Per trenta minuti il Sunday Night di Week 3 sembrava una lezione dei Rams. Poi Denver ha fatto quello che fa da due stagioni: si è rialzata quando nessuno ci credeva più. Il 30-26 finale all’Empower Field at Mile High porta i Broncos sul 2-1 e lascia i Rams, favoriti d’estate per rappresentare la NFC al Super Bowl, a un preoccupante 1-2.
Due tempi, due partite
Il primo tempo è stato a senso unico. Los Angeles ha mosso la palla come voleva, ha chiuso avanti 16-0 e ha concesso a Denver le briciole: un attacco che non riusciva né a correre né a lanciare, e un Wil Lutz che ha centrato il palo sinistro da 43 yards nell’unica occasione concreta. Perfino Pat Surtain II, abituato a spegnere i numeri uno avversari, ha sofferto Davante Adams più volte del solito.
La ripresa è cominciata con un altro three-and-out dei Broncos. Sembrava finita. Invece da lì è partita una rimonta costruita pezzo dopo pezzo: due drive da touchdown, due conversioni da due punti, e il 16-16 all’ingresso nel quarto periodo.
Hufanga, dalla frustrazione alla giocata della serata
Il protagonista vero è Talanoa Hufanga. La safety arrivata da San Francisco, che contro Stafford ha giocato per quattro stagioni nella NFC West, aveva lasciato cadere due intercetti già fatti. Dopo la partita ha raccontato di essersi dovuto fare una specie di discorso motivazionale da solo.
Ha funzionato. Con i Rams avanti 19-16 e un terzo down sulle 38 yards di Denver, Hufanga ha letto il passaggio verso Kyren Williams, si è messo in mezzo e ha riportato l’intercetto per 66 yards fino in end zone, schivando anche lo stesso Stafford lungo il percorso. Sean Payton l’ha definita la giocata della partita. Non gli bastava: sull’ultimo snap della serata, con i Rams sulle 19 yards, ha preso anche il secondo intercetto, dentro la propria end zone. Nel mezzo, un sack su un terzo down che aveva costretto Los Angeles al field goal. Una serata da difensore totale.
Bo Nix: brutto, sporco e decisivo
La partita di Bo Nix non entrerà nei video didattici. Metà dei passaggi completati, un intercetto sanguinoso a inizio quarto periodo, quando Kobie Turner gli ha toccato il braccio al rilascio e Josh Wallace ne ha approfittato. Eppure, quando contava, il quarterback dei Broncos c’era.
Dopo il touchdown da 48 yards di Konata Mumpfield che aveva riportato avanti i Rams, Nix ha guidato un drive da 65 yards con due lanci profondi nei momenti giusti, sfruttando anche tre penalità difensive avversarie. Un suo tentativo di corsa verso l’esterno è stato annullato dal replay per uscita dal campo; al tentativo successivo ha scelto la strada più corta, un quarterback sneak allungando la palla oltre la mischia. Mancavano 47 secondi. Nix ha spiegato che in huddle la squadra sente di esserci già passata e di avere quello che serve per segnare anche contro una grande difesa.
Stafford e Adams, la faccia bella della sconfitta
Dall’altra parte, Matthew Stafford ha giocato una partita enorme per volume e coraggio, con 55 passaggi tentati e quasi 400 yards lanciate. Davante Adams ha chiuso con 7 ricezioni per 137 yards, compresa una galoppata da 49 yards nel quarto periodo che sembrava poter chiudere i conti.
Ma i due intercetti di Stafford hanno deciso la serata. Sul pick-six ha ammesso di aver lasciato il pallone un po’ indietro, permettendo a Hufanga di anticipare il ricevitore. E l’ultimo lancio, verso Adams, è arrivato corto. Per il quarterback con più rimonte negli ultimi due minuti tra quelli in attività, una chiusura amara.
Le scelte in panchina
McVay e i field goal di troppo
Il rimpianto più grande dei Rams nasce nel primo tempo. Los Angeles ha dominato ma ha trovato la end zone una sola volta, con il bootleg su play action che ha liberato Tyler Higbee. Nelle altre visite vicino alla linea di meta un ritardo di gioco e un’interferenza offensiva di Adams hanno costretto McVay ad accontentarsi dei calci di Harrison Mevis, perfetto per tutta la sera. Con 16 punti di vantaggio che potevano essere 24 o 28, Denver è rimasta in partita. La scelta di continuare a lanciare anche con il vantaggio in mano è comprensibile contro un attacco in difficoltà, ma ha esposto Stafford a più rischi del necessario.
Payton, la conversione da due e l’autocritica
Payton ha puntato due volte sulla trasformazione da due punti per rientrare, con Nix a trovare Jaylen Waddle e Pat Bryant. Scelte che hanno trasformato un’inseguimento lungo in una partita da un possesso. Più discutibile il punt dopo un terzo-e-1 fallito nel quarto periodo, che ha ridato palla a Stafford: lo ha salvato la difesa di Vance Joseph. E l’allenatore stesso non ha nascosto il problema principale: i Broncos hanno segnato appena 10 punti nei primi tempi delle prime tre partite. Payton si è detto tranquillo sulla grinta della squadra, ma a disagio per come Denver inizia le partite.
Cosa resta
Denver continua a vincere partite che non dovrebbe vincere, con un Nix che sa farsi trovare nei momenti chiave e una difesa capace di rubare palloni quando serve. Ma rimontare ogni settimana non è un piano sostenibile. I Rams, invece, hanno un problema opposto: giocano bene per lunghi tratti e poi si perdono nei dettagli. Due sconfitte in tre settimane non sono una condanna, ma per una squadra costruita per arrivare a febbraio sono già un campanello d’allarme.




