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Nulla di bello a parte il risultato: nuova vittoria per Miami

In una partita mai avvincente, i Miami Dolphins hanno la meglio su dei brutti New York Jets, apparsi senza idee e soluzioni


Quando si commentano eventi sportivi a cadenza settimanale può capitare di ritrovarsi a dover descrivere ed analizzare partite riguardo alle quali ci sia veramente poco da dire. È precisamente il caso della sfida tra Miami Dolphins e New York Jets tenutasi domenica all’Hard Rock Stadium.

Un allenamento aperto al pubblico

Quando la sfida si è conclusa, i tifosi – oltre a tirare un sospiro di sollievo – hanno potuto leggere sul tabellone il punteggio di 24 a 0 per Miami. Già solo questo dato basta a far capire che tipo di partita si sia vista all’Hard Rock Stadium. Difficilmente quelle tre ore si possono definire una partita di football NFL. Infatti, è sembrato più di assistere a una sessione di allenamento in armatura dei Dolphins contro la loro practice squad. Con tutto il rispetto per i New York Jets, che sono pur sempre una franchigia NFL rappresentante di una delle città più affamate di risultati d’America, la squadra sta andando davvero nella direzione sbagliata. Sarebbe probabilmente più azzeccato parlare di una franchigia che si sta muovendo contromano, a tavoletta, in autostrada. A New York devono cambiare direzione e farlo in fretta.

A volte quando una squadra mette a segno 0 punti è a causa della difesa avversaria che gioca molto bene e chiude ogni spazio. In questo caso, però, si è trattato più che altro di un attacco senza alcuna idea, impreciso e grossolano. Vediamo più nel dettaglio che cosa è avvenuto in questa partita.

Emmanuel Ogbah in faccia a Joe Flacco. Il difensore di Miami metterà a segno due sack nel corso della partita. Foto: Sun – Sentinel.

Una sfida subito chiusa

In un pomeriggio (americano) caratterizzato dalle bizze meteorologiche della Florida del Sud, con il sole che si affacciava e poi spariva per lasciar spazio a nubi e scrosci di pioggia, la partita ha imboccato fin da subito un binario dritto e senza curve brusche.

Miami in divisa completamente bianca sceglie di calciare all’inizio. Partono in attacco i Jets, i quali fanno 3 e fuori. Gli rispondono poi i Dolphins, anche loro 3 e fuori. Torna in campo Joe Flacco e mette assieme un altro 3 and out. Finalmente i Dolphins smuovono la situazione: il protagonista assoluto del possesso è il RB Myles Gaskin. Corre bene, riceve ottimamente dal proprio QB, Ryan Fitzpatrick, il quale poi senza alcun timore crea un apertura al corridore grazie ad un blocco di cui si fa carico in prima persona; Miami arriva sulle 10 offensive. Da lì, grazie anche ad un buon movimento di Gaskin che inganna alcuni difensori, Fitzpatrick trova nuovamente il TE Adam Shaheen, il quale aveva già aperto le danze in week 5 a San Francisco. TD per i padroni di casa e risultato sul 7 a 0 dopo il calcio di Jason Sanders. Si mettono in movimento anche gli avversari. Il TE Ryan Griffin trova un primo down, subito dopo fa altrettanto il WR Braxton Berrios – grazie ad una magia che lo fa sfuggire a due difensori come se fosse un novello Harry Houdini – poi ci mette lo zampino anche il LB Andrew Van Ginkel, sanzionato per un fallo di contatto illegale e infine tocca al RB matricola La’Mical Perine muovere ancora le catene. Anche questo attacco però termina con un nulla di fatto a causa di uno snap impreciso del centro.

Siamo già nel secondo quarto. Fitzpatrick lo gioca con i suoi ricevitori, chiudendo prima con DeVante Parker e poi con Preston Williams in meta: TD e balletto per il numero 18 di Miami. Nonostante il doppio vantaggio, la difesa resta vigile; nel possesso successivo Christian Wilkins livella a terra Flacco e costringe New York a chiamare il punting team. La defense dei verdi, però, non ci sta a rassegnarsi e ricambia subito la cortesia con un nuovo sack, lo griffa Terrell Basham. Si potrebbe a questo punto pensare che i Jets siano riusciti ad accendere una scintilla. E si penserebbe male. Sull’attacco successivo Flacco si fa intercettare. Indovinate da chi? Naturalmente da Xavien Howard, gli INT stagionali sono già 4 per lui. Fortunatamente gli ospiti possono contare sulla propria difesa, la quale ferma le iniziative di Chan Gailey e Ryan Fitzpatrick, Matt Haack deve andare al calcio libero. In attacco, invece, i Jets sono inesistenti, dopo 3 tentativi, torna in campo Fitz accompagnato dal suo reparto. In ordinaria amministrazione il QB di Miami scende lungo il campo e poi trova l’altro TE, Durham Smythe, in endzone per il TD del 21 a 0. Si fa notte fonda per gli ospiti che, fedeli, al copione, rispondono con un altro 3 e fuori.

Ryan Fitzpatrick contro i New York Jets. Foto: USA Today

Miami commette a questo punto peccato di avarizia: dopo uno scramble di Fitzpatrick – viziato da un brutto, e francamente inspiegabile, late hit portatogli da un chiaramente frustrato difensore – e una buona ricezione di Jakeem Grant, il barbuto QB forza un passaggio e viene intercettato da Brian Poole. Fitzpatrick non fa una grande figura nell’occasione. Poco cambia, comunque, ai fini del match poiché il primo tempo si conclude qui e, di fatto, anche la partita.

Un lungo garbage time

Con il senno di poi, si può tranquillamente considerare l’intero secondo tempo come un lunghissimo garbage time. La motivazione si deve al fatto che in campo continua a scendere un garbage team come i Jets di domenica sera. Nuovamente, non è mia intenzione mancare di rispetto alla franchigia di New York e ai suoi tifosi che magari si trovano a leggere questo articolo, è però innegabile che i loro giocatori abbiano giocato in maniera deprecabile, niente affatto all’altezza della lega in cui militano. Seguendo Miami ho vissuto tante partite che preferirei dimenticare, eppure mai mi sono ritrovato al cospetto di una squadra così svogliata, così poco convinta e così poco efficace come la compagine di New York in occasione di questo match.

Joe Douglas, il General manager dei New York Jets, reagisce così alla seconda sack di Emmanuel Ogbah. Il gesto dice molto dell’attuale situazione della gang green. Foto: NY Post

Di fatto non c’è nulla da segnalare per gli ultimi due periodi di gioco. Fanno eccezione soltanto alcuni highlights di Jamison Crowder e Frank Gore, i quali riescono a muovere le catene per i Jets, qualche buona corsa di Ty Johnson, altro giovane RB newyorchese – una delle quali, lunga 34 yards, è la più lunga per i suoi in questa stagione, nonostante Le’Veon Bell sia stato cacciato soltanto la settimana scorsa – un INT di Marcus Maye ai danni di Fitzpatrick e il primo FG sbagliato, in questa stagione, dal buon kicker di New York, Sam Ficken. Sul fronte di Miami ci si sforza solamente di consumare il cronometro. Negli ultimi due quarti segnaliamo solamente un calcio messo a segno da Sanders – ormai non so più neppure se faccia notizia dato che il ragazzo è pressoché infallibile – e i primi snap della carriera da giocatore di football professionista di un certo QB di Honolulu, nato a Ewa Beach ma cresciuto professionalmente a Tuscaloosa, tra le fila dei Crimson Tide di Alabama Uni: Tua Tagovailoa.

Tua Time

Per mantenere i tifosi attenti ed interessati ad una gara che, di fatto, era finita all’intervallo, Brian Flores decide di mandare in campo, per le battute finali della partita, l’attesissimo QB matricola. Il debutto nella NFL del rookie è salutato da un’ovazione guidata da… Ryan Fitzpatrick sulla sideline. Il numero 1 gioca una manciata di snap, completando due passaggi su due tentativi e mettendo l’ovale in mano ai suoi RB in un paio di altre occasioni. Poi è game over. I Dolphins si portano sul 3 – 3 e andranno con un record di .500 al turno di riposo, in week 7. Al momento in cui scrivo non sono ancora a conoscenza del risultato di Buffalo Bills – Kansas City Chiefs. Comunque finisca la partita del primo dei due Monday Night di questa settimana, Miami sarà seconda in AFC East alla conclusione delle partite della sesta settimana. Niente male, dobbiamo dire. Arriveranno però sfide assolutamente impegnative nelle prossime settimane, a partire da quella di Ognissanti contro i Los Angeles Rams. Naturalmente, ci ritroveremo tra un paio di settimane su queste pagine per introdurla.

La gioia di Tua Tagovailoa nel giorno del suo debutto. Foto: Palm Beach Post

È impossibile dare un giudizio alla prima di Tua, perché il ragazzo ha giocato davvero troppo poco. Inoltre, lo ha fatto attorniato da riserve o, comunque, giocatori piuttosto bassi in rotazione. Senz’altro, però, gli avrà fatto bene gustarsi il primo antipasto di NFL, stare in quell’huddle, prendere possesso delle decisioni dell’attacco ed eseguire quei pochi snap. Ci auguriamo che il futuro sia roseo per Tua – e di conseguenza per i Miami Dolphins – ma anche che non sia troppo prossimo, poiché Fitzpatrick appare ancora in grado di timonare la squadra, seppure contro New York si sia preso un pò troppi rischi.

 

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