Touchdown logo

Difesa da incubo: i Browns perdono 30-28 contro i Chargers

La difesa fa acqua da tutte le parti, York sbaglia il field goal della vittoria. Nonostante i regali dei Chargers, i Browns perdono ancora.

Photo Credits: Associated Press

“Grazie, ma non possiamo accettare il vostro regalo.”
Si può sintetizzare così la sconfitta dei Browns, arrivata tra le mura amiche del FirstEnergy Stadium di Cleveland per mano dei Los Angeles Chargers. Brandon Staley, coach dei Chargers, con una chiamata cervellotica (ma alla fine rivelatasi, fortunatamente per lui, vincente) aveva servito la vittoria su un piatto d’argento ai Browns; lusingati da troppa grazia e abituati a complicarsi la vita da soli, i Browns non hanno saputo cogliere l’opportunità e hanno lasciato la vittoria agli ospiti.

Un finale assurdo

Riavvolgiamo il nastro. 1:15 dalla fine della partita. I Chargers conducono 30-28 e hanno l’ovale in mano. Quarto down sulle proprie 44. Coach Staley, da sempre molto attento a statistiche e dati analitici, decide di lanciare per chiudere la partita (Cleveland era rimasta senza più time out) invece di affidarsi al punt e lasciare il pallone ai Browns in una porzione di campo non favorevole. Herbert lancia un incompleto. L’ovale torna quindi nelle mani di Brissett e la bilancia della vittoria, a quel punto, torna a pendere dalla parte dei Browns, a cui basterebbe un field goal per vincere la partita. L’attacco dei Browns riesce anche a guadagnare 10 yards. Cade York, kicker dei padroni di casa, ha l’opportunità di bissare la vittoria in Week 1 (arrivata con un suo calcio a tempo scaduto) con un field goal dalle 56 yards. Incredibilmente sbaglia. Partita finita. I Chargers vincono in casa dei Browns 30-28. Coach Staley l’ha sfangata, in qualche modo.

Staley d’azzardo

La terza sconfitta stagionale dei Browns, la seconda consecutiva, arriva al termine di una partita che, almeno per 3 quarti, ha regalato emozioni e vari cambi di punteggio, avvicinandosi, per spettacolarità, alla gara giocata a Los Angeles esattamente un anno fa (in Week 5 della scorsa stagione i Chargers si imposero 47-42); l’ultimo quarto è stato meno “spettacolare”, ma il thrilling finale ha comunque tenuto con il fiato sospeso fino all’ultimo secondo i tifosi di entrambe le franchigie.
Tifosi dei Chargers che lasciano l’Ohio con il sorriso sulle labbra, portandosi 3-2 di record e consapevoli, comunque, di averla scampata per poco. “Crediamo nei nostri giocatori. Saremmo stati disposti a convivere con quella decisione. Non c’era modo che togliessi il nostro attacco dal campo“. Questo è coach Staley signori e signore; i tifosi di L.A. sanno perfettamente con chi hanno a che fare e sanno che, in molte circostanze, queste sue scelte hanno avuto riscontri positivi. “Lui crede in noi; pensa sempre che riusciremo a portare a termine il lavoro. – le parole di Herbert nel post partita – Non è andata come speravamo in quella giocata, ma la rifaremmo 100 volte perché crediamo in noi“.

Joe Woods, defensive (s)coordinator

I tifosi dei Browns sono tornati a casa ancora una volta demoralizzati. Una partita che sembrava totalmente in controllo dopo il primo quarto, è scivolata nuovamente di mano ai ragazzi di coach Stefanski. E dopo averla ripresa ed essersela fatta sfuggire nuovamente (causa intercetto di Brissett a poco meno di 3 minuti dalla fine), pensavano comunque di riuscire a portarla a casa grazie al regalo dei Chargers. Invece l’errore del rookie Cade York ha “regalato” un’altra brutta domenica e un altro lunedì nero a tutta Cleveland.
Sul banco degli imputati, però, più che York o Brissett, non può non finirci Joe Woods, Defensive Coordinator dei Browns. Lo avevamo già detto la scorsa settimana: la difesa è inguardabile, ogni settimana sempre di più. La posizione di Joe Woods, per citare Nick Shook di NFL.com, è “on thin ice”, appesa ad un filo sottilissimo. Non può non esserlo. Dopo un buon primo quarto, la difesa dei Browns ha perso completamente le distanze e si è fatta infilare quasi ad ogni drive dall’attacco dei Chargers, guidato da Herbert (22 completati su 34, 228 yards) e soprattutto da Austin Ekeler che, dopo aver dato segnali di risveglio nella vittoria contro i Texans in Week 4, ha tracimato contro la difesa dei Browns, chiudendo con 173 yard e un touchdown su corsa, più 26 yards e un touchdown su ricezione. Un’iradiddio. A cui la difesa dei Browns non è riuscita a trovare le giuste contromisure. Quindi, non essendo la prima volta che Joe Woods non riesce a trovare le contromosse per mettere in scacco l’attacco avversario, sarebbe più che mai doveroso prendere i dovuti provvedimenti. Perché è vero che Brissett ha avuto sulle mani la palla del sorpasso (e si è fatto intercettare per la terza volta in stagione negli ultimi 3 minuti di gara), così come York ha avuto sui piedi la palla della vittoria, ma non si sarebbe arrivati a questo punto, con l’acqua alla gola negli ultimi drives della partita, se la difesa fosse riuscita a fare il suo lavoro. Concedere 465 yards all’attacco avversario è inammissibile.

I playoffs al momento sono lontani…in tutti i sensi

Solamente il 20% delle volte (o poco più) una squadra che ha iniziato la stagione con un record 2-3 è poi riuscita a centrare i playoffs. Le statistiche sono tutte contro i Cleveland Browns. Non basta neanche un Chubb a questi livelli (134 yards, 2 touchdown): se la difesa continua a fare acqua da tutte le parti e l’attacco si inceppa sempre negli ultimi decisivi drives, difficilmente si riescono a vincere le partite. Ci sarebbe tempo per rimediare, ma in questo momento i Browns non danno la sensazione di essere una squadra che possa vincere (almeno) 8 delle prossime 12 partite.
Dobbiamo iniziare a giocare in modo più intelligente in determinate aree e trovare il modo di ottenere una vittoria, soprattutto quando giochiamo in casa contro un avversario di AFC“. La risposta a questa affermazione di Coach Stefanski la avremo tra meno di 7 giorni: domenica 16 ottobre a Cleveland arriveranno i New England Patriots. Browns vs Patriots. Entrambe con lo stesso record. Entrambe già davanti ad una gara da “dentro o fuori” (o quasi) in ottica playoffs.

Please follow and like us: