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Super Bowl LIV – PREVIEW

La Magic City ospita il Super Bowl 54, l’ultimo è stato il 44. La speranza per i tifosi è di vedere una partita aperta e piena di punti.

Super Bowl LIV preview

È l’anno di grazia 2020, quello del Coronavirus, quello della messa in stato d’accusa del presidente degli Stati Uniti d’America, The Donald. È l’anno in cui si può iniziare bene (per l’autore è iniziato con una notizia bomba, ma gli aggiornamenti arriveranno con il contagocce, siamo scaramantici), e per le squadre che si sono regalate un viaggio a Miami, Florida, potrebbe finire anche meglio.

È l’anno della Centesima (100ª) stagione della National Football League. Ci sono stati ritiri eccellenti, arrivi inaspettati, giocatori che hanno fatto parlare di se dentro e fuori dal campo. Ci sono stati allenatori esonerati senza motivi apparenti, e geni del male offensivi, pronti a rivoluzionare il gioco. Ci sono state le selezioni dei 100 migliori giocati di tutti i tempi della National Football League, ma c’è spazio per parlare ancora di una partita, e che partita. Il Super Bowl.

Dire che blocca l’America è riduttivo. Dire che questo sport sta conquistando consensi oltre ai confini in cui è nato, è anche diventato banale. La speranza, per noi tifosi, è che oltre alle partite che l’NFL gioca a Londra e Città del Mexico, si possa finalmente avere anche l’onore di ospitare una partita di NFL in Italia. 100 anni di NFL sono tanto che per gli americani, e voi, cari lettori di Touchdown Magazine, ci avete dato la linfa vitale per continuare a raccontare questo sport.

Ma bando alla chiacchiere. Non a quelle che stanno arrivando sulle tavole di noi italiani, visto che siamo in piena preparazione delle feste di Carnevale. Quelle che abbiamo prodotto su alcune squadre (come i Brown che dovevano vincere il Super Bowl, e di cui il sottoscritto ha messo l’euro come scommessa…), su alcuni giocatori (Colin, Antonio in negativo, Taysom in positivo), e sui tifosi (cari tifosi dei Patriots… Sappiamo che siete in Italia, in America, e in qualsiasi parte del mondo, siete sempre gli stessi. Vi lamentate come se vi avessero offeso la mamma!) sono quelle che dobbiamo mettere definitivamente da parte, perché domenica a mezzanotte, i Kansas City Chiefs e i San Francisco 49ers avranno il diritto di giocarsi il Super Bowl 54. Sono loro che meritano la nostra attenzione, e vi chiedo di essere sportivi. Tifate, ma non augurate l’infortunio a questo o quel giocatore. E dovremo anche pensare a come giocheranno.

Welcome to Miami!

La squadra di casa, è da sempre il whipping boy dei Pats. I Pats che hanno avuto dei problemi di loro, nel frattempo. E chi ne approfittato? Proprio i Chiefs, che hanno vinto alla Week 4 contro i Patriots (23-16 per i Chiefs).

I Chiefs, che, nonostante le 3 partite perse in pre-season, hanno fatto presagire una stagione di completa stasi. Invece, macinando una vittoria dopo l’altra, hanno perso solo 4 partite nella stagione regolare (Week 7 @ Titans, Week 9 in casa contro i Packers, Week 11 e 12 contro Texans e Colts). Per il resto, è stata una stagione abbastanza facile. Non priva appunto di inciampi, infortuni (quello di Mahomes, fra tutti), e soddisfazioni: aver vinto, in casa, contro i Titans, l’AFC Championship è stato anche una soddisfazione, visto come è andata l’anno scorso.

Incontreranno i 49ers, che dopo l’ultimo Super Bowl giocato a New Orleans contro i Ravens, a New Orleans, hanno battuto in preseason i Chiefs, hanno perso misteriosamente contro i Falcons, contro i Seahawks, e contro i Ravens. Per il resto, hanno schiantato mezza NFL, specie contro i Saints fuori casa. Questo gli ha dato anche un ottimo vantaggio di giocarsi tutta la post-season in casa.

Attacchi contro difese

Il vecchio proverbio “gli attacchi vendono i biglietti, le difese vincono le partite” è stato recentemente messo in discussione dagli LSU Tigers: sarà che Dave Aranda (neo HC di Baylor) ha solo dovuto dire ai suoi “difendete qualcosa li in mezzo al campo”, e poi Joe Brady (neo Offensive coordinator dei Panthers) ha praticamente guidato con Joe Burrow l’attacco più spettacolare mai visto negli ultimi anni di NCAA. Ma per l’ennesima volta, nella NFL, vedremo a confronto un ottimo attacco e un ottima difesa. Ma, in versione inedita vedremo un confronto diretto su entrambi gli schieramenti: Mahomes vs Sherman, Mathieu vs Garoppolo. Insomma ci sono gli ingredienti giusti per NON vedere il Super Bowl 53. E ci auguriamo di vedere uno scontro aperto, pieno di punti, e speriamo che non si parli solo degli spot e dell’Half Time Show.

Pronostico senza pretese

Il vero bookmaker della redazione è Andrea, uno che analizza con estrema accuratezza le partite, e vi consiglia anche attentamente su chi puntare. Il mio consiglio è: godiamoci il Super Bowl LIV. La speranza è di vedere un Mahomes particolarmente ispirato, che quando si sfalderà la tasca, prenda qualche secondo in più, e lanci a Tyreek Hill con un no-look. Speriamo che Garoppolo possa portare in alto la bandiera degli Italo-Americani.

Ma oltre a ciò, vi vorrei dire i profili da seguire con molta attenzione.

Laurent Duvernay-Tardif

Una semi reincarnazione di Socrates. Entrambi laureati in medicina. Il dott. Duvernay-Tardif, canadese e nipote di un ministro del governo canadese (Guy Tardif) è laureato in Medicina alla prestigiosa università McGill di Montreal. Durante la off-season, opera come medico generico e traumatologo presso alcuni ambulatori in Canada. Da Agosto a Febbraio è occupato a tenere lontano i LB da Mahomes. Parla correttamente francese e inglese. Gioca come guardia, tra il centro e il tackle offensivo

Richard Sherman

Dottore in Scienze della Comunicazione, e attualmente studente fuoricorso presso l’Università di Stanford, a Palo Alto, California. Deve aver messo a frutto i suoi studi, tanto che il trasferimento presso i 49ers, dai Seahawks, l’ha personalmente negoziato senza l’aiuto di un agente. Quindi, senza dovergli dare una parte dei suoi guadagni. 49 milioni che il dott. Sherman può tranquillamente vedersi arrivare sul suo conto corrente, senza alcun tipo di intermediazione. Veterano di 2 Super Bowl, 1 solo vinto, e il desiderio mai nascosto di essere il migliore del suo ruolo. Per me, lo è.

Tyrann Mathieu

Ex studente, non proprio modello, della Louisiana State University. Promettente giocatore, ampiamente riscattatosi nella vita (una torbida storia di possesso di marijuana lo ha un po’ trattenuto nell’essere draftato abbastanza subito), ha girovagato un po’ nella NFL, prima di trovare una casa a Kansas City. È comunque riconosciuto per la sua tenacia e la voglia di vincere: a LSU ha vinto anche una SEC championship. Deve aver messo la testa a posto: coach Reid non ama i fannulloni nella sua squadra.

Nick Bosa

Fratello di Joey, e forse con un naso meno appariscente. Nicholas Bosa ha frequentato la San Tommaso d’Aquino, un liceo privato cattolico a Fort Lauderdale, in Florida. Ci ritorna, in Florida, come Defensive End dei 49ers, a giocarsi il Super Bowl. Ex Buckeye dell’Ohio St. University, e ha un curriculum familiare abbastanza invidiabile da parte, ma solo al primo grado di parentela. Il padre è stato un giocatore dei Dolphins, mentre il suo bisnonno è stato un mafioso di cosa nostra americana, ramo di Chicago, Tony Accardo. Mancino naturale (il fratello Joey è invece destrimano), ha su di se l’opportunità di essere il primo Bosa a vincere un Super Bowl.


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