Si apre in una nuova scheda

Il college football a metà stagione: il caos è la nuova regola

Miami numero 1, sei imbattute, una SEC senza padroni e Tarleton State in vetta alla FCS: il punto sul college football NCAA dopo la Week 7 del 2026.

Miami Hurricanes vs Florida State Seminoles NCAA 2026
Mark Fletcher Jr. dei Miami Hurricanes contro i Florida State Seminoles NCAA 2026

Sette settimane sono bastate per smentire quasi tutto quello che si diceva ad agosto. Il college football arriva a metà stagione con una classifica rovesciata, appena sei imbattute in FBS e una sola certezza: nel 2026 nessuno è al sicuro. Ed è proprio questo, forse, il lato più affascinante dell’annata.

La Week 7 ha messo il sigillo su un’impressione che cresceva da settimane. Per la prima volta nella storia, cinque squadre della top 7 AP hanno perso nello stesso sabato, e le classificate sconfitte sono state 14 in tutto. Il numero 1 è caduto per la seconda settimana di fila, cosa che non succedeva dall’ottobre 1990, e in entrambi i casi contro un’avversaria fuori dalla Top 25.

Il sabato che ha riscritto la classifica

Georgia era salita in vetta dopo lo scalpo di Alabama a Tuscaloosa ed è rimasta lassù una settimana. Contro Auburn i Bulldogs erano avanti 14-0, poi hanno subito 24 punti di fila e hanno mostrato un difetto di autolesionismo che Kirby Smart non vedeva da tempo. Gunner Stockton ha chiuso con due intercetti e un fumble perso a 58 secondi dalla fine, sul 24-24, mentre la sua squadra cercava il field goal del sorpasso. Il calcio da 34 yards di Alex McPherson allo scadere ha chiuso una serie di nove vittorie consecutive contro i Tigers e di 53 contro squadre non classificate.

A Bloomington si è fermata invece la striscia più lunga del paese. Indiana, campione in carica, veniva da 22 vittorie di fila e ha perso 19-15 con Ohio State per una questione di centimetri: su un 4° & 4 dalla 27 avversaria, a 1:02 dalla fine, Nick Marsh ha completato la ricezione in endzone con il piede sinistro già fuori. I Buckeyes hanno vinto, ma hanno perso Julian Sayin per diverse settimane.

Il resto della giornata ha seguito lo stesso copione. BYU ha battuto Notre Dame 28-24 con un Bear Bachmeier in formato Heisman, autore del lancio del sorpasso a 1:47 dalla fine, di due touchdown su corsa e di uno in ricezione. Tennessee ha travolto Alabama 26-10 con le 159 yards di DeSean Bishop, approfittando di quattro palle perse dei Crimson Tide. Florida ha espugnato Austin 27-24 con Tramell Jones Jr. alla prima partenza da titolare e cinque sack su Arch Manning, l’ultimo dei quali ha provocato il fumble decisivo.

Miami in vetta, ma senza dominare

Il nuovo numero 1 è Miami, che non saliva in cima al poll AP dal 2002. Gli Hurricanes ci arrivano più per sottrazione che per dominio: contro una Florida State da 3-4 hanno avuto bisogno di due overtime e di un intercetto di Bryce Fitzgerald all’ultima azione per vincere 43-35. Darian Mensah ha lanciato per 326 yards e tre touchdown, Malachi Toney ha chiuso con 11 ricezioni per 154 yards, ma la difesa ha concesso troppo. Con un calendario finora poco impegnativo, Miami dovrà dimostrare a novembre di meritare davvero quel posto.

Le facce nuove

Sono sei le squadre FBS ancora imbattute: Miami, BYU, Texas Tech, UCLA, Utah e James Madison. Di queste, solo Miami era nella top 10 di agosto. BYU è al numero 2, la posizione più alta dalla stagione perfetta del 1984. UCLA, che non andava al bowl da due anni, è 6-0 al primo anno di Bob Chesney e ha vinto a Eugene per la prima volta dal 2004.

Dall’altra parte della classifica le delusioni sono tante. Tre delle prime dieci del preseason sono uscite dalla Top 25: Oregon, che ad agosto era seconda, Texas A&M e Oklahoma. Texas, quinta a inizio stagione, è scivolata al 19° posto con due sconfitte consecutive, e Steve Sarkisian ha confermato Manning titolare chiedendogli però pubblicamente di alzare il livello.

La SEC si divora da sola

La conference più ricca del paese ha nove squadre in classifica e nessuna imbattuta. Georgia, Ole Miss, Tennessee e Kentucky hanno una sola sconfitta; Alabama, LSU, Florida e Missouri ne hanno due. È la fotografia di una lega dove ogni sabato conta le sue insidie e dove la corazzata di turno può cadere contro chiunque. Chi sperava in una SEC dominata da due o tre superpotenze dovrà aspettare.

In Big Ten il quadro è più leggibile, ma non meno incerto. Ohio State ha in mano lo scontro diretto con Indiana, però dovrà affrontare la trasferta a USC e la sfida con Oregon con un quarterback freshman, Luke Fahey. Gli Hoosiers restano pienamente in corsa, e UCLA e Iowa sono pronte a inserirsi.

Perché una sconfitta non è più una condanna

Ai tempi del playoff a quattro, un sabato come questo avrebbe chiuso la stagione a mezza dozzina di programmi. Con il formato a 12 squadre, che garantisce un posto ai campioni delle quattro conference maggiori, una sconfitta a ottobre è un incidente di percorso. Lo ha detto lo stesso Stockton dopo la partita con Auburn:

«Una squadra con una sconfitta può ancora fare grandi cose»

C’è poi una ragione più profonda dietro tanta imprevedibilità. Con il transfer portal e il revenue sharing, il talento si distribuisce in modo più ampio rispetto a cinque anni fa. Florida batte Texas con un quarterback alla prima partenza, Auburn ferma Georgia correndo per 192 yards: le squadre si costruiscono e si distruggono in pochi attimi, e la distanza tra la quinta e la trentesima del paese non è mai stata così corta.

FCS: Tarleton State scrive la storia

Anche in FCS il vertice è cambiato. South Dakota State ha perso 21-10 a North Dakota e Tarleton State è salita al numero 1 del poll Stats Perform, la prima volta nella storia del programma. I Texans sono 7-0 e hanno raccolto 49 dei 57 voti per il primo posto. Stephen F. Austin, anch’essa imbattuta, è seconda davanti ai campioni in carica di Montana State.

Cosa aspettarsi da qui a dicembre

La Week 8 offre subito tre partite pesanti. LSU e Auburn si giocano la sopravvivenza in SEC, perché chi perde arriva a tre sconfitte di conference. Ole Miss va a Texas, dove una terza sconfitta chiuderebbe le speranze playoff dei Longhorns. In serata Houston sale a Utah, che cerca la prima vittoria stagionale contro una Top 25.

A novembre arriverà il primo ranking del comitato CFP, e con esso le prime risposte vere. Nella corsa all’Heisman Jeremiah Smith resta il favorito, ma Mensah si è avvicinato e Bachmeier è entrato nel discorso. Il resto è tutto da scrivere. Se la prima metà di stagione ha insegnato qualcosa, è che le previsioni di oggi valgono quanto quelle di agosto.