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TNF: Falcons-Packers 35-14: Penix torna, Bijan Robinson e Drake London travolgono Green Bay

Atlanta vince 35-14 a Green Bay nel ritorno di Penix: 194 yards su corsa per Bijan Robinson, 194 su ricezione per Drake London. Packers sull'1-2.

Bijan Robinson Atlanta vs Green Bay NFL 2026 week 3

Ad Atlanta serviva una partita così. Dopo due settimane in cui l’attacco sembrava incapace perfino di avvicinarsi all’end zone, è bastato il  ritorno di Michael Penix Jr. a cambiare la faccia della squadra: nel Thursday Night Football della Week 3 i Falcons hanno battuto i Green Bay Packers 35-14 al Lambeau Field, e hanno conquistato la prima vittoria della stagione. Le due squadre ora hanno lo stesso record, 1-2, ma lasciano il Wisconsin con stati d’animo opposti.

I numeri spiegano bene la serata. Atlanta ha chiuso con 498 yards di total offense (erano 500 prima dei due inginocchiamenti finali) contro le 328 di Green Bay, e ha tenuto il pallone per 37 minuti e 5 secondi, lasciandone agli avversari meno di 23. Bijan Robinson ha corso per 194 yards con due touchdown. Drake London ne ha ricevute esattamente altrettante, 194, su nove ricezioni: è il suo record in carriera. Per i Packers è la prima sconfitta in un home opener dal 2012, e per Matt LaFleur è la prima volta da head coach con un record di 1-2.

Il film della partita

L’avvio aveva illuso il pubblico di casa. Al terzo passaggio della sua stagione, Penix ha lanciato in mezzo al campo un pallone che la safety Xavier McKinney ha intercettato senza difficoltà. Green Bay non è riuscita a sfruttarlo, ma al possesso successivo ha trovato il vantaggio: su un terzo e 11, Matthew Golden si è girato su un lancio profondo di Jordan Love e ha preso un pallone da oltre 40 yards, e pochi snap dopo Christian Watson si è liberato su un play-action per il touchdown da 4 yards. Era il 7-0 a 5:13 dalla fine del primo quarto, e il quarto TD in tre partite per Watson: nessun giocatore dei Packers segnava in ognuna delle prime tre gare stagionali dai tempi di Davante Adams nel 2018.

Purtroppo è stato anche il punto più alto della serata di Green Bay, parafrasando una storica frase di Lino Banfi nei panni di Oronzo Canà, “è tutta colpa di quel touchdown a freddo, noi eravamo freddi, loro erano caldi e incazzeti, e si sono sfogati”. Atlanta infatti ha risposto con un drive da 85 yards, nato in salita: Lukas Van Ness aveva costretto Penix a un intentional grounding e i Falcons si erano ritrovati su un terzo e 11. A quel punto è arrivata una flag su Brenton Cox Jr., punito per un contatto alla testa del quarterback, e allo snap successivo Robinson è partito per una corsa da 55 yards fino alla linea delle 5, e due giochi dopo ha segnato da 3 yards il 7-7 a 1:32 dalla fine del primo quarto.

Nel secondo quarto Atlanta è passata avanti con un field goal (10-7). Green Bay ha avuto l’occasione per pareggiare, ma il tentativo da 47 yards del rookie Trey Smack è stato bloccato. Poco prima dell’intervallo Penix ha trovato il tight end Austin Hooper per il touchdown da 5 yards: 17-7 all’intervallo.

Il 4° & 1 che ha cambiato la partita

I Packers sono usciti dagli spogliatoi con il drive migliore della loro serata, arrivando fino alla linea delle 7 yards di Atlanta. Su un quarto e 1 LaFleur ha scelto di giocarsela, ma la finta di play-action non ha ingannato nessuno: tutti i ricevitori di Love erano coperti in end zone e il drive è finito senza punti.

Atlanta ha punito subito (la dura legge del gol “gol sbagliato, gol subìto”). Bijan Robinson ha strappato altre 31 yards, London ha convertito un terzo e 7 con una slant da 16 yards e Brian Robinson Jr. ha segnato da 7 yards su un 3° & 1. Il punteggio diventa 24-7 a 3:38 dalla fine del terzo quarto. In apertura di ultimo quarto Penix ha trovato London per una ricezione da 68 yards, e anche se quel drive si è fermato dopo un holding e un placcaggio in perdita di Javon Bullard, il field goal ha portato il punteggio sul 27-7 a circa 11 minuti dalla fine: 27 punti consecutivi di Atlanta.

Green Bay ha provato a riaprirla con un touchdown da 15 yards di Golden (27-14), ma la risposta dei Falcons è stata immediata. Un’altra ricezione da 40 yards di London ha avvicinato la end zone, Bijan Robinson ha firmato il suo secondo touchdown e Atlanta ha scelto di tentare anche la conversione da due punti, riuscita con un passaggio per il wide receiver Chris Blair. A chiudere i conti ci ha pensato la safety Xavier Watts, che ha intercettato Love vicino alla end zone a meno di due minuti dalla fine.

Penix: un quarto di ruggine, poi ecco il quarterback che Atlanta aspettava

Penix non giocava dal 16 novembre scorso, quando si era rotto il legamento crociato anteriore. L’inizio è stato davvero brutto: nel primo quarto ha completato 2 passaggi su 7 per 22 yards con un intercetto, con un passer rating di 0,6. Sembrava nervoso nella tasca e forzava lanci che non c’erano.

Poi qualcosa è cambiato. Tra secondo e terzo quarto Penix ha completato 13 passaggi su 15, compreso il touchdown per Hooper, ed è stato perfetto sui terzi down: 5 su 5. Ha chiuso con 18/25 per 256 yards, un touchdown e un intercetto. Non è una linea statistica spettacolare, ma lo è il contesto: nelle prime due partite, con il terzo quarterback Cooper Rush titolare, Atlanta aveva segnato 16 punti in totale, il dato più basso della lega. Giovedì Penix ne ha segnati 17 già all’intervallo. Soprattutto, i Falcons hanno interrotto una striscia di 27 drive consecutivi senza giocare nemmeno uno snap in red zone, una delle partenze più sterili degli ultimi 45 anni.

La presenza di Penix ha avuto un effetto a catena. Con una minaccia credibile sul lancio profondo, le difese non possono più affollare il box contro Robinson, e London torna ad avere qualcuno capace di servirlo in verticale. Atlanta ha chiuso con 6 su 10 nei terzi down: un’altra squadra rispetto alle prime due settimane.

194 e 194: Bijan Robinson e Drake London

La coincidenza statistica è curiosa, ma il senso è serio. Nelle prime due partite Bijan Robinson aveva messo insieme 80 yards su 37 portate. A Green Bay ne ha corse 194 su 29, aggiungendo 19 yards su ricezione. Le sue corse migliori, da 55 e 31 yards, sono nate dal solito mix di pazienza dietro la linea ed esplosività una volta trovato il buco, e anche nei giochi apparentemente chiusi riusciva a guadagnare qualcosa. Nel complesso Atlanta ha corso per 244 yards.

London arrivava a Lambeau con 6 ricezioni per 80 yards in due partite. Ne è uscito con 9 ricezioni per 194 yards, con le due giocate da 68 e 40 yards a spezzare la difesa di Green Bay. Insieme, i due hanno prodotto più di 400 yards: in pratica, l’intero attacco di una buona serata NFL.

Packers: un attacco a una dimensione

Se Atlanta ha trovato l’equilibrio, Green Bay lo ha perso del tutto. I Packers hanno corso 9 volte per 17 yards, e senza un gioco di corse credibile Love è stato costretto a 54 dropback (53 passaggi e un sack). Ha completato 28 lanci su 53 per 312 yards, con due touchdown e un intercetto: numeri gonfiati dal punteggio, con quasi tanti incompleti quanti completi. Tra protezioni saltate, palloni caduti e lanci imprecisi, dopo il touchdown iniziale i Packers sono usciti con quattro three-and-out nel solo primo tempo.

LaFleur ha aperto la conferenza stampa parlando di una serata che lo ha costretto all’umiltà, e poi ha definito la partita, senza giri di parole, una sonora lezione. Love si è preso la responsabilità, spiegando che il problema principale per ora è l’esecuzione: l’attacco non riesce a mettere insieme drive né a restare in campo.

L’unico segnale positivo arriva dai ricevitori. Golden ha chiuso con 5 ricezioni per 100 yards, la prima gara da 100 yards della sua carriera, e Watson con 7 ricezioni per 96 yards. Però tutto questo è poco, di fronte a quello che non funziona.

Una squadra decimata

Va detto che Green Bay si è presentata all’appuntamento in condizioni precarie. Mancavano l’edge rusher Micah Parsons, fermo per la rottura del crociato, il running back Josh Jacobs, inserito nella commissioner exempt list, e il wide receiver Jayden Reed. La linea offensiva era già senza due titolari: la guardia sinistra Aaron Banks, sostituita da Jager Burton, e il tackle destro Zach Bako-Bewele, che ha già chiuso la stagione.

E la lista si è allungata durante la partita. La guardia destra Jacob Monk è uscita nel finale con un problema al quadricipite, mentre il linebacker Edgerrin Cooper, uno dei migliori difensori della squadra, è stato sottoposto al protocollo per commozione cerebrale.

Le assenze spiegano molto, ma non tutto. La difesa ha concesso quasi 500 yards a un attacco che fino a una settimana fa era tra i peggiori della lega, e non è riuscita a contenere le corse nemmeno quando la partita era ancora in equilibrio. Anche gli special team, con il field goal bloccato, hanno avuto la loro parte. Nessuno dei tre reparti sta andando nella direzione giusta.

E adesso?

I Packers avranno qualche giorno in più per riflettere: la prossima partita è tra dieci giorni, in trasferta a Tampa Bay. LaFleur ha chiesto a tutti, a partire da se stesso, di guardarsi dentro e di trovare soluzioni, ricordando che la stagione è ancora lunga. Disamina sincera, ma nelle prime tre giornate Green Bay ha giocato un brutto quarto a Minnesota, tre brutti quarti contro i Jets e, con ogni probabilità, quattro pessimi quarti di gioco, giovedì sera. Nel frattempo la pressione su LaFleur sta salendo in fretta.

Atlanta invece esce dal Lambeau Field con la risposta alla domanda più importante della sua stagione. Il problema dei Falcons non erano Bijan Robinson o Drake London, ma chi doveva dargli il pallone. Con Penix in campo, anche dopo un primo quarto da dimenticare, questo attacco torna a essere uno dei più pericolosi della NFC South. Resta da capire se la difesa giovane, quella di McKinney-proof Watts e compagni, reggerà contro attacchi più in salute di questi Packers. Ma dopo due settimane di buio, per Atlanta è già tantissimo.