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Dallas @ Kansas City: great wall of failure

Nel match tra Chiefs e Cowboyw l’offensive line si rivela il tallone d’Achille per Dallas e i Chiefs vincono e ringraziano.

Cowboys vs Chiefs 2021

Ieri era il compleanno del grande Troy Aikman, ex QB dei Dallas Cowboys (ora commentatore per FOX) il quale ha guidato i Cowboys a 3 Super Bowls ma gli attuali Cowboys non hanno onorato affatto il suo compleanno regalandogli una bruttissima figura. Proprio ai tempi di Aikman i Cowboys vincevano e dominavano grazie alla Grande Offensive Line definita come “The Great Wall of Dallas” (chiaro riferimento alla Grande Muraglia Cinese) che ha dato a Troy il tempo di poter passare ed ha creato i varchi per Emmitt Smith permettendogli di conquistare il titolo di Top Rushing Leader in carriera.

Proprio ieri quello che molti reporters ed esperti (tra cui Aikman) definiscono una Grande OL è crollata come il muro di Berlino del ’89, anzi sembrava un castello di sabbia o peggio di carta. La OL va valutata come corpo unico e funziona come tale ma ogni singolo elemento deve reggere la propria parte altrimenti come una crepa in un muro possa poi far crollare il resto, esattamente come nel film “Force 10 from Navarone” dove una crepa nel muro della diga poi fa crollare tutto allagando tutta la valle.

Basta fare paragoni con il passato, perché Steele non è ne Mark Tuinei e neppure Erik Williams, nessuno dei due Connor possono avvicinarsi a John Gesek o Kevin Gogan e neppure Biadasz può considerarsi ai livelli di Mark Stepnoski. Se esaminiamo singolarmente ogni giocatore di quelli attuali sembrerebbero più talentuosi ma come gruppo non riescono a dare molto. Poi se uno come Terence Steele è stato Undrafted pur uscendo da Texas Tech (College conosciuto per cui non ha la scusa della non visibilità) vuol dire che tutti gli scouts non lo hanno valutato un granché. Va bene che Dallas ha voluto investire su di lui e svilupparlo, però poi mi chiedo perché spendere ogni anno tanti soldi per un backup OT e non farlo giocare, ed il progresso di Steele sta penalizzando la squadra.

Non voglio sentire che sta facendo progressi o sta migliorando perché ogni qualvolta una DC decide di attaccarlo direttamente lui si dimostra per ciò che è, mediocre ad essere generosi. Vi invito a guardare attentamente i filmati su di lui, ma fattelo davvero, e vedrete quanto sia lento. Sembra un pachiderma non per il suo aspetto fisico ma per i suoi tempi di reazione sia mentali sia fisici. E’ lento con il Foot work, i piedi non si muovo in modo svelto e repentino cercandosi di adattare ma quasi li trascinxa per inerzia. E’ lento con il lavoro di braccia e mani e nella tecnica che usa è spesso sopraffatto dal suo avversario diretto che cerca di spingerlo lontano dal pocket ma affatto non tiene il suo terreno. Non è ne agile ne flessibile e spesso è alto e rigido e come una torre cade quando è colpito. E’ lento a reagire all’azione e a ciò che fa l’avversario difronte ma almeno avesse la forza di resistere ma neppure quella.

Ora mi odieranno i Cowboys fans, ma cavolo gli Eagles pescano una 7th round pick Jordan Maialata, giocatore di Rugby Australiano che non ha mai giocato a Football tanto meno come OT, alto oltre 2 metri e che pesa oltre 160 kg, eppure è il LT titolare al quale hanno prolungato il contratto perché è forte come un bue ed un orso messi insieme. Nel Football o sei forte o sei intelligente e stai sicuro che giocherai, se poi sei entrambi allora sei bravo. Per i nostalgici dei Cowboys il miglior OLineman che abbiamo avuto è stato Larry Allen spostava i pesi come fosse aria. Ora accoppiare affianco a Steele (ancora in rodaggio) e con solo 3 starts a LT e poi cambi la LG Connor Williams (dissi tanto tempo fa che era al capolinea) con un altro Connor ma McGovern che ha zero starts a LG e mettiamoci pure che hai il Centro che è al suo secondo anno ma il primo come titolare e che non è un fenomeno e la frittata è servita. Chiaro che gli avversari ti colpiscono nei punti deboli e cioè il lato sinistro della nostra OL e di conseguenza ha fatto crollare anche quello destro visto la pessima prova di La’el Collins ed anche Zack Martin è andato in difficoltà.

I Kansas City Chiefs non hanno dovuto fare altro che fare un copia ed incolla della partita dei Broncos.

Game Plan

Dissi nel Game Preview che le strategie dei Coordinators di entrambi le squadre avrebbero deciso in che direzione sarebbe andata la partita. La sfida tra Chiefs DC Steve Spagnuolo e Cowboys OC Kellen Moore è stata chiaramente vinta dal primo, così come quella dell’OC dei Chiefs Bieniemy ha avuto la meglio (all’inizio) su Cowboys DC Dan Quinn. Doveva essere proprio Dallas ad iniziare la partita con aggressività e fisicità e far capire chi avrebbe controllato la partita ed invece sono stati proprio i Chiefs a (come si dice in gergo americano) “Set the tone”. Già dal primo possesso e nel primo Drive i Chiefs hanno sorpreso la Dallas Defense con un gioco fisico puntando molto sulla Run proprio per sfiancare e prendere di sorpresa i Cowboys.

La scelta di schierare Micah Parsons come DE anziché LB all’inizio è stata disastrosa, infatti dopo un po visto che Dallas soffriva contro le Runs dei Chiefs ha tolto Parsons inserendo gente più pesante per arginare la Run. Poi quando le cose erano di nuovo sotto controllo o quantomeno potevi contenerle Parsons ha potuto dar il meglio di se come Passrusher. Si perché il rookie è veloce, rapido sia nel mettere pressione sul QB ma anche da LB quando difende le Runs e passaggi corti è il LB più rapido che ha Dallas. Infatti KC ha sfruttato la pressione di Parsons che lasciava dei vuoti nel medio raggio puntando molto su passaggi corti e poi sfruttando la velocità dei suoi WRs, Hill e Hardman, per guadagnare yards dopo la ricezione. Così facendo ha eliminato la possibilità e la pericolosità di Trevon Diggs (partita anonima la sua). Qualcuno vanterà i sacks di Parsons e l’intercetto di Kearse ma sono frutti più di errori dei Chiefs specialmente la mancata ricezione del Chiefs TE Travis Kelce che ha regalato fortuitamente la palla a Jayron Kearse.

Per quanto riguarda la Dallas Offense e l’OC Kellen Moore non capisco perché ha iniziato con il Pass ed ha quasi rinunciato al Run Game quando invece Pollard ha avuto una media di 7 yards per carry e Zeke ha fatto una media di 3,6 yards per carry. Basta fare un calcolo matematico e in 3 downs avresti conquistato il 1° down. Si perché nonostante avesse tante armi a disposizione a cui passare la palla Moore non ha saputo leggere bene la partita e si è fatto intrappolare. Aggiungi che eri senza Cooper e poi hai perso pure Lamb, devi capire quando è il caso di spingere su una tattica e quando è il caso di abbandonarla. Ieri Kellen ha toppato. Siamo nell’era del Happy Passing League ma il Football è sempre sotto controllo del Run Game. Anche ieri è stato dimostrato come la corsa vince e controlla le partite (qui ci vorrebbe un discorso a parte) ed un’esempio di ciò è stato i Colts che hanno battuto i Bills, perché i Titans sono 8-3 ma senza Derrick Henry il QB Tannehill è costretto a lanciare più del dovuto e commettere più errori, come gli Eagles (attenzione altro odio verso di me da parte dei Cowboys fans) hanno corso contro la miglior Run Defense e battuto i Saints. Sarò vecchio e amo l’Old Style ma difficilmente una Offense che non abbia un gioco di corsa dignitoso che possa controllare la partita (non serve fare 200 yards per dominare), perché controllare la partita con la Run significa correre quando serve per consumare tempo e per stancare la Defense avversaria e dettare che tipo di partita si giocherà.

Conclusioni

Ecco questa è la chiave di lettura per battere Dallas. Attaccare la Dallas OL nel punti deboli creando una difficoltà nel passare e così è stato per Dak, che è bravo si ma come tutti i QB quando non ha tempo commette i suoi errori. Si perché anche Brady, Rodgers, Mahomes, Wilson sbagliano e nessuno ha detto che Dak sia perfetto anzi, ma se un QB lancia male il WR non può riceverla bene e viceversa, così come se un RB non legge bene i varchi aperti dalla OL non si corre e vale anche per la OL che se non li crea gli spazi solo Barry Sanders riusciva ad inventarseli.

Contro la Dallas Defense bisogna avere pazienza, basta stare lontani da Diggs, non lanciare troppo lungo (meglio il dink and dunk), e cercare di stancarli correndo, poi gli spazi per poter passare si creeranno. Il Football è semplice ma di un’applicazione complessa, si perché come un’orchestra dove ci sono tanti strumenti diversi ed ognuno suona ma devono insieme creare una sinfonia altrimenti diventa solo rumore.

Per favore smettetela di vantare qualcosa di buono fatto (anche del passato) e cerchiamo di trovare ciò che possiamo migliorare nel presente.

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