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Finale thriller a Denver: i Broncos battono i Chiefs 28-24

Grazie alla solita rimonta nell'ultimo quarto, i Denver Broncos superano i Kansas City Chiefs e salgono in vetta alla AFC West

Courtesy of: Aron Ontiveroz - The Denver Post

Un finale thriller all'”Empower Field at Mile High” di Denver consegna ai Denver Broncos (6-2 di record) la vittoria contro i Kansas City Chiefs (5-2). Il 28-24 con cui i padroni di casa hanno sconfitto i rivali divisionali è arrivato dopo che gli ospiti avevano chiuso il terzo quarto avanti 24-13 e vedevano da vicino (anche se si è solamente a metà stagione regolare) la riconquista del titolo della AFC West. Invece, nell’ultimo quarto è arrivata la “classica” rimonta di Bo Nix e compagni, con i Chiefs stoppati letteralmente ad una yard (e ad una penalità offensiva) dalla controrimonta. La vittoria dei Broncos, quindi, lascia tutto aperto in AFC West, con le due squadre (con tutto rispetto per la finora buona stagione dei Raiders) che si contenderanno il titolo divisionale fino all’ultimo.
La gara di Denver ha lasciato comunque degli spunti interessanti, sia per i Broncos che per i Chiefs. Andiamo a vederli.

I Denver Broncos non muoiono mai

Proprio così. I Denver Broncos non muoiono mai. Per la terza volta con Bo Nix come QB, i ragazzi di coach Sean Payton hanno rimontato uno svantaggio a doppia cifra nell’ultimo quarto. E questa volta lo hanno fatto contro i Kansas City Chiefs di Mahomes, contro un avversario poco incline a subire rimonte del genere (è stata solamente la terza volta in carriera che il QB dei Chiefs è stato rimontato dopo essere entrato nell’ultimo quarto di gioco con un vantaggio in doppia cifra). E dopo una partita che aveva visto l’attacco dei Broncos balbettare: il primo TD è arrivato a poco più di un minuto dall’intervallo lungo, con Waddle che riceveva da Nix da una yard (dopo un drive da 69 yards in 12 giocate) e ricuciva il vantaggio ospite (14-13 Chiefs dopo l’extra point di Lutz); il terzo quarto dei Broncos è stato caratterizzato da 3 3&out consecutivi; nell’intera partita Denver ha convertito solo 2 degli 11 terzi down (7 su 48 nelle ultime 4 partite); i lanci di Bo Nix sono stati deviati 6 volte sulla linea di scrimmage e per 3 quarti non è stato capace di rendersi protagonista di grandi giocate; Waddle, nonostante un TD e una conversione da 2 punti, continua ad essere quasi un corpo estraneo alla squadra e i numeri (39 yards guadagnate su ricezione contro Chiefs, solamente 136 nelle ultime 5 partite) sono lì a dimostrarlo. Però, come sempre e come detto, l’attacco si è acceso nel momento più importante della partita: prima il TD di Adkins (con la conversione da 2 punti di Waddle per accorciare sul 24-21) dopo un drive da 80 yards (in 9 giocate); poi il capolavoro di Nix per Coleman, con annesso un guadagno di 51 yards che apparecchiava il tavolo per la corsa in TD dello stesso Coleman (da 5 yards) e portava in vantaggio i Broncos a 116 secondi dalla fine.
A quel punto, con l’Empower Field in delirio, è bastato affidarsi alla difesa; una difesa che, durante la partita contro i Chiefs (come nell’altro scontro in Week 1), è stata ben lontana dall’essere quella ammirata in questa prima parte di stagione (e lo scorso anno), ma che ha saputo rispondere presente nel momento più importante, fermando l’ultimo drive dei Chiefs ad una yard dalla end zone (con anche l’aiuto di una penalità offensiva) e chiudendo la partita con il sack comminato a Mahomes da Malcolm Roach. Che la difesa di Denver sia una difesa da Super Bowl è cosa arcinota e anche questa volta ha lasciato un segno tangibile sulla vittoria dei Broncos.

Nessun allarme in casa Kansas City Chiefs

A Denver è arrivata la seconda sconfitta consecutiva dei Chiefs. Ma non è il caso di far scattare il segnale di allarme. La sconfitta è arrivata per piccoli particolari e la partita disputata a Denver ha ribadito che Mahomes&co. diranno la loro fino alla fine, che la scorsa stagione è solo un lontano ricordo. E che, soprattutto, a differenza dello scorso anno, i Chiefs riescono a reagire: sia tra una partita e l’altra, sia all’interno della stessa partita. Perché dopo che l’attacco era stato annientato dalla difesa dei Seahawks in Week 7, Kansas City è riuscita a mettere alle corde un’altra difesa Top3 della NFL. Lo ha fatto ovviamente sulle spalle di Mahomes, che ha chiuso la partita con 30 lanci completati su 41, 321 yards guadagnate su lancio e 3 TD. Il 15 dei Chiefs sta ritrovando piano piano il ritmo giusto per far brillare nel miglior modo il suo attacco e per vivisezionare a suo piacimento le difese avversarie: il rookie Emmett Johnson ha chiuso con 128 yards guadagnate su ricezione (e un TD, quello del 14-6 arrivato con un lancio di Mahomes dalle proprie 24 e con uno sprint portentoso del RB prodotto di Nebraska) e 15 yards guadagnate su corsa; Rashee Rice ha chiuso con 53 yards guadagnate su ricezione e il TD del 7-3; Noah Grey ha chiuso con sole 15 yards guadagnate in ricezione ma con il TD del momentaneo 24-13; Kelce ha chiuso con 67 yards guadagnate in ricezione, di cui 32 con una ricezione nell’ultimo drive. Un ultimo drive che ha dato proprio la sensazione di aver ritrovato i Chiefs di un tempo: in 100 secondi, con 5 giocate, i ragazzi di coach Andy Reid si sono presentati ad una yard dalla end zone. E nonostante lo stop comminato dalla difesa dei Broncos a Kenneth Walker (partita sottotono del RB1 dei Chiefs, con sole 69 yards guadagnate e timido nelle 2 giocate finali), Mahomes era riuscito a trovare in end zone Rice per il TD della vittoria: ma una falsa partenza chiamata al RT Jaylon Moore (al limite ma probabilmente giusta) ha cancellato la festa ospite. E poi è arrivato il sack di Roach a chiudere la partita.

Prospettive

I Broncos continuano ad essere una squadra da prendere con le molle e non possono assolutamente essere sottovalutati nella corsa alla postseason e al Super Bowl. Molte vittorie sono arrivate, arrivano e continueranno ad arrivare grazie ad una difesa di elite. Però l’attacco guidato da Bo Nix, anche se il più delle volte fa fatica ad essere fluido e sembra dare sempre la sensazione di poca affidabilità, riesce comunque a portare a termine il lavoro quando la pressione e la posta in palio salgono. E quando il QB originario dell’Arkansas tornerà a pieno ritmo (e con più sicurezza) dopo il brutto infortunio alla caviglia dello scorso anno, le cose dovrebbero migliorare. A lasciare qualche perplessità, invece, è J.K. Dobbins: dovrebbe essere il running back numero 1 dei Broncos, ma sta faticando parecchio in questa stagione; e Coleman sta avendo sempre più spazio e sempre più impatto. In aggiunta, RJ Harvey si è infortunato al ginocchio in settimana. E se tutto ciò portasse Denver ad imbastire una trade con i Colts per Jonathan Taylor?
I Chiefs sono tornati ad essere i Chiefs e la sconfitta di Seattle è stata solo un brutto incidente di percorso. Per fare in modo che invece quella di Denver non sia realmente il primo segnale di una crepa, basterà vincere le prossime 3 partite (Jets, Falcons e Cardinals, in teoria alla portata) per prepararsi all’ultimo stretch di stagione col giusto mood. La difesa guidata da coach Spagnuolo deve riuscire ad essere più continua all’interno della partita (dopo 3 ottimi quarti, non è riuscita ad arginare Nix&co. nei 2 drive decisivi), ma la crescita dei giovani e la solidità dei veterani fanno ben sperare. Il problema, in realtà, è Harrison Butker: il kicker dei Chiefs, dopo i 2 field goal falliti a Seattle (e, in generale, dopo un inizio di stagione da kicker peggiore della NFL), ha fallito il field goal del possibile 27-21 nell’ultimo quarto della gara di Denver. In settimana i Chiefs hanno messo sotto contratto per la practice squad l’ex kicker e futuro Hall of Famer (forse, considerando il problema giudiziario avuto 2 anni fa) Justin Tucker: il cambio della guardia a Kansas City sembra essere pronto.

Prossimi appuntamenti

Broncos @ Panthers: domenica 8 novembre, ore 19:00 italiana
Chiefs vs Jets: domenica 8 novembre, ore 19:00 italiana