veterano affidabile in panchina, e per ora chi ce l’ha sta raccogliendo risultati.

Nella AFC la gerarchia comincia a delinearsi: Bills e Chiefs fanno quello che ci si aspettava, i Raiders stanno riscrivendo il copione e i Patriots, campioni di conference in carica, sono già in affanno. Nella NFC i 49ers e i Vikings viaggiano a punteggio pieno, gli Eagles hanno scoperto di essere battibili e i Rams, finalisti di conference un anno fa, sono sotto il 50% di vittorie.

È presto per trarre conclusioni, ma non per iniziare a prendere appunti. La prossima settimana ci aspetta Raiders-Chiefs: sarà il primo vero esame per capire se il sogno di Las Vegas ha basi solide.