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Purdy detta legge a Melbourne: i 49ers travolgono 27-7 i Rams nella prima gara NFL in Australia
Brock Purdy firma 3 TD e i 49ers schiantano 27-7 i Rams davanti a 100.021 spettatori al MCG. Stafford e Garrett invisibili, McVay: “Giornata umiliante”.
MELBOURNE – Il football americano è arrivato in Australia e si è preso 100.021 persone. Quello che non si è preso è la squadra che tutti si aspettavano di veder vincere. Nella prima partita di regular season NFL mai disputata nell’emisfero australe, i San Francisco 49ers hanno battuto 27-7 i Los Angeles Rams al Melbourne Cricket Ground, trasformando quella che sulla carta era la vetrina della favorita numero uno per il Super Bowl in una lezione di football durata quattro quarti.
Brock Purdy ha chiuso con 25 completi su 34, 205 yards e tre passaggi da touchdown. Matthew Stafford, MVP in carica della lega, ha messo insieme appena 155 yards senza mai trovare la end zone. È questa la fotografia della serata.
Purdy vince il duello contro l’MVP della scorsa stagione
Il primo drive di San Francisco ha detto tutto del piano partita di Kyle Shanahan: 65 yard in 15 giocate, nove passaggi completi su dodici, palla distribuita a Christian McCaffrey, al rookie Kaelon Black, a George Kittle – al rientro dopo l’infortunio al tendine d’Achille – a Deebo Samuel e a Mike Evans. Un manuale di ball control che ha fruttato soltanto tre punti con il field goal da 20 yards di Eddy Piñeiro, ma che ha imposto il ritmo alla partita.
Il colpo da biliardo è arrivato nel secondo quarto: un lancio profondo da 39 yards per Demarcus Robinson, ex Rams… tra l’altro, che secondo i dati NFL Pro ha viaggiato per 44 yards di aria rispetto alla linea di scrimmage, il completo più lungo per air yards nella carriera di Purdy. Nel terzo quarto è toccato a Mike Evans raccogliere una fade da due yards in end zone: è stato il suo 37° touchdown su ricezione da cinque yards o meno, cifra che lo colloca al secondo posto assoluto nella storia della lega a pari merito.
Ma la giocata che ha spento definitivamente la partita è stata il drive di apertura del quarto periodo: 99 yards in 11 azioni, chiuso da un passaggio da 15 yards per Deebo Samuel. Piñeiro ha poi aggiunto un field goal da 56 yards per il definitivo 27-7. Purdy non è mai stato messo a terra, ha subito solo due tackle ed è riuscito ad aggiungere 29 yards di corsa uscendo dalla tasca.
Rams non pervenuti: spettattori non paganti
Quando Los Angeles ha ricevuto il kickoff iniziale, lo ha fatto come prima squadra nella storia della NFL a scendere in campo contemporaneamente con l’MVP in carica (Stafford) e il Difensore dell’Anno in carica (Myles Garrett, arrivato dai Browns nell’affare che aveva eletto i Rams favoriti d’obbligo). Entrambi sono diventati il simbolo di una serata da dimenticare.
Stafford ha chiuso con 155 yards, nessun touchdown, un intercetto e un passer rating di 61,2. I sette punti segnati dai Rams rappresentano il minimo assoluto nelle sue 75 partite da titolare con la franchigia di Los Angeles: l’unico altro precedente sotto quota dieci risale alla Week 4 del 2022, guarda caso contro San Francisco. Dopo aver guidato la lega con 46 touchdown nella stagione dell’MVP, Stafford non aveva mai passato una partita intera senza almeno una segnatura aerea. Nel finale McVay lo ha tolto dal campo, certificando la resa.
Garrett ha prodotto poco, è riuscito a mettere pressione su Purdy solo in cinque occasioni, ma ha terminato con zero tackle: era successo solo tre volte nelle 135 partite da pro NFL. Il duello di pesi massimi con Trent Williams si è risolto in modo netto a favore del tackle dei 49ers, contro cui – secondo le Next Gen Stats – Garrett ha generato una sola pressione in undici confronti diretti. Il difensore ha ammesso di non essere al cento per cento a causa del ginocchio malandato e si è definito senza giri di parole la versione peggiore di sé stesso.
L’unico sussulto dei Rams è arrivato a fine primo quarto, con una ricezione da 41 yards di Puka Nacua che due giocate dopo ha aperto la strada al touchdown su corsa da cinque yards di Kyren Williams. Da lì in poi: un intercetto, un fumble perso da Tyler Higbee, due possessi consegnati agli avversari sul quarto down – di cui uno a una yards dalla end zone.
Il nodo del viaggio: McVay perde la prima gara internazionale
La scelta logistica dei Rams è già diventata il tema del post-partita. Los Angeles è partita dalla California martedì sera ed è atterrata a Melbourne giovedì mattina, circa un giorno prima del kickoff di venerdì mattina ora australiana. San Francisco, al contrario, ha trascorso l’intera settimana in Australia per acclimatarsi e farsi conoscere dal pubblico locale.
Il modello del “mordi e fuggi” aveva funzionato benissimo per McVay, che l’anno scorso aveva vinto 35-7 a Londra contro Jacksonville atterrando anche in quel caso all’ultimo. Il tecnico era 3-0 nelle trasferte internazionali, ora è 3-1, ma le sue tre vittorie restano comunque seconde soltanto alle quattro di Doug Pederson.
McVay comunque non si è nascosto dietro il fuso orario, ha parlato di una giornata umiliante, ha detto che i 49ers hanno fatto meglio in ogni singolo aspetto e ha indicato sé stesso come primo responsabile della mancata preparazione della squadra. Vale la pena ricordare che i Rams non avevano schierato i titolari in nessuna partita di preseason.
La difesa dei 49ers ritrova i suoi leader
Al di là dei numeri offensivi, la notizia più lieta per San Francisco è il ritorno in campo di Nick Bosa (dopo la rottura del crociato) e Fred Warner (caviglia), assenti per gran parte della scorsa stagione. Bosa ha pressato Stafford si dalla prima azione di gioco, costringendolo subito ad un quasi intercetto che Warner ha mancato di poco, una dichiarazione d’intenti di quello che sarebbe il leitmotiv della giornata.
Warner ha chiuso con 11 tackle, primato della partita; Bosa con quattro tackle di cui due for loss. L’attacco che l’anno scorso aveva guidato la lega per punti e yards totali è stato limitato a 290 yards complessive, due palloni persi e due quarti down fermati. Un esordio più che convincente per Raheem Morris alla prima da defensive coordinator dei 49ers.
Sul fronte opposto, Shanahan ha ritrovato l’equilibrio che gli era mancato nel 2025: 174 yards su corsa a una media di 5,8, con McCaffrey (10 portate per 68 yards) e il rookie Kaelon Black (14 per 65) a dividersi i turni. Tre ricevitori diversi a segno, sei con almeno due ricezioni, 33 minuti e 50 secondi di possesso palla contro i 26:10 dei Rams.
Le uniche note stonate sono arrivate dall’infermeria: il tight end Jake Tonges e il ricevitore rookie De’Zhaun Stribling sono usciti in barella nel primo tempo. Shanahan ha fatto sapere che il tendine d’Achille di Stribling è risultato integro, ma i tempi di recupero restano da definire.
Melbourne ha risposto presente
Il dato che la lega porterà a casa è però un altro: 100.021 spettatori, praticamente la capienza massima del MCG. La partita, trasmessa su Netflix, era la prima delle nove gare internazionali in programma nel 2026 – un record assoluto per la NFL, distribuito su quattro continenti, sette Paesi e otto stadi.
Curioso il paradosso commerciale: i Rams detengono i diritti di marketing internazionale in Australia dal 2021 ed erano formalmente la squadra di casa, ma la settimana di”acclimatamento” dei 49ers ha spostato una fetta consistente del pubblico dalla parte dei rosso-oro. Un dettaglio, sul quale a Los Angeles dovranno riflettere.
Cosa portarsi a casa
Una partita di Week 1 non decide una stagione, e i Rams hanno sedici gare per dimostrare che l’etichetta di favorita non era gonfiata: questa è comunque la loro prima sconfitta con più di sette punti di scarto dalla Week 12 del 2024. Ma i 49ers, dati per terza forza nella NFC West alla vigilia, hanno appena dimostrato di non essere un dettaglio nel discorso relativo alla West Division della National Football Conference.
Los Angeles torna in campo lunedì notte contro i New York Giants. San Francisco, 1-0, ha un calendario che la riporterà di fronte ai Rams solo a dicembre, al Levi’s Stadium.
Autore: Fabio Gentile
Data di pubblicazione:
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