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Denver si suicida, Seattle Seahawks campioni del mondo!

Seattle vince 43-8 sui Denver Broncos che non entrano mai in partita con un Manning in serata pessima che non ingrana.

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I Denver Broncos tornano ad essere “la patacca della NFL” con una prestazione patetica che va al di la dei meriti dei Seattle Seahawks. Mai in partita, mai capaci di rispettare l’impegno di un evento simile, magari anche un po’ sfortunati, ma si sa, la fortuna aiuta gli audaci, e di certo questi non erano i Broncos.

Partita che inizia subito in modo anomalo, con Ramirez, il centro dei Broncos, quello che “non sbaglia mai” (e con 7 anni di esperienza nella NFL), che si improvvisa long snapper (o addirittura quarterback?) e fa partire uno snap, anzi un lob, direttamente a scavalcare Manning… roba da dilettanti, e la partita si apre subito con una safety grazie al defensive end Cliff Avril che si accartoccia su Knowshon Moreno (un nome un programma…), il runningback di Denver, che riesce ad evitare il peggio, 2-0 che poteva essere 7-0, i Broncos partono con l’handicap ma possono rimontare.

Possono rimontare? Si, nelle favole
Intanto in campo ci va Seattle, che fa fruttare solo 3 punti dal free kick seguente alla safety, ed il punteggio diventa un ancor più anomalo 5-0, con la difesa dei Broncos che riesce a limitare le sfuriate di Wilson e di un Lynch non ancora in carburazione.

Beh, 5-0 e palla a Denver, ci si aspetta il drive del sorpasso, Manning quest’anno ha polverizzato tutti i record, che ci vuole? Intanto ci vuole un primo down, che non arriva, ed ecco che ritorna in campo Wilson & Co., ma Seattle non riesce ad affondare, e dopo essersi fatta 56 yards di campo, deve accontentarsi di un’altro field goal, e siamo 8-0, insomma, non una grande partita eh.

Dai che possiamo avere una partita, ce la possiamo fare, con un touchdown si va quasi al pareggio! E invece Manning decide di rimanere in sideline e manda in campo la sua controfigura che al terzo down lancia un bell’intercetto in mano a Chancellor e qui oramai la pazienza dei Seahawks è finita, ecco quindi che stavolta non si perdona più, una end around di Harvin e un lancio di Wilson per Willson (con due L), portano Seattle a ridosso della endzone, e per Lynch è una formalità (anche se ci mette tre azioni) percorrere la yard che serve per i 6 punti del touchdown.

Hauschka non sbaglia nemmeno l’extra point (come potrebbe???), e siamo 15-0 all’inizio del secondo quarto… beh proprio una bella partita dai, soprattutto equilibrata!

Pensate possa essere finita qui? Ci mancherebbe altro. Denver torna in campo e dopo essersi fatta una cavalcata di 50 yards, ecco che Peyton Manning decide di “saggiare” le capacità da ricevitore di un’altro difensore dei Seahawk, un certo Malcolm Smith, che poi sarà l’MVP della gara, che non solo intercetta ma si fa anche 69 yards di ritorno ed entra indisturbato in endzone, 22-0 Seattle… ok ora potremmo andare anche a dormire, domani (oggi) si lavora!

Solito spettacolo halftime, con Bruno Mars ed i Red Hot Chili Peppers (potevamo fare a meno di entrambi…) ed ecco che arriva l’ennesima beffa per Denver, che sicuramente è a credito con la fortuna, però suvvia, ci mette anche del suo per permettere ad Harvin (un fenomeno vero, quando non è rotto ovviamente), di fare 87 yards di ritorno su kick off e portare i Seahawks sul 29-0.

E “mobbasta però” verrebbe da dire, ma che è una partita vera? E’ questo un Superbowl? Sembra di essere tornati agli anni 80-90, quando le squadre della AFC venivano sistematicamente brutalizzate al Superbowl dalle corazzate della NFC, San Francisco-Denver 55-10, Chicago-New England 46-10, Washington-Denver 42-10, per non parlare della doppietta di Dallas sui Bills (fonte Superbowl.it).

Stranamente in questa malsana classifica Denver ci era entrata già due volte, ma con questa comparsata nel Superbowl XLVIII batte addirittura i Buffalo Bills, perchè il 43-8 finale gli da di diritto il mestolone di stagno (sui denti però!), e rimanda la squadra del Colorado proprio a quegli anni 80/90 nei quali faceva da sparring partner per il vero pretendente al Superbowl.

Come sono lontani il 1998 e 99, quando l’armata Elway portò a casa due anelli consecutivi contro Green Bay ed Atlanta…

Comunque, sul 29-0 si pensa che possa essere un massacro (e lo è stato), o che magari possa scattare la sveglia nei Broncos, invece è solo massacro, che si concretizza con l’ennesima palla persa, stavolta è Thomas ha non trattenere il pallone dopo la ricezione, e Seattle torna in campo con l’attacco pronto a mettere altri punti.

Ci pensa Kearse che dopo la ricezione manda a vuoto due-tre placcaggi (poi ci si lamenta dei difensori italiani…) ed entra in endzone… 36-0… wow che emozione questa partita!!!

Sul 36 a 0 arriva il regalo di Seattle, e Denver riesce a segnare, trasformando da 2 punti per il provvisorio 36-8, provvisorio nel vero senso della parola, perchè al drive successivo in appena 3 minuti i Seahawks aggiungono altri 7 punti, 43-8, fort Alamo in confronto era un picnic tra amici.

Inutile commentare il trash time finale, 11 minuti e mezzo di nulla cosmico, con Seattle che non subisce nulla pur mettendo le riserve, e Denver che non combina nulla pur facendo delle statistiche interessanti, di quelle che guardandole uno potrebbe dire “wow che partita!!!”.

Partita???? Non è stata una partita, è stata una gran perdita di tempo, non ci siamo goduti nemmeno un minimo di suspence, perchè una delle due squadre forse non è riuscia proprio ad entrare in campo… sarà per il prossimo anno, mancano solo 364 giorni!


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