Dopo due giornate di NFL c’è ancora ben poco di chiaro, ma alcune cose appaiono evidenti:
- Jameis Winston è somaro;
- Ryan Tannehill è somaro;
- Mitch Trubisky è somaro (ma far giocare Pickett sarebbe stupido in queste condizioni);
- Kirk Cousins quando gioca in prime time è ancora più somaro del solito;
- Geno Smith…dai…
se il somaro riceve troppa attenzione, finisce per credersi un leone
Ma in week 2 sono i coach a diventare protagonisti:
- Kevin Stefanski è un somaro, sempre stato, incredibile pensare abbia ancora un lavoro;
- Zac Taylor è arrivato al Super Bowl senza capirci niente e continua imperterrito per la sua strada;
- Frank Reich quando arriva a Jacksonville è come se entrasse all’Overlook Hotel (è l’albergo di Shining, somaro…);
- John Harbaugh (bella la vita senza Dan Martindale, duh?) nell’intervallo si legge l’opera omnia di Quinn, Dan “Come ti vinco SuperBowl LI, anzi no…” ed esegue impeccabilmente;
- se Nathaniel Hackett è un genio dell’attacco, Vittorio Sgarbi è il prossimo Dalai Lama;
- Sean McVay è cosi somaro che ormai cerca di essere più furbo anche di sé stesso;
- Josh McDaniels senza Belichick è come Rocco Siffredi senza pisello.
Per il resto l’MVP è ormai una corsa ad uno per Josh Allen:
- I Bills per ora giocano ad uno sport diverso, su un pianeta differente;
- qualcuno inizia a credere che Tua e Jalen Hurts siano giocatori di football;
- partite come Carolina – NY Giants andrebbero criptate anche per i presenti allo stadio…
Aspettiamo impazienti la week 3, cercando di minimizzare perché se il somaro riceve troppa attenzione, finisce per credersi un leone.


