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Miami Dolphins: Opt – out, camp e ultime notizie

Sono 2 i giocatori di Miami che hanno deciso per l’opt-out. Si tratta dei due ricevitori Allen Hurns e Albert Wilson.

Miami Dolphins camp 2020

Il 6 agosto si è raggiunta la scadenza fissata dalla lega per comunicare alla NFL e alla propria franchigia la decisione di fare opt – out, ovvero di rinunciare a scendere in campo, nel corso della stagione 2020, a causa delle complicazioni dovute alla pandemia. Sono stati ben 66 i giocatori che hanno scelto di intraprendere questa strada, ognuno con le proprie motivazioni.

I Miami Dolphins, fino a un paio di giorni fa, erano una delle poche squadre che contava 0 opt – out. La situazione è però cambiata nelle ultime ore prima della deadline per annunciare la propria scelta di non prendere parte alla stagione che comincerà – ci auguriamo – il 10 settembre a Kansas City.

Arrivederci al 2021

Sono 2 i giocatori di Miami che hanno deciso per l’opt – out. Lo hanno fatto a poche ore di distanza l’uno dall’altro, quasi come se ognuno attendesse che l’altro rompesse il ghiaccio per prima. Si tratta di due ricevitori: Allen Hurns e Albert Wilson.

Allen Hurns ha preso questa decisione pensando alla sua famiglia. La sua compagna, infatti, è in dolce attesa e il ricevitore ha deciso di minimizzare i rischi, rinunciando alla stagione per tutelare lei e il loro figlio. La sua scelta, dunque, è stata dettata da preoccupazioni di stampo familiare. Hurns ha twittato di essere molto dispiaciuto ma sereno nell’intraprendere questa strada.

Albert Wilson lo ha seguito a stretto giro. Anch’egli ha affermato di aver preso questa decisione nell’interesse della sua famiglia. Vuole infatti evitare di essere un possibile veicolo di contagio per i suoi cari. Anche Wilson ha scelto Twitter per annunciare pubblicamente la sua decisione.

Miami perde così due veterani del ruolo, andando ad assottigliare considerevolmente il reparto. Hurns, arrivato l’anno scorso nella Florida del Sud dai Dallas Cowboys, tornando di fatto a casa essendo lui nato a Miami (ed essendosi diplomato da Hurricane presso l’università della capitale morale della Florida), non ha trovato molto spazio nella rotazione dei ricevitori lo scorso anno tanto che ora resta da vedere se l’anno prossimo tornerà a vestire il verde acqua o meno. Ricordiamo che infatti, data la sua situazione contrattuale – così come quella di Wilson – i Dolphins potrebbero scegliere di non rinnovare nessuno dei due con un impatto minimo sul salary cap, circa 3 milioni a testa, al massimo.

Wilson è un ricevitore diverso. Velocissimo e in grado di dare del filo da torcere a molti difensori, il ricevitore ex Kansas City Chiefs aveva mostrato sprazzi di talento nel corso delle sue due stagioni con la franchigia. Ricevitore slot dinamico e attento,  Wilson si è sempre dimostrato affidabile; come spesso accade nel football americano però, gli infortuni ne hanno limitato le presenze. Prima di chiamarsi fuori, il ricevitore era sulla lista dei giocatori con infortunio fisico (PUP) in quanto stava recuperando da una brutta botta all’anca che lo aveva costretto a star fuori buona parte della stagione 2019. Anche nel suo caso, è in dubbio il fatto che torni ad essere parte del team per il 2021, in quanto il suo contratto, da poco ristrutturato, è in scadenza al termine dell’anno.

Entrambi i giocatori, comunque, sono sostituibili. Innanzitutto, si tratta di due ricevitori, un ruolo che vede tanti cambiamenti durante una stagione, con numerosi nomi interessanti che si ritrovano free agent. Hurns e Allen erano due importanti ricevitori per Miami (il numero 3 e il numero 4 in rotazione) ma nessuno dei 2 era in competizione con DeVante Parker (WR1) o Preston Williams (WR2). I Dolphins potrebbero addirittura avere già i sostituti in casa, dato che Isaiah Ford e il velocissimo Jakeem Grant sono ancora parte del roster e che nella squadra di allenamento c’è Kirk Merritt, undrafted rookie che sta facendo parlare di sé durante questa offseason, esattamente come Williams fece lo scorso anno. Non dobbiamo dunque disperare, in quanto la squadra non ha perso due skill players fondamentali.

Ogni membro dei Dolphins intervistato a questo riguardo, ha dichiarato di appoggiare al 100% le decisioni di Hurns e Wilson.

Tanta voglia di ricominciare

L’incontro con la stampa di mercoledì scorso ha mostrato come il training camp stia procedendo nella direzione giusta. Naturalmente è ancora molto presto per dare giudizi, i giocatori si stanno semplicemente abituando all’afa e all’umidità di Miami e non hanno mai indossato le armature, eppure le parole rivolte ai giornalisti lasciano trasparire serenità e voglia di mettersi in marcia verso il football giocato.Priorità allo sport, desiderio di successo e disponibilità: i concetti principali del pensiero di Brian Flores sono parte dell’aria che circonda questa squadra e aleggiano come un mantra attorno ai ragazzi.

L’energia che si è colta mercoledì è stata davvero positiva, probabilmente perché l’intervistato era Christian Wilkins, il ragazzone draftato l’anno scorso da Clemson che ha già mostrato leadership e versatilità in linea difensiva e, occasionalmente, anche come fullback in attacco. Il lineman ha dichiarato che si sta già costruendo un buon affiatamento e che vede numerose personalità in grado di dare una grande mano alla difesa di Miami. Personalmente Wilkins ha detto che giorno dopo giorno si sta concentrando sulle sue mani e sulla coordinazione occhio – gambe, per essere sempre pronto a rompere un blocco e abbracciare, per così dire, il QB o il RB avversario. L’ex superstar di Clemson è molto carica e noi non vediamo l’ora di vederlo in campo, non appena si ricomincerà a giocare.

Christian Wilkins

Christian Wilkins, Foto: Boston Globe

Ancora il più veloce

Sull’altro fronte, quello offensivo, è stato Matt Breida, RB arrivato durante il fine settimana del draft dai campioni NFC di San Francisco, a tenere banco. Egli ha voluto commentare il dato di Next Gen Stats, il sistema informatico di rilevazione dati statistici della NFL, tale strumento, infatti, lo ha incoronato come il più veloce RB della lega nelle ultime due stagioni. La rilevazione è stata fatta sulla game day speed, ovvero la velocità massima misurata durante una partita di stagione. Breida è stato naturalmente ben soddisfatto del suo risultato, aggiungendo che gli piace molto andare veloce. Per confermarlo, si è recentemente regalato una Lamborghini, così che nessuno lo possa mettere in dubbio.

Tornando al football, comunque – tema che ci interessa ben di più rispetto ai garage dei giocatori – Breida si è complimentato con il suo nuovo compagno, Jordan Howard, elogiandone la potenza e affermando come il nuovo tandem di corsa di Miami sia ben bilanciato. L’ex 49ers ha anche voluto fare complimenti agli altri membri del backfield: Patrick Laird, Myles Gaskin e anche Kalen Ballage, nonostante la sua non certo invidiabile scorsa stagione.

Matt Breida

Matt Breida. Foto: Tampa Bay Times

Howard, da parte sua, qualche giorno prima, aveva elogiato l’elettrizzante velocità di Breida e la sua capacità di segnare da ogni parte del campo offensivo in quanto può scappare da ogni difensore della lega. Sarà davvero interessante vedere un attacco capace di schierare Grant e Breida contemporaneamente.

COVID e futuro

La situazione pandemica sta lievemente migliorando negli USA, anche se i numeri quotidiani sono ancora davvero preoccupanti e, data la vastità del Paese, nulla esclude una nuova crisi nel mese che ci separa dall’inizio della NFL 2020. A parte poche voci fuori dal coro, come ad esempio quella di Odell Beckham Jr., la maggior parte dei giocatori e degli altri addetti ai lavori vuole scendere in campo a settembre; in fin dei conti, la lega non dà solo lavoro ad atleti miliardari che non avrebbero alcun problema economico ad evitare di giocare per un anno ma anche a centinaia – se non migliaia – di altre persone che hanno uno stipendio ben meno importante.

A oggi, il kickoff resta fissato per il 10 settembre, con la sfida tra i campioni del mondo di Kansas City e gli Houston Texans. Per tutti gli aggiornamenti, naturalmente, l’appuntamento è qui, sulle nostre pagine, così come sul podcast di Touchdown Magazine.

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