Touchdown logo

Il prezzo della mediocrità: i Dolphins perdono a Green Bay

Attacco sterile, infortuni a non finire e un formidabile avversario: la ricetta di una domenica da dimenticare per i Dolphins a Green Bay.

Aaron Jones Green Bay Packers vs Dolphins 2018

Una partita chiave, come sono tutte quelle di novembre, ha visto sfidarsi, nel pomeriggio di domenica – negli Stati Uniti – due squadre in cerca disperata di conferme e vittorie: Miami Dolphins e Green Bay Packers. Il match è andato in scena allo storico Lambeau Field di Green Bay, splendida struttura sessantenne, teatro di sfide storiche per il football americano. Vediamo com’è andata.

L’importanza del fattore campo

Fin da subito si è notato quanto i Dolphins erano lontani da Miami. Giubbotti pesanti, zuccotti di lana e coperte sulle sideline hanno dato il benvenuto ai giocatori, nel freddo di Green Bay. L’atmosfera deve essere da subito apparsa, agli ospiti, ben diversa dal clima ancora estivo in cui vivono e si allenano, nella Florida del Sud.

Oltre alle difficoltà metereologiche, avranno anche notato immediatamente quelle ambientali, ovvero i tantissimi decibel prodotti dalle tante teste di formaggio sugli spalti, felicissime di poter inneggiare con passione ai loro beniamini e al loro idolo indiscusso, Aaron Rodgers. Un QB per il quale non serve indugiare molto con le parole e che ha dimostrato ancora una volta di essere, come ricordava Adam Gase, l’allenatore in capo di Miami prima della partita: “un giocatore divertentissimo da guardare, quando non ci giochi contro.” Il tema principale della partita è stato proprio questo: l’efficacia di Rodgers nel suo stadio.

Il primo possesso lo hanno i Dolphins e l’attacco dimostra di essere maturato rispetto alla deludente prova di una settimana fa: la squadra si muove benino, Frank Gore è ispirato e porta la palla per ben 37 yards in un’unica corsa, ma non serve a molto perché  Brock Osweiler, sotto pressione, perde l’ovale e i padroni di casa la ricoprono. Turnover e Green Bay in attacco. Pronti via e Rodgers si fa subito applaudire, sale lungo il campo con un sapiente mix di corse e passaggi e lancia una frecciata in meta a Davante Adams: i Packers si portano in vantaggio con il primo possesso.

Miami ottiene ben poco in attacco, deve andare al punt; ma lo special team è in grado di forzare un fumble e restituire la palla a Osweiler.

Tornano ad attaccare i Dolphins e lo fanno ancora in maniera organizzata, con un running game che funziona guidato molto bene da Gore e Osweiler che riesce a coinvolgere bene sia Kenny Stills che DeVante Parker; ma il drive ha una brutta frenata e, per segnare, occorre la potente gamba di Jason Sanders, che realizza un FG.

Sul possesso successivo, comunque, i Packers trascinati dal loro pubblico – e dal RB Aaron Jones che ha una portata da ben 66 yards – tornano subito in end zone e Rodgers, con calma, affida la palla al suo backfield, che segna il secondo TD con una corsa da 2 yards del protagonista del drive, Jones. A proposito di Jones, a seguito del’autoesclusione della settimana scorsa, la S Reshad Jones dei Miami Dolphins, per provvedimento disciplinare, si gode l’intero primo quarto da spettatore ed entra in campo solo nel secondo periodo di gioco. Una punizione ridicola che dimostra come i giocatori chiave abbiano licenza di tenere comportamenti sopra le righe poiché, data la loro importanza per la franchigia, non andranno incontro a conseguenze di particolare rilevanza.

I Fins continuano ad attaccare con costanza, si vede ora anche il ricevitore Danny Amendola che contribuisce ad avvicinare l’ovale alla red zone in maniera significativa, in questo drive; ma all’interno delle 20 offensive Miami non riesce a trovare la meta e allora deve richiamare Sanders. Per il giovane kicker è facile segnare dalle 25, ma per i Dolphins è troppo difficile fare TD.

La difesa ospite comincia a prendere le misure a Rodgers e la chiacchierata – ma ancora non fedele alle attese – coppia formata da Cam Wake e Robert Quinn riesce ad atterrarlo, rallentando finalmente un drive offensivo e costringendo Green Bay al punt. Al successivo attacco di Miami corrisponde un altro field goal di Sanders, da 37 yards, che fissa il risultato sul 14 a 9 per i Packers che reggerà fino al termine del primo tempo, perchè non accadrà più molto al di fuori di un sack firmato da Quinn, secondo della partita e stagionale per il lineman di Miami, ex L.A. Rams.

Due squadre e due velocità

Riparte in attacco Green Bay, nel terzo quarto, ma ottiene poco, mentre molto ottengono i membri dello special team ospite, con Brandon Bolden che blocca il punt regalando un’ottima posizione all’attacco. Osweiler parte dalle 30 offensive. Dopo 23 drive offensivi consecutivi senza TD però, il QB non vuole certo interrompere la streak, e infatti per segnare occorre ancora un field goal di Sanders, Miami va sul 12 a 14, ma dall’altra parte i TD li sanno segnare. Rodgers riparte dalle sue 40 a causa di un errore sul kickoff di Sanders, che calcia fuori dal campo. i Packers viaggiano bene sulle gambe di Jones, che dà una grossa mano al suo QB e segna il suo secondo TD personale, portando di nuovo la gara a distanza di due possessi.

Una buona squadra, con un buon QB, sarebbe ancora in grado di non lasciarsi sfuggire la partita, ma i Fins non lo sono con Osweiler a dirigere l’orchestra, e infatti il QB si fa intercettare da Bashaud Breeland un lancio bruttissimo, troppo corto in una zona dove tre difensori marcavano due attaccanti e, dopo il turnover, Rodgers lancia Adams in meta: altro TD per i Packers, ora sopra 28 a 12, grandina su Miami.

I Dolphins in attacco rischiano il 3 e fuori, ma il coordinatore dello special team, Darren Rizzi, chiama una buona finta sul punt e il WR Leonte Carroo guadagna un primo down. Sempre Carroo riceve un passaggio, per un altro primo down e poi accade un fattaccio: su un secondo down corto, Jakeem Grant, libero da marcature e in procinto di ricevere l’ovale si fa male da solo, e deve abbandonare il campo. La dinamica dell’infortunio è molto brutta ed appare davvero probabile che la botta sia seria. I Fins potrebbero aver perso un altro pezzo importantissimo, per il resto della stagione. Il drive termina, al solito, con Osweiler che abbandona il campo senza essere riuscito a segnare; questa volta però il demerito non è suo, ma della linea che lascia campo alla difesa per un facile sack della S Raven Greene.

Il quarto quarto comincia dunque con un punt di Matt Haack e la possibilità, per Rodgers, di giocare con il cronometro. Nel possesso precedente, i  Fins hanno tenuto la palla per oltre 7 minuti e non hanno segnato neppure un punto. Il possesso Packers coinvolge finalmente anche il TE Jimmy Graham, che riceve il suo primo passaggio della serata, e vede l’ennesimo infortunio per i Dolphins, questa volta ne fa le spese l’uomo di linea Andre Branch. Sul punt anche i padroni di casa si giocano un fake play per guadagnare un primo down, con successo, e consentire a Rodgers di masticare cronometro. Il drive si concluderà con un FG di Mason Crosby ed un allungo decisivo per i Packers, visti i 7 minuti scarsi di gioco rimanenti a questo punto.

Sul possesso successivo Osweiler subirà ben 3 sack da parte della difesa di casa, prima di riconsegnare l’ovale ai padroni di casa i quali, sotto qualche fiocco di neve, concluderanno la partita senza infierire oltre.

Poche note positive

I Packers hanno giocato meglio sia in attacco sia in difesa, lasciando a desiderare solo sulle giocate da special team. Quando hai un QB come Rodgers, puoi inseguire il sogno dei playoff anche se la squadra che lo circonda ha ben poco a che vedere con gli squadroni della NFC. Non so se i Packers saranno in grado di raggiungerli, ma sicuramente è più facile che lo facciano loro di questi Fins.

La performance di Miami è stata opaca, a tratti pure brutta, e gli infortuni non devono certo fungere da attenuante; anche Green Bay aveva diversi infortunati oggi (Randall Cobb non è neppure sceso in campo) ma ha comunque messo in scena una prova convincente. Sarebbe facile dare tutta la colpa al QB, definirlo impreciso, frettoloso ad uscire dalla tasca o anche lento nella corsa, perché sono tutte cose vere, ma occorre aggiungere che la linea offensiva non lo ha mai aiutato: Osweiler ha subito ben 6 sack.

Chiariamoci, perdere a Green Bay non è un dramma e la sconfitta l’avevamo preventivata anche nella usuale preview settimanale, ma la prova della squadra è stata insufficiente. Un’altra ora di gioco è trascorsa senza che la offense di Miami trovasse la end zone: questo dato è imbarazzante. Giocando così, anche dalla sfida con Indianapolis usciremo leccandoci le ferite. Fortunatamente c’è di mezzo la bye week, nella quale si dovrebbe riuscire a recuperare qualche infortunato, ma intanto auguriamoci di riuscire a recuperare il pallino del gioco, perché sembriamo davvero averlo perso.

Prima di chiudere per aggiornarci tra una decina di giorni, diamo uno sguardo alle statistiche di gara per i Dolphins: Osweiler ha completato 23 passaggi su 37 tentati, lanciando per 213 yards con 0 TD ed un intercetto; Gore ha portato la palla per 13 volte, correndo 90 yards; Amendola ha ricevuto per 72 yards, in 7 ricezioni. 

↩ torna al calendario NFL 2018 week 10


Su questo sito utilizziamo strumenti nostri o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente usati per permettere al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare statistiche di uso/navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare opportunamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo usare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti ad offrirti una esperienza migliore con noi. Cookie policy