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Complotti e controcomplotti: gli arbitri nella bufera

Si dice che verranno introdotte nuove regole, per rivedere meglio le interferenze di passaggio, ma gli arbitri avrebbero potuto fare di più.

New Orleans Saints Gayle Benson

Nessuno sa più cosa sia un passaggio completato. Nessuno sa più cosa sia un placcaggio pulito. Nessuno sa più cosa sia l’interferenza su passaggio. E forse, se chiedete (o avete la fortuna di avere numerosi amici a New Orleans, o Kansas City) a tifosi dei Saints e dei Chiefs, la vera finale sarebbe stata diversa da quella che tutti vedremo.

Alcuni tifosi dei Saints, hanno preso delle cattive abitudini italiche, dicendo che il migliore giocatore dei Rams era l’arbitro (insomma, per una volta che esportiamo qualcosa, ne siamo contenti).

E qualcuno che lavora nella stanza dei bottoni del servizio autostradale della Louisiana l’ha voluto ribadire nel ponte sul lago Pontchartain

Insomma, dall’essere derubati di una finale, ad una petizione di change.org, dove si chiede esplicitamente per questa domenica un rematch della finale di conference tra i Saints e i Rams, i contorni del complotto contro i Saints si arricchiscono con le dichiarazioni della proprietaria, la vedova Gayle Benson, che ha usato tutti i social (da Facebook a Instagram, oltre alla pagina del sito web dei Saints), per ribadire che la città di New Orleans ha subito un palese furto da parte di un arbitraggio opinabile.

Ci pensa il “direttore sportivo” Mike Loomis a stemperare gli animi, dicendo che i Saints “si lasceranno la sconfitta di domenica alle spalle”

Gli interi Stati Uniti sono rimasti scioccati dal fatto che gli arbitri di linea, a due passi dall’azione incriminata, non abbiano minimamente considerato l’intervento come fallo. Si, perché con una penalità a favore, i Saints avrebbero potuto vincere. Avrebbero. Non vuol dire però che abbiano giocato bene. Per un’intera stagione, i Saints hanno dominato, e hanno anche già battuto i Rams durante la regular season. Poi qualcosa si è inceppato, domenica sera. I soliti noti (Brees, Kamara, Ingram, Thomas…) sono comunque apparsi più opachi del solito. Come se si fosse spento qualcosa.

I Rams sono stati più cinici, più volenterosi. E ne hanno approfittato. Quindi, spegniamo ogi possibile polemica riguardante l’arbitraggio, dicendo che i Saints hanno fatto bene a fermarsi lì: avrebbero perso clamorosamente una finale che non era alla loro portata, visto l’atteggiamento messo in campo nei playoff. Quando due squadre si equivalgono, quando non si vuole avere nessuna scusa, va avanti solo chi ha la caparbietà di metterci qualcosa in più, di rischiare anche una penalità a sfavore.

E anche se gli arbitri della NFL dovrebbero stare attenti ai riti Voodoo a New Orleans, non si possono comunque rigiocare le finali di conference

Per l’ennesima volta, il commissioner Roger Goodell ne esce fuori bene, ma non benissimo. Sotto la sua amministrazione, l’NFL ha collezionato più diatribe fuori dal campo, che non nei rettangoli di gioco.

Peggio ancora per come sono andate le cose a Kansas City, dove comunque la trama è sempre quella del complotto: si voleva mandare al Super Bowl Tom Brady, perché così vuole qualcuno.

Insomma, dopo i complotti, dopo le sviste arbitrali, dopo che nessuno sa più cosa sia una regola, c’è una certezza. Ad Atlanta si sfideranno i Rams, e i Patriots.

Photo credit: USA Today


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