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Wild Card Round: i 49ers vincono a Philadelphia 23-19

Nonostante le assenze, i 49ers vincono a Philadelphia ed eliminano gli Eagles campioni in carica. Al Divisional Round se la vedranno nuovamente contro i Seattle Seahawks.


Quando George Kittle, TE dei 49ers, è stato costretto, sul finire del primo tempo, a lasciare il campo in barella per una sospetta (e probabile) rottura del tendine d’Achille, le speranze che la truppa di coach Shanahan potesse riuscire ad uscire dal Lincoln Financial Field di Philadelphia con una vittoria, erano pressoché nulle. Invece, nonostante le tantissime assenze, i 49ers sono riusciti a rimontare per ben 2 volte i campioni in carica degli Eagles nell’ultimo quarto e a “regalarsi” la sfida ai Seattle Seahawks nel Divisional Round del prossimo weekend. Per i padroni di casa, invece, il 23-19 subìto dai 49ers è una sconfitta dura da digerire, arrivata però al termine di una stagione che, a dispetto del record in Regular Season, è stata al di sotto della sufficienza e del potenziale del roster a disposizione di coach Sirianni.

Questione di coordinators

L’attacco dei Philadelphia Eagles è stato discontinuo, a tratti disfunzionale e poco divertente per tutta la stagione regolare. E contro i San Francisco 49ers ha continuato sulla stessa lunghezza d’onda: Jalen Hurts si è limitato a fare il compitino e ha dimostrato che non riesce ad improvvisare in situazioni di difficoltà, step necessario per ergersi al grado di QB d’élite; Saquon Barkley è stato strepitoso nel primo tempo ma poi nullo nella seconda mezz’ora di gioco; A.J. Brown, oltre a 3 drop che avrebbero potuto indirizzare la partita in un altro modo, si è reso protagonista di un alterco in sideline con coach Sirianni; DeVonta Smith è stato evanescente e colpevole, anche lui, di un drop sanguinosissimo. L’unico a salvarsi è stato Dallas Goedert, autore dei 2 TD che avevano firmato la rimonta degli Eagles nel primo tempo (da 0-7 a 13-7). Ma dietro la lavagna ci finiscono anche (e soprattutto) coach Sirianni e l’OC Kevin Patullo: quest’anno i Philadelphia Eagles, offensivamente, sono stati inguardabili e la colpa principale è dei due sopra citati, incapaci di trovare soluzioni alternative alle corse di Barkley e di dare ritmo all’azione offensiva con giochi “fuori dagli schemi”. L’arsenale offensivo degli Eagles non è quasi mai stato sfruttato a dovere e non ci si può affidare sempre alla difesa per vincere le partite. Una difesa, quella guidata dal DC Vic Fangio, protagonista per 3 quarti di gara contro i 49ers, ma poi incapace di riuscire a frenare gli ospiti negli ultimi 15 minuti di football, ad eccezione di un intercetto di Mitchell su Purdy che però, offensivamente, ha generato solamente 3 punti, dando l’ultima possibilità ai californiani di trovare il drive del definitivo sorpasso.
E non si può, dunque, non elogiare i San Francisco 49ers. Dopo un’intera Regular Season affrontata in emergenza, con giocatori chiave che di partita in partita subivano infortuni che ne chiudevano anzitempo la stagione, la truppa di coach Shanahan ha sempre trovato la forza di reagire alle “intemperie” e, grazie alla profondità di organico (grande lavoro di John Lynch) e ad un coaching staff eccezionale, è arrivata al Wild Card Round come underdog ma consapevole di potersi giocare le proprie possibilità. Anche dopo il brutto infortunio di George Kittle. Anche dopo i 2 intercetti subìti da Purdy. Nonostante un gioco di corsa praticamente annullato dalla difesa degli Eagles. Come ha fatto? Affidandosi alla difesa guidata da DC Robert Saleh, assoluta protagonista dalla metà del secondo quarto in poi (dopo il TD di Goedert del 13-7, gli Eagles hanno accumulato 4 punt, 2 field goal e un “turnover on downs”); aprendo la “borsa dei trucchi”, con un “trick play” orchestrato dall’OC Kubiak che ha portato Jennings a lanciare in TD McCaffrey per il momentaneo 17-16; dando fiducia a giocatori non di primo piano ma che sono riusciti a ritagliarsi uno spazio importante a roster a causa degli infortuni (Robinson, autore del TD del 7-0 e protagonista offensivo con 111 yard guadagnate in ricezione; Kendricks, dominante in difesa); sfruttando la versatilità di McCaffrey, ridotto sì a sole 48 yard guadagnate su corsa ma autore dei 2 TD (entrambi su ricezione) nell’ultimo quarto che hanno dato la vittoria ai 49ers; continuando ad avere fiducia in un Brock Purdy che, ancora una volta, ha dimostrato la sua grande forza mentale e, nonostante una partita non scintillante, è riuscito comunque a guidare i suoi alla vittoria (il QB1 dei 49ers ha chiuso con 18 lanci completi su 31 per 262 yard guadagnate, 2 TD e 2 intercetti).
Aver eliminato i campioni in carica, sul loro campo, non può che dare una grande iniezione di fiducia ai San Francisco 49ers. Fiducia di cui avranno bisogno in vista del Divisional Round in casa dei Seattle Seahawks. Partiranno ancora una volta da underdog (anche alla luce della sconfitta subìta nello scontro diretto di 8 giorni fa). Ma, a questo punto, niente è precluso a questi 49ers.

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