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Giaguari: una stagione piena di ottime prospettive

C’è tanta voglia di football, sotto la Mole Antonelliana. Lo spirito è quello giusto, e gli import si sono inseriti molto bene.


Siamo stati al secondo allenamento dei Giaguari Torino, squadra di 1a Divisione dell’Italian Football League. Abbiamo colto le impressioni dei tre import, e del coach John Harper.

Allenarsi allo stadio Primo Nebiolo ( stadio dedicato allo storico presidente della Federazione Internazionale di Atletica Leggera, nativo di Torino), per i Giaguari, è sempre qualcosa di importante. Nella settimana precedente, che doveva essere quella di consolidamento, e anche dell’entrata dei tre import (ogni squadra di prima divisione ha un massimo di 3 giocatori stranieri che possono essere firmati per ogni stagione), gli allenamenti sono stati un po’ interrotti per i motivi di sanità pubblica noti a tutti. Le ordinanze della Regione Piemonte, ha impedito ai Giaguari di potersi avvicinare allo stadio, e tutta la prima settimana è stata gestita senza particolari ansie.

Finalmente, tutta la società, dalle giovanili alla prima squadra, sono ritornati ad allenarsi con regolarità. Grazie ad un dirigente, nostro contatto all’interno della squadra, siamo riusciti ad avere le prime impressioni da parte di uno dei tre nuovi acquisti.

Kris Clark

Il primo con cui riusciamo a parlare è Kris Clark, Defensive Back e Free Safety. Ha giocato alla Plainfield High School di Plainfield, Indiana. Dopo aver completato gli studi, va in Australia, e gioca nei Bayside Ravens, una rappresentativa di Brisbane, nello stato del Queensland. È in mezzo al campo, con i membri delle giovanili, ad affinare le tecniche di placcaggio con i giovani,

Quando sei arrivato qua a Torino, Kris?

Circa un mese fa

Prima impressione, sulla città e sulla squadra…

Mi piace molto la città, è molto carina, e penso che la squadra ha un sacco di potenziale

Cosa ti porta qui a Torino, quali sono le aspettative per la nuova stagione?

Voglio portare la squadra a giocarsi il titolo, di sicuro a giocarsi i play-off. Ma se ho un obiettivo, punto al titolo.

Cosa pensi dei tuoi nuovi compagni di squadra?

Mi piacciono molto, mi hanno subito accolto, sono molto appassionati di questo sport, ed è anche facile andarci d’accordo.

Dimmi una cosa che ti piace sia della città, oltre che una cosa che non ti piace, e una cosa che ti piace dei Giaguari.

La cosa più bella e che mi intriga di più di Torino? Essere in Europa, già di per se, per uno come me che è la prima volta che viene, è una novità assoluta, e l’occasione di essere in questa squadra non fa altro che darmi una conferma, tuttavia non mi piace come guida la gente qui a Torino. Ogni tanto mi mette paura.

Cory Benedetto e Elijah Fera

 

Giocando, il primo come QB e il secondo come RB, devono di sicuro costruire una sintonia immediata, e non c’è niente di meglio che essere anche coinquilini.

Benedetto viene da un’esperienza molto interessante della German Football League, dove subentra come QB titolare, portando la squadra da un iniziale 0-3 di vittorie e sconfitte a un 5-5 al termine della stagione. Per Benedetto, il percorso dopo l’High School (l’Aquinas Institute di Rochester, nello stato di New York), è stato caratterizzato dai trasferimenti, fino ad approdare a Morrisville State University (III divisione NCAA), dove ha avuto la sua migliore stagione di sempre.

Prima di tutto, sei a Torino e giocherai come QB per i Giaguari. Dimmi le tue sensazioni…

Una bellissima città, adoro Torino. Mi sono messo subito a mio agio, e abbiamo una squadra piena di talento, e tanto potenziale per fare bene per questa stagione. Non vedo l’ora di iniziare questa stagione.

È la tua prima volta in Italia?

È la mia seconda volta, l’anno scorso ho visitato Roma e Napoli.

Forse sarai il QB titolare, quali sono le tue aspettative per la stagione, e il tuo obiettivo principale?

Ovviamente vogliamo vincere il campionato, sono venuto qui per vincere, ovviamente posso essere un elemento valido per la squadra, e costruire anche un rapporto quasi famigliare con la squadra, cominciando anche ad essere vincenti. Non vedo l’ora di iniziare questa stagione. Vincere il campionato è l’obiettivo principale.

Lo chiedo anche a te: cosa ti piace della città e dei Giaguari, e cosa magari non ti piace della città di Torino…

Domanda difficile… Non si competere con una vista mozzafiato delle montagne piene di neve che si vede la mattina, quando ti svegli. La gente è davvero molto socievole, e mi hanno trattato molto bene sin dall’inizio, facendomi sentire subito a casa. Non posso dire niente di male della squadra, penso che ci sia un grande staff di allenatori, ma una cosa che sicuramente ci avrebbe fatto bene sarebbe stata quella di essere qui anche prima, avrebbe di sicuro aiutato a fare “chimica” di squadra. Ma stiamo recuperando benissimo, e siamo pronti alla trasferta di Roma contro i Ducks per questo weekend.

E passiamo ad Elijah, il RB dei Giaguari. Dimmi tu cosa speri in questa stagione, e il tuo obiettivo

Vincere il campionato! Voglio solo vincere, ecco il mio obiettivo, vincendo quante più partite possibili.

Sei canadese, dell’Ontario, puoi darmi una comparazione tra il gridiron che si gioca oltreoceano e quello che affronterai qui in Italia?

Penso che in Canada sia leggermente più veloce, ma non credo che ci siano tante differenze oltre a questa. L’impegno che mettono i miei compagni di squadra è lo stesso dappertutto.

Da quanto sei qui a Torino?

Due settimane… La città e la squadra sono fantastici, da quando sono arrivato mi hanno accolto a braccia aperte, non sono qui da così tanto, e sono giusto al mio secondo allenamento. Ma finora è stato tutto stupendo, dagli allenatori fino ai compagni di squadra. L’organizzazione è magnifica!

Parlami più nello specifico dei tuoi compagni di squadra

Sono il coinquilino di questo ragazzone qui (indicando Cory, ndr), è fantastico, e mi ha fatto anche un po’ da guida. Con lui è stato facile, perciò ho avuto le spalle coperte. Gli altri RB sono molto bravi, e si fa buon gruppo.

 

Siamo anche stati in gradi di porter parlare con coach John Harper, membro del coaching staff dei Giaguari

 

Abbiamo avuto l’occasione di intervistare i vostri nuovi import (Cory Benedetto, Elijah Fera e Kris Clark). Cosa si aspetta lei da questa stagione?

Vogliamo di più, rispetto alla scorsa stagione (2-6, e turno di wild-card perso contro i Guelfi Firenze, ndr), però la squadra è più forte rispetto al 2019. Vogliamo giustamente andare ai playoff.

I suoi ragazzi hanno detto che si sono inseriti bene, lei come li vede?

Hanno un buon carattere, e questo è importante, vanno bene sia dentro il campo che fuori. Ovviamente più si spende tempo insieme, meglio è.

Come vede la situazione della stagione, dati anche i problemi di allerta della sanità pubblica che ci sono, ma soprattutto per il proseguimento della stagione?

Non la conosco in maniera profonda, la situazione del Coronavirus, ma ti dico questo: sono stati fuori dall’Italia per un paio d’anni, e sono tornato quest’anno per un puro caso, e la cosa migliore è risolvere la situazione del virus nei luoghi dove andremo a giocare nel campionato (i Giaguari giocheranno questo weekend a Roma, poi la trasferta successiva sarà a Bologna il 18 aprile,  il 23 maggio a Milano contro i Seamen, e l’ultima il 30 maggio a Firenze, contro i Guelfi – ndr). Ho sentito che potrebbe migliorare con l’arrivo del caldo, e che i soggetti anziani con particolari patologie sono i più vulnerabili. Non saprei, è una situazione strana, ma pian piano i governi e gli esperti risolveranno la situazione.

La prima partita sarà contro i Ducks Lazio, quali sono le sue opinioni riguardo la partita?

Sono ritornato anch’io da poco, ma lo spirito è quello giusto. C’è tanta volontà di fare bene, la mentalità è giusta. Siamo giovani, e il movimento giovanile a Torino è fertile. I risultati li abbiamo, ma se lavoriamo bene, il campionato sarà un successo. I Ducks non li conosco bene, li ho visti solo in video. Abbiamo una buona squadra, quello che mi piace dei Giaguari è come far crescere una squadra, come lo fanno anche i Seamen, significa che c’è un futuro.


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