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Vikings 19 – 13 Bears: per la prima volta è Monday Night Cousins

3 su 3 dopo la bye week per i Minnesota Vikings che sbancano Soldier Field e condannano i Bears alla quarta sconfitta consecutiva.


Soldier Field è pronto per ospitare il Monday Night Football della week 10 tra i Chicago Bears e i Minnesota Vikings.

Vista l’assenza forzata di pubblico allo stadio, vengono a mancare i cori contro i Packers da parte dei sostenitori di entrambe e fazioni, occhi dunque al campo e vediamo velocemente come si presentano al match le due compagini:

I Bears devono ancora fare affidamento su Nick Foles per via dell’assenza di Trubisky, causa un problema alla spalla, ma la notizia peggiore è che David Montgomery non sarà presente nel backfield di Chicago, mancanza che renderà ancora più difficile il compito di un attacco già in difficoltà.

I Vikings hanno trovato forma e condizione nelle ultime due uscite e si apprestano ad affrontare il terzo divisional match consecutivo; l’offensive lineman Samia sarà costretto a non prendere parte alla gara per aver contratto il covid in settimana, mentre il tight end Irv Smith JR, autore di 2 touchdown contro i Lions, sarà assente per un problema all’inguine.

Scoccano le 2.20 italiane e si può dare inizio alla partita!

 

Primo tempo: Noia e nervi tesi

Il primo pallone è per i Vikings che, con una buona alternanza di corse e lanci, riescono ad arrivare sulla linea delle 37 avversarie, quando però il tight end Kyle Rudolph perde l’ovale dopo una ricezione causando un fumble recuperato dalla difesa di Chicago all’altezza delle 27 yards. Foles e compagni scendono dunque in capo per la prima volta in questa serata, per approfittare dell’ottimo lavoro della difesa, ma l’attacco dura giusto due azioni e fa registrare la seconda palla persa della serata: il passaggio di Foles per Anthony Miller è troppo alto, il ricevitore prova comunque a raggiungere il pallone, ma riesce soltanto a toccarlo, smorzando così il passaggio e favorendo l’intercetto di Harrison Smith, che riporta il pallone sulle 42 yards. Altra chance dunque per l’attacco gialloviola, che questa volta non si fa pregare e trova il primo touchdown della gara con un lancio perfetto di Kirk Cousins dalle 17 yards e una ricezione spettacolare, con una mano, di Adam Thielen, che elude la marcatura di Buster Skrine e mette a segno i primi 6 punti del match, che diventano 7 con la trasformazione di Dan Bailey.

I Bears devono cercare di reagire immediatamente e lo fanno con Allen Robinson e con le corse di Cordarrelle Patterson, inserito nel backfield per far fronte all’assenza di David Montgomery; Chicago ha un first & goal sulle 7 yards avversarie, ma non riesce a capitalizzare con un touchdown, complice anche la buona difesa messa in campo da Minnesota. La franchigia dell’Illinois è così costretta a calciare un field goal per portare il punteggio sul 7-3.

Da qui la partita comincia a farsi noiosa, con le due squadre che si annullano a vicenda, la difesa di Chicago sul running game è estremamente efficace e Cook non riesce a trovare spazi, limitandosi al massimo a guadagnare 5 yards; mentre si vede che l’attacco dei padroni di casa non è all’altezza di una squadra che punta ai playoffs. Le parti più divertenti della gara sono, probabilmente, gli spintoni, le trattenute e le provocazioni che i giocatori di entrambe le fazioni si scambiano, rimanendo sempre nei limiti del regolamento, senza mai andare oltre.

L’unica emozione del secondo quarto arriva dopo il 2 minute warning, quando Thielen non riesca a ricevere un preciso passaggio di Cousins e favorisce l’intercetto di Khalil Mack, riportato dallo stesso numero 52 sulla linea delle 45 di Minnesota. Foles non riesce comunque a trovare il primo touchdown per i padroni di casa e i Bears si devono accontentare dei 3 punti che mandano le squadre all’intervallo sul punteggio di 7-6 in favore degli ospiti.

 

Secondo tempo: Prima lo shock, poi la vittoria

Sarà Chicago a ricevere il kickoff nel terzo quarto e il compito di ritornarlo è affidato a Cordarrelle Patterson; il numero 84 riceve nella propria end zone, passa in mezzo a due blocchi, trova un varco sulla sideline di destra, supera il kicker Dan Bailey… AND HE IS LOOOOSE! TOUCHDOWN BEARS! 105 yards per Cordarrelle Patterson, che trova il suo ottavo touchdown su ritorno in carriera e porta in vantaggio i Bears per la prima volta nella serata; Mike Zimmer è una furia con lo special team coordinator Marwan Maalouf, ma ormai la frittata è fatta: Chicago avanti 7-13.

I Vikings sono storditi, un inizio di secondo tempo così non se lo aspettavano e sono costretti ad andare al punt nel loro primo drive offensivo del terzo quarto… Ma Dwayne Harris droppa il pallone e l’ovale viene recuperato dai Vikings che ora si trovano già in field goal range, con l’opportunità di tornare in vantaggio o accorciare le distanze con un calcio in mezzo ai pali; si concretizza la seconda opzione e i Vikings vanno a -3.

Chicago ha perso tutto l’entusiasmo acquisito dopo il touchdown di Cordarrelle Patterson e l’attacco riesce a guadagnare solo 3 yards in 2 drive, così Minnesota ne approfitta e trova i 3 punti che riportano il risultato in parità sul 13-13. Come se non bastasse, arriva una pessima notizia per la difesa dei Bears: un infortunio muscolare costringe il DT Akiem Hicks, che fino ad ora era riuscito a fermare la maggior parte delle corse di Dalvin Cook, a lasciare il terreno di gioco.

L’attacco dei Bears continua ad avere enormi problemi e chiude il terzo periodo addirittura in negativo sotto l’aspetto di yards guadagnate (-2), mentre i Vikings sfruttano al meglio l’infortunio di Hicks e trovano gli spazi per far correre Dalvin Cook, fino ad arrivare sulla linea delle 6 yards avversarie. 3&4, Cousins dalla shotgun cerca Thielen in end zone… TOUCHDOWN! Il secondo di serata per il numero 19 dei Vikings che regala il nuovo vantaggio agli ospiti quando mancano esattamente 10 minuti alla fine dell’incontro. L’extra piont non ha successo per via di un brutto snap da parte del centro che non permette a Bailey di avere il tempo necessario per calciare; si rimane così 19-13.

Foles e compagni non riescono proprio a trovare varchi e l’attacco di Chicago trova solamente 3 primi down in tutto il secondo tempo. I padroni di casa cercano alla disperata di vincere la partita all’ultimo secondo, ma ormai non c’è più nulla da fare: i Vikings sbancano Soldier Field.

 

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Kirk Cousins si libera di un gran peso sullo stomaco e, finalmente, riesce a vincere il primo Monday Night Football della sua carriera dopo ben 9 sconfitte su altrettante partite. Questo 2020 continua ad essere davvero strano.

Nel complesso è stata una partita piuttosto noiosa, con le due squadre che hanno fatto affidamento sulle difese e lo spettacolo ne ha chiaramente risentito. Alla fine è riuscita a spuntarla la squadra probabilmente più completa tra le due. Cousins, rispetto alle due partite precedenti, si è trovato costretto a lanciare più spesso verso i ricevitori, trovando comunque un’ottima prestazione da 25/36, 292 yards, 2 TD e 1 INT, con l’ultimo dato che va a macchiare un po’ la sua gara, anche se c’è da dire che non è sua la colpa, visto che il passaggio per Thielen era giusto, ma il numero 19 non è riuscito a ricevere in maniera ottimale il pallone. Quest’ultimo è stato però un grandissimo protagonista della partita, segnando i 2 touchdown che hanno portato alla vittoria i Vikings, facendo le veci di un Dalvin Cook oggi a secco dopo 6 touchdown nelle ultime 2 partite.

I Bears perdono la quarta partita consecutiva bruciano il buon record che erano riusciti a costruirsi dopo le prime 6 giornate, portandolo così a 5 vittorie e altrettante sconfitte. I problemi offensivi sono sotto gli occhi di tutti, ma oltre al danno c’è anche la beffa: Nick Foles è dovuto uscire dal campo per via di un infortunio alla spalla arrivato dopo un duro placcaggio da parte di Odenigbo. L’unico touchdown della storica franchigia di Chicago è arrivato sul kick return di Cordarrelle Patterson, mentre l’attacco ha guadagnato solamente 32 yards in tutto il secondo tempo, una statistica davvero inaccettabile per i tifosi arancioblu. Le speranze playoffs restano ancora vive, ma se non cambia qualcosa offensivamente, la vedo veramente durissima per i Bears.

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