Nel catino bollente di Santa Clara, i San Francisco 49ers si confermano una delle squadre protagoniste di questo inizio di stagione. Contro i Denver Broncos è arrivata la quarta vittoria in altrettante partite, dopo che per quasi 3 quarti di gara l’attacco spumeggiante guidato da Brock Purdy era stato silenziato dall’ottima difesa dei Broncos. Ma, complici anche un paio di defezioni nel reparto difensivo ospite, dalla fine del terzo quarto in poi sono arrivati i 3 touchdown di Samuel, McCaffrey e Kittle per il 24-14 finale. Per San Francisco il record ora dice 4-0; per Denver, ancora una volta poco fluida in attacco (o, per lo meno, ancora poco fluida in attacco fino al solito “desperation mode”), il record ora è di 2-2.
Le difese si prendono la scena
Se i 49ers hanno fatto fatica in attacco per 45 minuti di partita, il merito è stato della difesa dei Broncos, che ha sbarrato la porta della Red Zone a Purdy&co; e la colpa è stata anche di Kyle Shanahan con un play call confusionario e poco centrato. Nei primi 7 drive offensivi, i padroni di casa sono stati fermati per 6 volte al di fuori della Red Zone, e nell’unico viaggio all’interno delle 20 yard di Denver, la difesa ospite ha concesso solamente un field goal (quello realizzato da Pineiro per il momentaneo 3-3). Per il resto, né Shanahan dalla sideline, né Purdy dal campo, sono riusciti a trovare delle soluzioni per scardinare la difesa dei Broncos, incapace di arginare Deebo Samuel e di mettere pressione al QB dei 49ers, ma solida abbastanza da impedire a quest’ultimo di dare fluidità al suo gioco offensivo e sorprendentemente concentrata nel riuscire a contenere il gioco di corsa dei padroni di casa.
Ma se i 49ers sono rimasti comunque attaccati alla partita, lo devono alla grande prova difensiva. Il reparto coordinato da Raheem Morris ha annullato il gioco di corsa di Denver (solamente 82 yards guadagnate su corsa dai Broncos), ha messo costantemente sotto pressione Bo Nix ed è tornata a guadagnarsi il rispetto che merita, dopo delle prestazioni non brillanti nelle prime 3 settimane (culminate con i 30 punti subiti dai Cardinals in Week 3). Al momento, vista l’assenza di Nick Bosa (con timeline di rientro incerta), al reparto manca tantissimo un pass rusher, ma giocando d’insieme come fatto contro i Broncos e, soprattutto, limitando i soliti infortuni, difensivamente i 49ers potrebbero rendere la vita difficile a chiunque.
La scintilla che accende l’attacco
Nel terzo quarto la svolta della partita per i 49ers, la scintilla che ha riacceso l’attacco dei padroni di casa, è arrivata grazie allo special team: un fumble di Marvin Mims Jr. su un ritorno di punt recuperato dalla safety Siran Neal ha spalancato la strada per il primo TD di giornata, con Brock Purdy a trovare Deebo Samuel per il 10-3. E dopo un field goal realizzato dai Broncos, è toccato a Christian McCaffrey sfondare in TD per il 17-6. Tutto ad un tratto, l’attacco dei 49ers è tornato quello ammirato nelle prime 3 gare stagionali e Shanahan è tornato a chiamare i giochi giusti per scardinare la difesa ospite. Come la chiamata che ha portato al TD di Kittle per il 24-14: uno screen pass dietro la linea di scrimmage che, complici le uscite per infortunio dei 2 titolarissimi dei Broncos Patrick Surtain II and Riley Moss, ha spalancato le porte al tight end dei 49ers, capace poi di correre per una cinquantina di yard fino in end zone, nonostante il tentativo di rimonta dell’ex Talanoa Hufanga. E a chiudere la partita a doppia mandata ci ha pensato il kicker dei Broncos, Lutz, che a 80 secondi dalla fine ha spedito a lato un field goal che avrebbe potuto riavvicinare gli ospiti ad un solo possesso di distanza.
Cosa significa
Al di là del 4-0 di record, la vittoria dei 49ers è stata importante per come è arrivata, per la resilienza mostrata dopo aver fatto fatica offensivamente per gran parte della partita. Impressiona sempre di più la sicurezza con cui gioca Purdy (al momento sta giocando a livelli da MVP, ma è troppo presto per parlarne); la versatilità che può portare un giocatore come Deebo Samuel al pieno, ora, della maturità; la costanza di Christian McCaffrey; la solita energia contagiosa e la fisicità devastante di George Kittle (non scontate, visto l’infortunio subìto); la solidità di una offensive line che ha concesso 0 (ZERO) sack agli avversari dopo 4 partite; la facilità con cui Mike Evans (nonostante non sia ancora al top a causa di continui infortuni) sia riuscito ad integrarsi negli schemi offensivi dei 49ers. La strada è ancora lunga, la Division è chiaramente la più dura della NFL di questa stagione, ma se i 49ers riusciranno a rimanere sani (cosa non scontata visto l’andamento degli ultimi anni), potranno arrivare fino in fondo. Anche perché le altre 2 volte che sono partiti 4-0 di record con Shanahan come Head Coach, poi sono arrivati al Super Bowl.
I Broncos continuano ad avere problemi in questo inizio di stagione. L’attacco non gira come dovrebbe, il play calling continua a non convincere del tutto e Bo Nix ha avuto molti alti e bassi in queste prime 4 settimane. Sono 2-2 di record (ma avrebbero potuto trovarsi ad 1-3 senza le cervellotiche chiamate di Week 3 contro i Rams) e la sensazione è che ci sia molto lavoro da fare per riprendersi una Division che vede i Chiefs tornati ad essere i Chiefs e i Raiders che stanno dimostrando di essere una squadra valida. Sean Payton deve trovare delle soluzioni offensive diverse: se il gioco di corsa viene annullato, come successo a Santa Clara, i Broncos devono cercare di mettere in moto il parco ricevitori sin dai primi possessi; non possono continuare a fare affidamento solamente sulle rimonte nei finali di partita, altrimenti diventa difficile ipotizzare una stagione dei Broncos sulla falsariga di quella scorsa.
Prossimi appuntamenti
49ers@Seahawks: domenica 11 ottobre, 22:25 ora italiana
Broncos@Chargers: domenica 11 ottobre, 22:05 ora italiana
Photo Credit: Stan Szeto-USA TODAY Sports




