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Giocare male e vincere: Saints 30 – Chargers 27

I Saints prendono la testa della NFC South division, mettendo i Chargers sulla difficile situazione di aver rimediato 4 sconfitte consecutive


Una delle tattiche che alcune squadre NFL (possiamo presumere anche di altre leghe) che giustificano l’allontanamento dalla squadra, anche solo per una settimana, del loro giocatore di punta può essere il motivo disciplinare che copre un infortunio.

Michael Thomas ha tirato un bel gancio a Chauncey Gardner-Johnson, safety dei Saints: in uno schema che stavano provando, Thomas si è risentito nella marcatura che il compagno ha fatto sul ricevitore, e come punizione sommaria, Thomas si è sentito in dovere di dare un pugno sul casco del compagno.

La sentenza della vicenda è stata questa: Thomas è stato sospeso nella gara contro i Chargers, per motivi disciplinari. Ma chiunque di voi lettori, che possono aver testimoniato di aver giocato con proficuità a football americano, può dire che dare un pugno, anche ben assestato, ad un casco può avere conseguenze anche importanti sulle nocche dell’improvvisato boxeur. Ecco come una squadra di NFL maschera un infortunio, in un motivo disciplinare: non importa che tu sia un qualsiasi giocatore al minimo salariare, il il wide receiver più pagato di sempre, se ti comporti male, la squadra ti lascia a casa. È successo anche a Earl Thomas, che dopo qualche scintilla, è stato immediatamente sollevato dal ruolo con i Baltimore Ravens. Difficile un taglio per l’arma migliore dei Saints, ma è successo proprio così

Contando che poi Thomas manca a Brees da almeno 3 partite (dalla sconfitta contro i Packers, fino alla doppia vittoria contro Lions e Chargers), i motivi che abbiamo delineato poco più di un mese fa, che illustravano un roster completamente sfilacciato, si sono manifestati tutti. L’agonismo ci sta, e all’interno di una squadra dove si pratica un gioco di contatto, è anche pensabile che si vuole riportare un ricevitore alla forma da gara.

I Chargers non approfittano dei difetti di una squadra che fatica, anche fuori dal campo. E quando dicemmo che Justin Herbert, biologo proveniente dall’Università dell’Oregon, era pronto atleticamente e mentalmente all’NFL è dimostrato dal fatto che la difesa dei Chargers ha fatto perdere la partita al QB nativo dell’Oregon: Herbert (con una media universitaria paragonabile al 28, e un punteggio al test Wonderlic di 36) è un ragazzo che ha avuto le idee chiare sin da quando ha 9 anni. Voleva giocare come QB ai Chargers (all’epoca a San Diego) e vivere a Los Angeles. Un ragazzino così lungimirante, intelligente, che in una dimensione parallela potrebbe lavorare alla scoperta di un vaccino efficace contro il Sars-CoV-2, subisce le paranoie mentali della squadra per cui da piccolo tifava, per cui gioca, e per cui l’intero staff degli allenatori ha preferito lui a Tyrod Taylor, e Anthony Lynn, quando ha dovuto comunicare la notizia al QB veterano di Bills, Ravens e Brown, non ha avuto tanti problemi. La colpa è ricaduta sul medico della squadra, ovviamente ancora al suo posto, nonostante una mano non così ferma che gli ha perforato il polmone, durante un’infiltrazione alla costola incrinata.

Brees: confermata la parabola discendente

Ai punti, ha vinto il ragazzone dell’Oregon, che ha un miglior passer rating (122 a 86), 4 TD a 1, e una miglior media di passaggio (7.8 a 6.9).

Quindi perché i Chargers hanno perso? Il gioco di corsa dei Saints è stato il punto forte di questa vittoria, oltre che i Chargers, per la seconda settimana consecutiva, non sono riusciti a concludere una partita che comandavano con 17 punti di vantaggio. Il perché di tutto questo, quindi, è da ricercare nella forma mentale della difesa dei Chargers, che purtroppo non tiene a bada il gioco di corsa dei Saints. Questo perché il gioco aereo è da settimane ormai che risulta inefficace.

L’ennesimo record di Drew Brees arriva nei supplementari, con la 12ª vittoria, comprese anche quelle dei play off, che lo mettono al pari con il collega ex Patriots, ora ai Buccaneers, Tom Brady.

Eppure Herbert ha modo di complimentarsi con se stesso: è il primo rookie a completare 4 lanci da TD in un Monday Night game.

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