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College football, Week 2: Ohio State-Texas vale già mezza stagione, e Michigan rischia grosso
Week 2 NCAAF 2026: il top-4 Ohio State-Texas, Oklahoma ad Ann Arbor, Alabama a Lexington. Le dieci partite da non perdere.
Il college football è alla seconda settimana della stagione 2026 e il sabato che si apre è il primo davvero serio del calendario. La prima Top 25 dell’Associated Press dopo la giornata inaugurale ha confermato Ohio State in vetta davanti a Georgia, Notre Dame e Texas, con Indiana — campione nazionale in carica dopo il 27-21 su Miami nella finale di gennaio — al quinto posto. LSU è rientrata tra le prime dieci dopo il 51-10 a Clemson. Michigan, invece, è uscita dai ranking: il 13-12 rimediato in casa contro Western Michigan ha spaventato tutti, e ora arrivano i Sooners.
Sulla carta c’è un solo confronto tra due big, ma è quello giusto: Ohio State #1 ad Austin contro Texas #4, appena il settimo incrocio non di conference tra due squadre della top five nell’era del College Football Playoff. Il DKR-Memorial è esaurito e la temperatura prevista sfiora i 38 gradi. Il resto della giornata vive di test incrociati tra conference: SEC contro Big Ten, Big 12 contro SEC, e una serie di partite in cui i favoriti hanno molto più da perdere che da guadagnare.
La week 2 comunque è già cominciata. Giovedì Miami ha travolto Florida A&M 77-7, venerdì Missouri ha vinto 38-21 in casa di Kansas nel derby di confine, mentre Louisville, Virginia e NC State hanno liquidato senza problemi le rispettive avversarie FCS e Boston College ha battuto Rutgers 28-21. Per chi segue anche la FCS, il sabato offre due trasferte di peso: North Dakota State ad Air Force e Montana State a Nevada, entrambe in tarda notte italiana. Sono le partite che di solito raccontano meglio di ogni sondaggio quanto valga davvero la divisione minore.
Sabato 12 settembre, ore 18:00 italiane
No. 11 Oklahoma @ Michigan
Doveva essere una sfida tra ranked, poi Michigan è uscita dalla Top 25. È il secondo capitolo di un’andata e ritorno: l’anno scorso a Norman finì 24-13 per i Sooners, con Bryce Underwood a 9 su 22 nella sua prima partenza in trasferta. Il problema di Ann Arbor è che dodici mesi dopo il quarterback sembra allo stesso punto: contro Western Michigan la prestazione sul passing game è stata altalenante, ma è stato il miglior runner della squadra, il che non è un complimento per i running back Jordan Marshall e Savion Hiter. Dall’altra parte Brent Venables porta una difesa che da anni è tra le migliori del Paese contro la corsa e un John Mateer finalmente sano, autore di 225 yard e tre touchdown nel 51-0 su UTEP. Nota di colore: il linebacker Cole Sullivan ha lasciato Michigan per Oklahoma in estate. Per Kyle Whittingham, alla prima stagione sulla panchina dei Wolverines dopo vent’anni a Utah, è già un esame pesante.
No. 6 Oregon @ Oklahoma State
Oregon arriva da un 34-27 su Boise State più sofferto del previsto e ha voglia di dare un segnale dopo l’eliminazione in semifinale di Playoff dello scorso gennaio. Oklahoma State, invece, ha aperto l’era di Eric Morris nel modo peggiore possibile: 24-10 a Tulsa, quattro palloni persi e un attacco che non ha mai carburato nonostante l’arrivo di Drew Mestemaker e di un gruppo di ricevitori interessante. Morris veniva da North Texas, dove aveva guidato l’attacco più prolifico della nazione, quindi la prestazione di Tulsa va presa come un incidente più che come una sentenza. Il problema è il calendario: i Cowboys non avrebbero potuto scegliere un momento peggiore per ospitare i Ducks, dati favoriti di oltre venti punti. Serve una reazione immediata, altrimenti la stagione rischia di prendere subito una piega brutta.
Arizona State @ No. 10 Texas A&M
Kyle Field alle undici del mattino locali, con 36 gradi previsti: già di suo un fattore. Texas A&M ha vinto 50-0 contro Missouri State ma è partita piano, sul 9-0 fino a metà secondo quarto, e Mike Elko vuole vedere l’attacco funzionare prima dell’ingresso nel calendario SEC. Marcel Reed è tornato per la quarta stagione dopo aver portato gli Aggies al Playoff, ma ha chiuso il 2025 con sei intercetti nelle ultime quattro partite: la crescita passa da lì. Arizona State è imbattuta e ha segnato 70 punti all’esordio, però contro un avversario FCS: Kenny Dillingham ha ricostruito mezza squadra dal portale ed è tra le ultime in America per continuità di roster. Il quarterback Cutter Boley, arrivato da Kentucky, l’anno scorso in SEC ha prodotto più giocate a rischio turnover che touchdown. Aggies favoriti di oltre due touchdown.
Sabato 12 settembre, ore 21:30 italiane
No. 12 Alabama @ Kentucky
La prima partita di conference della SEC 2026, ed è più insidiosa di quanto dica una serie storica che Alabama guida 39-2-1. Kalen DeBoer è sotto osservazione a Tuscaloosa e porta a Lexington un quarterback giovane alla seconda partenza in carriera, Keelon Russell, che nel 48-10 su East Carolina ha convinto. La domanda vera riguarda la corsa e la linea offensiva dei Crimson Tide, altalenanti all’esordio. Kentucky si è affidata al nuovo capo allenatore Will Stein, uno degli attacchi più creativi in circolazione, e ha trovato subito riscontri: Kenny Minchey ha chiuso il 45-13 su Youngstown State con oltre 300 yard e quattro touchdown. Il mercato si è mosso verso i Wildcats durante la settimana, segnale che qualcuno ci crede. Alabama resta favorita di dieci punti, ma una partenza lenta la trascinerebbe in una serata complicata.
Arizona @ No. 15 BYU
Apertura della stagione di conference nella Big 12, e non è un dettaglio: in un torneo così equilibrato, perdere la prima partita interna pesa più che altrove. BYU è reduce da una stagione chiusa con la vittoria nel Pop-Tarts Bowl su Georgia Tech e ha regolato 63-7 Utah Tech all’esordio; a Provo l’ambiente è tra i più ostili del Paese e i Cougars ci arrivano da favoriti. Arizona ha battuto 35-7 Northern Arizona e viene da un’annata in cui era rientrata nei ranking prima di cedere a SMU all’Holiday Bowl. È la classica partita che nessuna delle due può permettersi di sottovalutare: entrambe puntano a restare nella corsa per la finale di conference e il calendario Big 12 non concede molte occasioni di recupero. Sulla carta la differenza la fa la linea di scrimmage.
Notte tra sabato e domenica, ore 00:00 italiane
Memphis @ Boise State
La partita con le implicazioni più concrete per l’accesso al Playoff tra le non blasonate. Con il formato allargato, il posto riservato al miglior campione di conference al di fuori dei quattro grandi campionati è un obiettivo reale, e questa è di fatto una sfida diretta. Memphis è 2-0 avendo già vinto in trasferta a UNLV e poi contro Arkansas State: un secondo successo a ovest, sull’erba sintetica blu di Albertsons Stadium, la metterebbe in una posizione privilegiata. Boise State arriva dalla sconfitta 34-27 contro Oregon, prestazione che ha detto molto di buono sul valore dei Broncos ma che resta una sconfitta. Chi perde qui, in pratica, esce già dalla conversazione nazionale a metà settembre. Vale la sveglia notturna più di altre partite con nomi più grossi.
Domenica 13 settembre, ore 01:00 italiane
No. 18 Tennessee @ Georgia Tech
Josh Heupel è al sesto anno a Knoxville con un record di 46-20 e una squadra che dopo l’8-5 del 2025 ha riportato tredici titolari, compresa l’intera linea offensiva: contro Furman ha prodotto 329 yard su corsa e 638 totali nel 56-9. È il tipo di partita che dice se i Volunteers sono davvero risaliti o se erano solo numeri contro un avversario FCS. Georgia Tech, dall’altra parte, arriva ferita: ha perso 14-13 in casa contro Colorado con un touchdown subito a 37 secondi dalla fine e un field goal da 45 yard murato sull’ultima azione. Brent Key ha costruito tre stagioni consecutive sopra il 50% e a Bobby Dodd Stadium le squadre SEC di passaggio hanno spesso faticato. Per gli Yellow Jackets è l’occasione per riscattare subito una beffa; per Tennessee, la prima vera prova di credibilità.
Domenica 13 settembre, ore 01:30 italiane
No. 1 Ohio State @ No. 4 Texas
La partita dell’anno fin qui. Settimo incrocio non di conference tra due squadre della top five nell’era Playoff, rivincita dell’apertura 2025 vinta dai Buckeyes a Columbus e, prima ancora, della semifinale di Cotton Bowl. Allora Julian Sayin era all’esordio assoluto e Arch Manning alla terza partenza: finì una battaglia difensiva con numeri modesti da entrambe le parti. Dodici mesi dopo sono due candidati al Heisman — Sayin ha chiuso il 2025 con 3.610 yard, 32 touchdown e il miglior 77% di completi della nazione, Manning con 3.163 e 26 — e attorno a loro ci sono Jeremiah Smith da una parte e Cam Coleman dall’altra, oltre al miglior edge rusher del Paese, Colin Simmons. Novità in panchina: Arthur Smith è il nuovo coordinatore offensivo di Ryan Day, Will Muschamp è tornato a dirigere la difesa di Steve Sarkisian. Texas favorita di 1,5 punti, totale a 48,5-49,5. Manning è 9-0 nelle partite interne da titolare, Sayin 5-0 in trasferta. Chi vince, lunedì sarà favorito numero uno per il titolo.
Iowa State @ No. 21 Iowa
Il Cy-Hawk Trophy, settantatreesima edizione, una delle rivalità più sentite e meno spettacolari d’America — e va benissimo così. Iowa ha aperto con un 40-0 su Northern Illinois che ha impressionato soprattutto per l’equilibrio: gli Hawkeyes, storicamente monodimensionali, quest’anno sembrano avere un attacco più completo, il che contro i Cyclones fa la differenza. Iowa State ha regolato 38-10 Southeast Missouri State e arriva imbattuta, ma il trofeo negli ultimi anni ha viaggiato spesso e i pronostici danno Iowa avanti. Kinnick Stadium in notturna, con la tradizione dell’onda verso l’ospedale pediatrico alla fine del primo quarto, resta uno degli ambienti più belli del college football. Se cercate una partita che spieghi perché questo sport non è solo Ohio State-Texas, è questa.
Domenica 13 settembre, ore 04:15 italiane
Arkansas @ No. 20 Utah
Chiusura di giornata a Salt Lake City, con Arkansas che si è già lamentata pubblicamente dell’orario: kickoff serale a due fusi di distanza, all’altitudine di Rice-Eccles Stadium, non è il regalo che una squadra SEC vuole ricevere a settembre. Utah è la prima squadra del Paese ad aver superato la transizione post-Whittingham senza perdere colpi almeno all’esordio, un 66-14 su Idaho costruito attorno alla coppia di quarterback Devon Dampier e Byrd Ficklin, che gli Utes alternano con una fluidità che mette in crisi le difese. Arkansas ha battuto 31-14 North Alabama senza convincere e dovrà reggere sulla linea, dove i padroni di casa hanno il vantaggio più netto. È l’ultima partita della notte e il tipo di trasferta che, storicamente, le squadre del Sud non gestiscono bene.
Autore: Fabio Gentile
Data di pubblicazione:
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