- Si inizia con entrambe le squadre a zero, esattamente come l’aspettativa che si ha sulla bellezza di questa partita.
- Che, appunto, parte con un three & out di entrambe.
- Il terreno di gioco è talmente rovinato che hanno interrotto la partita per raccogliere le patate.
- Siamo al quarto three & out consecutivo, no ma andiamo bene.
- La NFL sta valutando se rivestire la palla e i guanti dei giocatori con dei magneti per vedere se ci sono meno drop.
- I Redskins superano la metà campo, il pubblico viene scongelato dallo stato di ibernazione in cui si trovava.
- Il primo completo di Manning è su uno spettatore quando il QB lancia la palla tra il pubblico per evitare il sack.
- Perine perde palla sulle proprie 5 yard, i Giants vedono la luce dei primi punti segnati ma gli arbitri danno il down by contact: mai una gioia.
- L’unico modo in cui fino ad ora le due squadre hanno visto la red zone avversaria, è stato con Google Maps.
- Visto che a 5 minuti dalla fine del primo tempo il punteggio è ancora 0 a 0, tre punti non fanno schifo, pertanto i Giants, in pieno Field Goal range, dopo aver faticato non poco per superare la metà campo, con un 4th & 1 dalle 21 yard dei Redskins, tentano la corsa. Che riesce eh, ma è per far capire che rischiare in una partita del genere non è il modo più indicato per fare punti.
- L’interferenza difensiva di Cockrell fa guadagnare più yard ai Redskins di quelle guadagnate in tutti i primi due quarti.
- Con un primo tempo finito 3 a 3, le aspettative sul secondo tempo sono persino peggiori di quelle ad inizio partita.
- Per darvi un’idea, il primo drive del terzo quarto è dei Redskins, che arrivano ad un 3rd & 27 non convertito (foto)

- Tocca ai Giants, 3rd & 11 non convertito.
- Dal cielo si aprono le nuvole, torna la luce a risplendere sul campo, dall’alto esce una mano gigante che indica lo stadio e una voce risuona nella contea: “Fate qualcooosaaaaaahhh!!!”
- I Redskins rispondono all’appello divino e segnano un touchdown: i credenti del District of Columbia salgono all’improvviso al 98%.
- I Giants no, restano atei.
- Cousins lancia e Janoris Jenkins si ritrova la palla tra le mani. E ora? Con le squadre immobili fin dall’inizio della partita, Janoris ha un’intuizione: correre. E così corre, corre, corre indisturbato verso la endzone dei Redskins, che si svegliano dal torpore accorgendosi dell’intercetto e cercano di placcarlo quando è ormai troppo tardi: si torna in parità. E’ lunga, ragazzi.
- Il quarto down comincia in fretta se nel frattempo si naviga su siti di e-commerce per il Black Friday, si guarda qualche serie TV e si chiacchiera del più e del meno con altre persone.
- Questa partita entrerà nella storia, e sarà trasmessa in tutte le sessioni di allenamento e training su come *non* si gioca a football.
- Cousins subisce sack al terzo down, gli arbitri si guardano negli occhi, devono fare qualcosa perché qui si rischia di non finire più: vola una flag, holding dei Giants perché in sideline un massaggiatore stava trattenendo un polpaccio di un giocatore sdraiato a terra. Primo down Redskins.
- La difesa dei Giants si ritrova per la prima volta nella propria endzone, con gli sguardi persi in un territorio inesplorato: l’attacco di Washington ne approfitta e con due big play arriva il touchdown.
- Ovviamente l’attacco dei Giants in risposta non va da nessuna parte.
- Finisce la partita con i Redskins che battono i Giants 20 a 10. Ha vinto chi ha giocato meno peggio.
Riassunto del Thanksgiving “night” Football NFL “condensed”, Giants @ Redskins
Il Thursday Night tra Washington Redskins e New York Giants visto da Andrea Donati per Touchdown Magazine.




