Quando è arrivato a Gainesville, dieci mesi fa, Jon Sumrall ha definito Florida un gigante addormentato e da allora ripete che è il momento di svegliarlo. Sabato la Swamp ha dato la risposta più chiara: i Gators numero 21 del ranking hanno travolto la numero 4 Ole Miss per 52-28, salendo a 4-0 (2-0 in SEC) per la prima volta dal 2019.
I numeri raccontano una serata storica. Florida aveva perso le ultime 12 partite contro squadre della top 5, e i 52 punti eguagliano il massimo segnato dai Gators contro un avversario di quel livello dalla finale per il titolo nazionale del 1996, vinta 52-20 contro Florida State. Sumrall è diventato il primo allenatore nella storia della SEC a superare quota 200 punti nelle prime quattro partite sulla panchina di una squadra. Dopo la gara ha detto che il gigante non dorme più, ma non è ancora del tutto sveglio, e che non è venuto a Florida per essere nella media.
Un inizio che dice tutto
Florida è stata avanti dall’inizio alla fine, confermando il pronostico dei bookmaker che la davano favorita di qualche punto. I Gators erano già sul 10-0 prima che Trinidad Chambliss, il principale candidato all’Heisman Trophy, lanciasse il suo primo passaggio. Ole Miss è sembrata fuori ritmo fin dalle prime serie: sotto 7-0, ha affidato quattro giocate di fila al running back di riserva JT Lindsey, che si è fermato su un quarto down e 1 regalando ai Gators un’ottima posizione di campo.
Per Ole Miss pesava l’assenza di Kewan Lacy, fermo per un infortunio alla spalla. Un anno fa, a Oxford, il running back dei Rebels aveva corso per 224 yards e 3 touchdown proprio contro Florida. Senza di lui Lindsey ha chiuso con 31 yards su 11 portate.
La risposta dopo il 17-14
L’unico momento in cui la partita è sembrata girare è arrivato a cavallo dell’intervallo. In circa tre minuti tra secondo e terzo quarto Ole Miss ha segnato 11 punti, riportandosi sotto 17-14 con l’inerzia dalla sua parte. La risposta di Florida però è stata immediata, London Montgomery ha dato ai Gators un’ottima posizione di partenza grazie ad un ottimo ritorno di kickoff, e Duke Clark ha chiuso con una corsa da 45 yards, mandando a vuoto il cornerback Antonio Kite e la safety Sharif Denson, un ex Gator. È stata la giocata della partita.
Chambliss ha risposto con il suo secondo touchdown su corsa, da 10 yards, per il 24-21, ma da lì Florida ha preso il largo. Montgomery ha riportato un altro kickoff per 75 yards fino alle 26 dei Rebels e il quarterback Aaron Philo si è tuffato oltre la linea da 1 yard per il 31-21. Poco dopo Jayden Woods ha messo a segno un sack su Chambliss provocando un fumble, recuperato da Myles Graham, e Dallas Wilson ha firmato il 38-21 a inizio quarto periodo. Il tight end Amir Jackson, su play action, e Baugh con la sua terza meta hanno completato l’opera. In tutto, cinque drive consecutivi chiusi in touchdown nel secondo tempo.
Baugh entra nella storia dei Gators
Jadan Baugh ha chiuso con 142 yards e 3 touchdown su corsa, arrivando a 11 mete stagionali. Soprattutto, è diventato il terzo giocatore nella storia di Florida a superare le 100 yards su corsa in cinque partite consecutive, dopo Emmitt Smith (1987-88) e Fred Taylor (1997). Baugh ha detto che vedere il proprio nome accanto ai loro significa tutto, e che la squadra ha più grinta e capacità di reazione di chiunque altro nel paese.
Duke Clark, l’altra metà
Ogni volta che Baugh usciva, Clark non concedeva respiro alla difesa dei Rebels: 126 yards e un touchdown, con la corsa da 45 yards e un’altra da 44 che ha preparato il touchdown di Jackson. Florida ha chiuso con 302 yards e 6 touchdown su corsa. Pete Golding ha commentato con amara ironia che in difesa placcare chi ha il pallone conta parecchio, e ha definito la partita una lezione di football all’antica.
Chambliss non basta
Il quarterback di Ole Miss ha tenuto a galla i suoi finché ha potuto, nonostante un problema alla coscia sinistra rimediato già nella seconda serie offensiva: tra un drive e l’altro è rimasto sulla cyclette per non raffreddarsi. Ha chiuso con 298 yards su passaggio, un touchdown e un intercetto arrivato nel finale, più 44 yards e 2 touchdown su 7 corse. Il fumble del terzo quarto, però, ha aperto la strada alla fuga dei Gators.
Per i Rebels resta il dubbio sollevato alla vigilia: la vittoria contro LSU della settimana precedente, quella che aveva rovinato il ritorno di Lane Kiffin a Oxford, non doveva essere il loro Super Bowl. Sul campo, però, Ole Miss non è riuscita a ripartire da quel successo.
Cosa cambia per le due squadre
Florida
I Gators sono la prima squadra di Florida dal 2001 a segnare almeno 40 punti in ognuna delle prime quattro partite, e con questa vittoria entrano di diritto nella conversazione per la SEC e per il Playoff. Il prossimo impegno è in trasferta a Columbia contro Missouri, reduce dalla sconfitta di Starkville: la prima vera prova lontano da casa per la squadra di Sumrall.
Ole Miss
Per i Rebels, ora 3-1 (1-1 in SEC), la sconfitta pesa sul ranking ma non chiude nessuna porta: perdere contro un’avversaria imbattuta nella Swamp non compromette la stagione. La bye week arriva al momento giusto, per recuperare Chambliss e sperare di riavere Lacy. Il ritorno in campo è fissato per il 10 ottobre, a Nashville contro Vanderbilt.




