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Una grande difesa e il duo Purdy-Evans: i 49ers vincono a Seattle 32-29

I San Francisco 49ers restano imbattuti: la vittoria in casa dei Seattle Seahawks arriva grazie ad una grande prova della difesa e alla rimonta finale firmata Purdy-Evans.

Credits: Steph Chambers / Getty Images Sport / Getty

Ci si attendeva un bello scontro divisionale al Lumen Field di Seattle e così è stato. I San Francisco 49ers continuano la loro corsa da imbattuti (record 5-0), uscendo dallo stadio dei campioni in carica con un 32-29 che certifica il loro ottimo inizio di stagione e innalza a protagonista la difesa coordinata da Raheem Morris. I Seattle Seahawks (record 3-2) incappano nella giornata negativa dell’attacco guidato da Darnold e devono quindi già rincorrere nella NFC West. Ma la stagione è ancora lunga e il divario tra le due squadre non è apparso così ampio da far pensare ad una division già decisa in favore dei ragazzi della baia; entrambe hanno i loro pregi e i loro difetti, saliti alla ribalta durante la partita. Partita che, non faccia ingannare il punteggio, ha visto come protagoniste principali le difese.

49ers: difendendo così si può andare lontano

L’ultima volta che le due squadre si erano affrontate, Seattle aveva maltrattato San Francisco (41-6 nel Divisional Round dello scorso gennaio), con la difesa dei 49ers incapace di fermare, rallentare o trovare soluzioni allo strapotere dell’attacco dei Seahawks. Questa volta la storia è stata diversa: Darnold ha subìto 5 sack, la difesa dei 49ers ha forzato 4 turnover, ha tenuto 3 su 12 i Seahawks in situazioni di terzo down, ha generato un 45,7% di pressione (la più alta da un anno a questa parte). La secondaria non ha lasciato respiro ai ricevitori dei campioni in carica e ha costretto Darnold a trovarsi per troppo tempo con l’ovale in mano ed esposto alla pass rush dei 49ers (i 5 sack di cui sopra sono arrivati grazie a Dugger, White, Halton, Valdez, Odighizuwa). Pass rush guidata ottimamente da Fred Warner (rientrato benissimo in queste prime settimane dopo il brutto infortunio della stagione passata) e protagonista assoluta nel forzare i 2 fumble che nel secondo quarto hanno consentito ai 49ers di portarsi all’intervallo lungo avanti di 8 lunghezze: il fumble di Wilson sulle proprie 11 yard, forzato da Warner e recuperato da Mustapha, ha dato via libera al TD di McCaffrey per il 14-10 SF; il fumble di Holani all’interno della propria endzone, forzato e recuperato da Halton, ha consentito ai 49ers di portarsi sul 21-13. E anche nella seconda metà di gara, nonostante un leggero appannamento dovuto alla stanchezza e alla forza, comunque, dell’attacco dei Seahawks, la difesa dei 49ers è riuscita ad essere incisiva, con l’intercetto arrivato ad inizio terzo quarto (che però ha “generato” solamente il field goal fallito da Pineiro) e con gli stop comminati a Jaxon Smith-Njigba e a Cooper Kupp nell’ultimo drive dei padroni di casa (dopo aver costretto i Seahawks ad un solo TD e 3 field goal negli altri 4 drive del secondo tempo).
Una prova così convincente del reparto difensivo dei 49ers, nonostante le tante assenze (Nick Bosa su tutti) e l’espulsione nel secondo tempo di Greenlaw, può far dormire sonni un po’ più tranquilli a Kyle Shanahan in vista dei prossimi mesi; ed evidenzia che, per vincere le partite, San Francisco non dovrà fare affidamento soltanto sul proprio attacco.

49ers: l’attacco inciampa, ma Shanahan ha la carta Evans

La partita San Francisco l’ha vinta negli ultimi due drive perché, oltre al fatto di aver un QB (Purdy) che ha sempre dimostrato di rimanere freddo e lucido anche quando le cose non si incanalano nei binari giusti, ha Mike Evans. Con la partita in bilico e con un attacco che era stato fin li macchinoso, l’ex WR dei Buccaneers ha reso palese il motivo per cui i 49ers hanno fatto carte false per averlo in estate. Nel drive che ha portato al TD del primo sorpasso, Evans ha ricevuto 4 volte per 75 yard e, dopo il TD di Cooks, è stata sua la ricezione per la conversione da 2 punti che ha portato San Francisco avanti di 3. Il 33enne texano ha chiuso la gara al Lumen Field con 7 ricezioni, 113 yard guadagnate e un TD (il primo della partita); ha dimostrato, semmai ce ne fosse stato ancora bisogno, di essere uno dei migliori WR della Lega; ed è stato fondamentale nel rivitalizzare l’attacco zoppicante, fino a quasi la fine del terzo quarto, dei 49ers.

Seahawks: difesa quasi perfetta

Se l’attacco dei 49ers, uno dei migliori della NFL, non è stato brillante e spumeggiante come in altre occasioni, il merito va alla difesa dei Seahawks. Nel complesso, i 49ers sono stati limitati a 269 yard, 14 primi down, hanno convertito solamente 4 tentativi di terzo down su 12 e hanno registrato una media (bassa, visti i precedenti in stagione) di 4,8 yard per azione: tutti dati difensivi molto solidi contro uno degli attacchi più efficienti e prolifici del campionato. Brock Purdy si è ritrovato per la prima volta in stagione completamente a disagio per gran parte della partita, tanto che i drive dei 49ers, fino all’ultimo quarto, non hanno mai superato le 35 yard di percorrenza e i 3 TD segnati nel primo tempo sono frutto di errori offensivi dei Seahawks che hanno spalancato poi la porta dell’endzone agli avversari. In più, per la prima volta in questa stagione, Purdy ha subìto dei sack (3 per l’esattezza): la forza della pass rush dei campioni in carica è stata incontenibile per l’osannata O-Line dei 49ers. Chiaro che poi negli ultimi due drive dei 49ers, la difesa dei Seahawks ha avuto i suoi limiti nell’affrontare un Purdy glaciale e un Evans indiavolato. Però la prova complessiva è stata molto buona.
A Seattle dovrebbero interrogarsi, in realtà, su cosa non stia funzionando al meglio a livello offensivo.

Seahawks: troppi turnover e troppa poco corsa

Kenneth Walker III sta facendo sfraceli a Kansas City; Charbonnet è ancora alle prese con l’infortunio subìto negli scorsi playoffs; il rookie Jadarian Price è infortunato (e comunque non aveva brillato nelle scorse partite); Wilson e Holani, in campo contro i 49ers, non sono stati per niente all’altezza della situazione, perdendo 2 fumble che hanno generato altrettanti TD ospiti e con il solo Wilson capace comunque di finire a tabellino (suo il TD del momentaneo 7-7). Il principio dei mali, se così lo vogliamo chiamare, di questo inizio di stagione dei Seattle Seahawks risiede tutto qui: nell’incapacità di generare un gioco di corsa che sia incisivo e che possa togliere le castagne dal fuoco quando Darnold si trova in difficoltà. Lo scorso anno, grazie a Walker III e a Charbonnet, il gioco di corsa dei Seahawks era stato un punto di forza e l’àncora a cui aggrapparsi nelle giornate di difficoltà; questa stagione, invece, la sua quasi totale mancanza mette a nudo le difficoltà di Darnold quando si ritrova sotto pressione e senza la possibilità di variare il suo gioco. I suoi 2 intercetti e i suoi 5 sack subiti nascono proprio da lì.
E se poi ci si mette anche Jaxon Smith-Njigba (5 ricezioni per 102 yard e il TD del momentaneo vantaggio sul 23-21) con un drop sanguinosissimo nell’ultimo drive che avrebbe potuto avvicinare i Seahawks al field goal del pareggio, allora diventa tutto più difficile e gli alti e bassi visti in questo inizio di stagione rischiano di protrarsi fino alla fine.

Come ripartire

I San Francisco 49ers avranno le 2 gare prima del bye ampiamente alla portata (contro Washington e ad Atlanta); non sorprenderebbe se dovessero andare a riposarsi con un record di 7-0. Dovranno poi recuperare gli infortunati in difesa (Nick Bosa su tutti), dovranno ritrovare il prima possibile Kyle Juszczyk (la sua assenza si è sentita a Seattle) e dovranno cercare di capire come sistemare la questione Eddy Pineiro, con il kicker ancora una volta poco sicuro nei momenti clou delle partite (prima di questa partita era il peggiore come percentuale di realizzazione di field goal e il suo errore dalle 52 yard contro i Seahawks ha rimesso in partita i padroni di casa). Per il resto, i 49ers sono una contender assolutamente credibile.
Al contrario, invece, per tornare ad essere una contender di primo piano, i Seattle Seahawks devono lavorare a testa bassa. Le differenze con la scorsa stagione a livello offensivo sono tante, lo si è visto contro i 49ers ma lo si era già visto nelle prime 4 partite di stagione regolare. Mike Macdonald dovrà trovare una soluzione per tornare a far girare l’attacco a pieno regime e la speranza, a Seattle e dintorni, è che il rientro di Charbonnet e la crescita di Price possano dare una svolta alla manovra offensiva. A patto però che entrambe le cose (rientro e crescita) avvengano il prima possibile. Nelle prossime 3 settimane Seattle se la vedrà con Denver (nel TNF della sesta giornata), Kansas City e Chicago: 3 gare che potranno dire molto della stagione dei campioni in carica.