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Forza 4: i Miami Dolphins vincono e convincono contro Carolina

I Miami Dolphins vincono ancora, sulla scia di alcune ottime prestazioni dei loro rookie. La quarta vittoria in fila rilancia le ambizioni.


Abbiamo celebrato un altro Victory Monday ieri. Come sono belli questi Miami Dolphins che mettono in fila 4 vittorie consecutive. Vista la squadra di questo ultimo mese rimpiangiamo ancor più il drammatico inizio stagionale, quando i ragazzi parevano sotto un treno.

In merito alla sfida del weekend del Ringraziamento, contro i Carolina Panthers, non possiamo che porre l’accento sulla grande prestazione di Miami, padrona di casa nell’occasione. Se da una parte una squadra giocava benissimo, dall’altra i suoi avversari erano tremendamente brutti da vedere. Dunque il merito di una squadra va valutato assieme al demerito dell’altra, per non rischiare di analizzare male quel che è accaduto nelle 3 ore della sfida di week 12.

Volti nuovi per risultati nuovi

Quando vinci 33 a 10, segnando il massimo dei punti stagionali, stai per forza facendo qualcosa nel modo giusto. Naturalmente, se ti trovi di fronte una squadra disastrosa è più facile fare bene e mascherare gli errori – fumble e snap sbagliati, ad esempio – anche nel caso vi siano, come è capitato all’attacco di Miami domenica scorsa. Un attacco di cui per forza di cose dobbiamo andare a parlare e tra poco lo faremo, non prima però di aver dedicato alla difesa lo spazio che merita, a seguito dell’ottima prova in questa sfida.

Justin Coleman, Jerome Baker, Jaelan Phillips e Jevon Holland fanno festa durante la loro grande prestazione contro i Carolina Panthers. Foto: The Phinsider.

Se dovessimo dare un volto a questo ottimo periodo della franchigia, useremmo le immagini dei giocatori che ne compongono la difesa. Partiamo dal numero 91, per anni posseduto dalla leggenda Cameron Wake. La maglia non ci ha messo molto a passare sulle spalle di un altro dominatore difensivo, Emmanuel Ogbah. Nella sfida ai Panthers, il difensore totalizza 5 pressioni sul povero Cam Newton – e sulla sua riserva, P.J. Walker, che lo ha rilevato quando l’ex MVP non era obiettivamente più in grado di lanciare dopo che la difesa gli era entrata in testa e lo aveva privato di ogni comfort possibile – e ci aggiunge un sack. Pressione è la parola chiave: in giornate come domenica scorsa, quando questo reparto ne porta così tanta, è difficile per ogni attacco muovere la palla contro questi Dolphins.

Oltre a Ogbah non mettiamo in luce chi ti aspetteresti: non sono tanto i vari Xavien Howard, Byron Jones o Christian Wilkins – tutti autori di una buona performance comunque – a prendersi l’occhio di bue, bensì due matricole: Jaelan Phillips e Jevon Holland. L’ex Hurricane non ha cominciato troppo bene l’anno, così come tutti i suoi compagni di reparto, ma ha rimediato presto. Contro i Panthers è stato un mostro: per lui sono giunti 3 sacks e 9 pressioni totali, che sarebbero grandi numeri per chiunque ma diventano pazzeschi se consideriamo che il ragazzo ha giocato soltanto 27 snaps totali.

Per il numero 8 invece spariamo alti, anzi no, se diciamo che il suo potenziale è da top 3 per quanto riguarda le safety factotum, capaci di blitzare e coprire. Holland è stato uno dei difensori di Miami a entrare per primo nella testa di Newton, causando la sua debacle e, di conseguenza, quella dei suoi, intercettando il QB nel secondo quarto e soffocando un drive che poteva divenire pericoloso, dal momento che la gara era ancora aperta. Sono i due volti nuovi di questi ragazzi a prendersi le copertine parlando di questa partita, oltre all’altro rookie che gioca in attacco naturalmente, e del quale stiamo per andare a parlare, ed è grazie a loro che i risultati per Miami sono cambiati, svoltando dalla palude nella quale la stagione dei Fins sembrava essere destinata a sprofondare in ottobre.

Parlando di defense, poi, non possiamo certo dimenticarci di Nik Needham, perché anche la sua prestazione va sottolineata. Il numero 40 è giunto a Miami in sordina, nella stagione di rebuilding estremo di due anni fa, senza entusiasmare, e ora è un CB estremamente concreto. Certo, soffre ancora di amnesie importanti che – dato il suo ruolo – purtroppo significano spesso 7 punti per gli avversari, ma non è certo estraneo a grandi giocate che possono sigillare partite, come ad esempio l’intercetto su Walker in questa sfida.

Che spettacolo JaWo

Jaylen Waddle con la spike dopo il suo TD, subito prima di lasciarsi andare alla celebrazione danzante. Foto: WPTV.

Se la difesa di Miami ha significato la W contro Carolina – questione mai in dubbio, chiunque necessiti di una prova pensi al 23,8% di passaggi completati da Newton, una delle percentuali più basse di sempre nella lega, per QB che giocano almeno 20 snaps in una singola partita; chiunque passi con questo tasso di completi non può che ritrovarsi in un posto nella NFL: seduto sulla panca a guardare i compagni – dobbiamo scrivere che anche l’attacco ha fatto il suo, eccome.

Buona è stata la prova di Tua Tagovailoa, preciso e concreto, il quale ha commesso qualche errore, indubbiamente, ma ha condotto una partita esemplare, ricca di passaggi con il mirino, mai lunghi – com’è sempre stato nel suo stile fin dal college – ma sempre capaci di aprire la strada ai suoi comprimari, dando modo ai ricevitori di aggiungere tante YAC, yards dopo la ricezione, le quali non vengono esaltate dai cronisti come le air yards, in quanto sono meno spettacolari, seppure abbiano esattamente la stessa efficacia. Il QB ha completato oltre l’87% dei passaggi che ha tentato, consentendo ai padroni di casa di gestire un possesso palla di oltre 37 minuti e mettere assieme ben 22 primi down.

Il principale beneficiario di questa grande domenica per El Uno è stato il suo ricevitore fin dai tempi di Alabama, Jaylen Waddle, il quale ha offerto una prestazione da annale del football americano, sottolineata da una stat line che recita 9/137/1, ovvero 137 yards ricevute su 9 ricezioni e un TD realizzato. Non male, quando sei al primo anno tra i professionisti e giochi contro quella che sulla carta è la migliore difesa in NFL contro i lanci. Miami ha totalizzato 280 yards in attacco in questa sfida; quasi la metà sono state guadagnate dal numero 17. 72 di queste yards messe assieme dal ricevitore sono YAC, il che ci chiarisce bene cosa sappia fare il ragazzo. Quando, a metà della partita contro i Panthers, JaWo si è scatenato in una catch and run lunga 57 yards, è riuscito ad affondare tra le linee della difesa ospite come un coltello caldo nel burro, correndo ad una velocità stimata da Next Gen Stats di 35 chilometri orari: ci sono biciclette da corsa che vanno ben più lente di Waddle quando scatta.

Tutte le statistiche di Jaylen Waddle in questa partita sono naturalmente career-highs per il ricevitore matricola. A livello di franchigia, parliamo di season-highs in ricezioni e yards guadagnate. La difesa di Carolina è piuttosto fisica contro i wideouts avversari, eppure nessuno ha toccato Waddle domenica; la velocità del ragazzo è mozzafiato, la sua abilità nel correre le tracce è migliorata di settimana in settimana e in week 12 il ricevitore è esploso. JaWo è stato da settembre una delle note più positive per i Dolphins, domenica scorsa ha dimostrato di poter essere una pietra angolare nell’attacco di questa franchigia.

“Jaylen sa farsi trovare nel posto giusto al momento giusto.” Ha affermato Tagovailoa al termine della sfida contro Carolina. ” A volte è marcato e ciononostante riesce a farsi trovare libero.”

“Faccio del mio meglio per non essere soltanto quello veloce o giocare esclusivamente da vertical threat. Continuerò ad andare là fuori ogni settimana e dimostrare che posso correre le tracce e fare molte altre cose che la gente non si aspetta da me.” Ha detto ai media Waddle. Naturalmente, noi ce lo auguriamo; è esattamente quello che deve fare chi vuole essere insignito del premio per il miglior rookie offensivo dell’anno.

 

 

 

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