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I Seahawks tolgono la corrente ai Chargers illuminando L.A. con una vittoria per 23 a 15

Il match tra Chargers e Seahawks è a due facce, da un lato i padroni di casa che sembrano ancora in vacanza, dall’altro Seattle che convince.

seahawks chargers preseason 2019

Ottima performance per gli uomini di Pete Carroll che conquistano la seconda vittoria su tre disponibili in questa preseason, mentre in casa Chargers si brancola ancora nel buio: tra tormenti societari e voglia di preservare i titolari in vista dell’imminente inizio di campionato, a Los Angeles non tira buona aria.

Una partita di riscaldamento: tanta corsa, poco spettacolo

Come di consueto, il primo tempo è stato interamente occupato dai titolari. Russell Wilson pare essere sempre più in condizione da regular season, facendo mettere a referto due touchdown drives e 104 yard complessive (6 passaggi completati su 9 validi per 73 passing yards in aggiunta a 31 rushing yards), guidando l’attacco di Seattle a 2 touchdown: prima Rashaad Penny e poi C.J. Prosise, tanto per far capire che nella Città di Smeraldo non si scherza con i running back. Tuttavia, quando bisognerà annunciare i definitivi 53 membri del roster non ci sarà da sorprendersi se uno tra Prosise, McKissic, il rookie Travis Homer o lo stesso Penny non dovesse trovare spazio per dar man forte a Chris Carson, indiscusso fulcro del gioco di corsa di Seattle.

Anche nel reparto dei ricevitori in casa Seahawks non si riesce a star tranquilli: dopo la necessaria operazione al ginocchio, seppur nulla di grave, si iscrive alla lista degli indisponibili anche David Moore a causa di un infortunio alla spalla che lo terrà, come ha spiegato coach Carroll, “fuori per un po’ di tempo”.
Fortunatamente, i rookies Gary Jennings e John Ursua continuano ad affinare sempre più la loro tecnica per abituarsi al meglio ai ritmi professionistici: difatti, contro i Chargers, Ursua ha registrato 2 ricezioni per 52 yards, più dell’ormai veterano e WR1 Tyler Lockett (50 yds).

“He’s got the leg!”

Anche questa settimana Jason Myers, il kicker dei Seahawks ormai al suo quinto anno nella NFL, lascia tra i 12s, o perlomeno soltanto al sottoscritto, qualche dubbio.
Dopo le performances non eccellenti di Blair Walsh, con l’eterno Sebastian Janikowski sembrava che le preoccupazioni fossero state allontanate definitivamente, ma durante i playoff Seabass subì un infortunio che costò agli ‘Hawks il passaggio al turno successivo.

Oggi, Myers sta portando a termine ottime prestazioni. Difatti, domenica notte ha realizzato 2 trasformazioni da 1 punto successive ai touchdown; l’extra point attempt sbagliato, tuttavia, ha fatto leggermente storcere il naso ai tifosi. Anche i kicker possono sbagliare, per carità, ma si accettano meglio questi errori se poi Myers mostra di saper calciare il pallone attraverso i pali da 58 yard, regalando un sorriso in più e la speranza che quella gamba non si stanchi per almeno un’intera stagione. Spesso il ruolo del kicker è molto sottovalutato perché considerato di relativa importanza: non è vero che le partite vengono vinte esclusivamente con i touchdown, come abbiamo potuto constatare molte volte in questi anni ogni punto può essere decisivo.

Le riserve, atto II

Due settimane fa abbiamo decantato le lodi di Paxton Lynch, dopo aver visto il modo in cui il vice-Wilson ha guidato l’attacco di Seattle contro i Broncos nella prima gara di preseason. Come promesso da coach Carroll, e anche a causa della non brillante prestazione della scorsa settimana contro i Vikings, domenica è stato Geno Smith a giocare il secondo tempo dell’incontro di Los Angeles.

E pensate un po’, anche Smith si è preso una piccola rivincita sportiva nei confronti dei Chargers, proprio come Lynch nella Week 1. Sempre sulle orme del suo diretto concorrente per il posto da prima riserva, anche Smith è riuscito a segnare un touchdown lui stesso con una corsa da 8 yard; unico neo della sua prestazione consiste nel fatto che, nonostante le 117 passing yards senza intercetti, Smith non sia riuscito a mettere a segno nemmeno un passing touchdown.

Sulla sponda Los Angeles, invece, è stato Tyrod Taylor a fare le veci di Philip Rivers, quest’ultimo rimasto a bordocampo come gran parte degli starters dei Chargers. Note positive in ogni caso anche per i “Bolts”, provenienti però non dal vice Rivers ma bensì dal rookie Easton Stick.
Scelto nel quinto round dell’ultima NFL Draft, il giovane prospetto si è fatto notare per aver sfiorato una meritata comeback: sceso in campo all’inizio dell’ultimo quarto di gioco, si pone under center con la sua squadra sotto di 20 punti, dunque il divario di punteggio è costituito da almeno 3 touchdown. Inizia così il suo primo drive vincente composto da 11 giocate valide per 75 yard percorse in meno di 6 minuti, e i Chargers mostrano ancora segni di vita. Seattle non riesce a rispondere e dopo aver restituito palla agli avversari con un punt, Stick impiega solo 4 minuti per presentarsi nuovamente nella endzone dei Seahawks e guadagnare altri 6 punti. Peccato per entrambi gli extra point non buoni, un errore del kicker Ty Long mentre il secondo viene bloccato dalla difesa ospite, anche se non sarebbero stati sufficienti dato che Seattle blocca la terza avanzata di Stick e compagni dopo solo 5 giocate.

Ricapitolando

23 a 15 può sembrare una netta vittoria per gli ospiti, ma non è così: molti fattori sono da tenere in considerazione e, con l’inizio di stagione sempre più alle porte, ai Seahawks occorre volare basso e ripetere nella propria testa la frase più utilizzata in questo periodo: “è soltanto precampionato”.

Senza dubbio i titolari hanno portato a termine il loro dovere, ma l’unico dubbio che permane è: come si comporteranno quando dovranno affrontare avversari con tutti i reparti funzionanti a pieno regime?
Bisogna ricordare che tra i grandi assenti dei Chargers figuravano il già citato Philip Rivers, il running back Melvin Gordon, i pass rusher che hanno attanagliato le difese avversarie senza sosta la scorsa stagione come Nick Bosa e Melvin Ingram, senza dimenticare Desmond King e Derwin James, protagonisti di una secondary che incute timore ai quarterback avversari.

Per farla breve, tifosi Chargers non preoccupatevi: anche quest’anno la vostra squadra è una papabile candidata al titolo dato il grande talento presente tra le proprie fila, e chissà che non sia davvero l’anno buono: con un ormai ristabilito Keenan Allen nel ruolo di WR1 e un ritrovato Hunter Henry come tight end, il gioco aereo di Rivers ha molte opzioni da sfruttare. Tra musicisti si dice che se le prove generali non vanno molto bene, il concerto della sera dopo sarà indimenticabile.

Tifosi Seahawks, invece, non avete bisogno di nessun consiglio. Come ogni anno Seattle rientra nella categoria dei team imprevedibili, con un potenziale anche da primo seed nei playoff ma con il costante dubbio in merito al suo pieno sfruttamento per arrivare fino in fondo. Non bisogna mai mollare, dare sempre il 100% e sperare che si riesca finalmente a trovare il perfetto equilibrio tra lanci e corse.

Il bello del football americano è anche questo: ogni anno, tutte le squadre hanno le carte in regola per essere le migliori. Non resta che accomodarci davanti al televisore e scoprire quale tra i 32 team avrà la meglio nella 100esima stagione della NFL.

Photo credit: USA Today


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