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Miami stecca la prima, vince New England in casa

I Miami Dolphins incappano in una sconfitta contro dei più concreti Patriots. Ripercorriamo la gara, evidenziandone i (pochi) punti salienti

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Finalmente la smetteremo di immaginarci una squadra più forte di quanto in realtà sia. Finalmente le fanfare – del tutto premature – dei tifosi abbagliati dal sole si zittiranno. I Miami Dolphins sono scesi in campo e – pur mostrando sensibili miglioramenti rispetto alla scorsa stagione – hanno dimostrato di avere ancora copiosa ruggine sui loro ingranaggi.

Un riscaldamento lungo 60 minuti

L’MVP della stagione 2020 della NFL sarà il COVID. Le immagini che ci sono giunte dagli stadi statunitensi nella giornata di domenica sono piuttosto memorabili. Arene che registrano puntualmente il tutto esaurito e si riempiono con decine di migliaia di spettatori festosi sono apparse semivuote, popolate di cartonati ritraenti persone – vip o meno – e rese rumorose tramite effetti sonori talvolta anche bizzarri. Questa è la nuova normalità e quest’anno la stagione sarà anche questo.

Ancor peggio, dal punto di vista dei giocatori, può essere stata l’assenza della preseason. Chiariamoci, ci sono franchigie che ormai disprezzano il football agostano, qualcuno – vedere Sean McVay – neppure manda in campo i suoi pezzi da 90, le superstar della squadra, per evitare infortuni. Eppure la preseason è davvero importante, soprattutto dal punto di vista mentale, per preparare una squadra agli impegni stagionali. Specialmente le squadre ricche di giocatori nuovi, matricole e acquisizioni in free agency, hanno bisogno di costruire in campo il loro affiatamento. Una di queste franchigie è proprio Miami, che manda in campo tanti volti nuovi, i quali ancora non sono in sintonia l’uno con l’altro. E si è visto domenica a Foxborough, soprattutto sul fronte di attacco.

Anche i New England Patriots – e ogni altra squadra – non hanno disputato la preseason, dunque la situazione è la stessa per chiunque. Non ci è voluto molto, domenica sera, ad accorgersi che il livello di New England Patriots – Miami Dolphins, season opener e partita divisionale, non fosse propriamente elevatissimo. Imprecisioni, sbavature e lunghi periodi di studio hanno caratterizzato il match. Non è eccessivo definire questi primi 60 minuti stagionali come una sorta di lungo warm – up, con il risultato che veniva conteggiato per il record stagionale. In un simile contesto, solitamente ha la meglio chi sbaglia meno. È andata proprio così al Gillette Stadium e sono stati i padroni di casa a sbagliare meno.

L’importanza del QB

La partita è stata, tutto sommato, piuttosto equilibrata. La squadra più cattiva, più grintosa e, diciamolo, pure più precisa, ha trovato la vittoria. Il tabellone, al termine dell’ultimo quarto, diceva 21 a 11 Patriots, ma in realtà la partita non è mai parsa da due possessi di vantaggio.

Il primo quarto è stato puramente di studio, ma fin dall’inizio si è capito chi ne avesse di più: i Pats e soprattutto il loro QB, Cam Newton, che ha mostrato di essere ancora quello dei bei tempi. Lo ha fatto da prima del fischio d’inizio, presentandosi al Gillette Stadium in un completo giallo elegante con cappellino da dandy abbinato, in uno di quei look che ha reso Cam Newton, beh… Cam Newton! Anche in campo è parso comunque lucido. La sua abilità sulle corse ha messo puntualmente in difficoltà la difesa ospite – resta da capire per quale motivo Brian Flores e il suo staff non abbiano preparato meglio il reparto a tale minaccia – cogliendola spesso di sorpresa, impreparata e guadagnando yards importanti; saranno 75 quelle guadagnate con le gambe dal QB a fine partita, il quale segnerà anche 2 TD in questa maniera. Ciò non significa che Newton sia stato monodimensionale, i Patriots, infatti, si sono fatti rispettare anche per via aerea. Ogni volta che è servito, Cam ha puntualmente trovato il suo uomo, mostrando di possedere un buon braccio – non che non lo sapessimo ma gli era un pò mancato l’anno scorso a Charlotte – e anche una buona visione. In alcune occasioni, però, la difesa gli ha lasciato troppo tempo per decidere; c’è da lavorare sull’esplosività del blitz, sicuramente Flores lo avrà annotato.

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Cam Newton festeggia con i suoi compagni, il nuovo QB di New England ha giocato una buona partita domenica al debutto. Foto: tsn.ca

Nell’altro campo, invece, il veterano Ryan Fitzpatrick, non ha certo disputato la migliore delle sue partite. Il dato statistico dei 3 intercetti subito è già piuttosto esplicativo di per sè, non spariamo però sull’anatra moribonda, i suoi ricevitori spesso non si sono fatti trovare. Anche il QB di Miami ha avuto spesso molto tempo per decidere cosa fare della palla, ma i suoi compagni di reparto non sono stati sempre impeccabili a percorrere le tracce – merito anche della difesa dei Pats, naturalmente – e la secondaria di New England è stata ottima, guidata da un perfetto Stephon Gilmore, autore non a caso del primo dei tre INT. L’unico TD ospite lo ha dovuto segnare proprio Fitzpatrick, correndo nonostante la sua veneranda età. Ciò è un’altra spia di quanto lavoro debba fare Chan Gailey, coordinatore offensivo scomodato mentre si stava godendo la pensione – parliamo di un fresco 68enne dopotutto – in quanto guru dello schema spread; sia lui che i suoi ricevitori, eccezion fatta forse per Preston Williams che ci ha messo anima e corpo ogni volta che è stato chiamato in causa. Saranno inoltre da approfondire le condizioni di DeVante Parker, il quale ha accusato una botta al tendine del ginocchio (hamstring) e andrà valutato in settimana. Migliorabile anche il reparto dei RB, dove ad ogni modo si sono fatti vedere bene Myles Gaskin e Patrick Laird, i quali sono stati sovente nell’huddle. Sia Jordan Howard sia Matt Breida invece hanno un pò deluso, è necessario che si rimettano in carreggiata a breve.

Ben coperti

La difesa di Miami è apparsa più rodata. Sono numerose le prestazioni da segnalare, in questo reparto. Partiamo dalla performance di Brandon Jones, S matricola. Il suo impatto è stato pressoché impeccabile, unica sbavatura un grave fallo su Newton, roughing the passer, errore veniale per un ragazzo che non aveva mai giocato prima in NFL, il quale non basta certo ad oscurare la sua partita, arricchita da numerosi tackle andati a segno, ne ho contati 8 ma potrebbero tranquillamente essere stati più di 10, verificherò le statistiche ufficiali non appena saranno disponibili. Che Jerome Baker e Christian Wilkins siano buoni giocatori non serve che lo scriva io, però lo faccio ugualmente perché i due non smettono di portare sack e pressione sul QB avversario. Non dimentichiamoci poi di Noah Igbinoghene, CB rookie che ha un cognome difficile ma faremo bene ad impararlo perché il ragazzo ha dei buoni numeri. Forse il difensore di origine nigeriana troverà poco spazio, perché ha davanti Byron Jones e Xavien Howard. L’ex Cowboy, però, può giocare anche come S – e sicuramente lo vedremo in quel ruolo nel corso dell’anno perché Flores ama disporre liberamente la propria scacchiera – e Howard non è ancora al top della forma – probabilmente l’infortunio subito a novembre gli dà ancora qualche noia – dunque la matricola potrebbe venire gettata spesso nella mischia. Josh Boyer, coordinatore difensivo dei Dolphins, ha un buon mazzo di carte; domenica lo ha utilizzato bene ma si è trovato troppo in difficoltà contro le corse di Newton. Il QB di New England ha un fisico da quattrocentista e prenderlo è difficile per tutti, ciononostante la defense ospite doveva affrontarlo meglio.

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Jerome Baker mette a segno una sack ai danni di Cam Newton. Foto: TimesColonist.com

Ripartire subito

I Dolphins hanno dimostrato di avere ancora molti spigoli da limare e tanto da migliorare, specialmente sul fronte offensivo. Guai a pensare che la squadra sia già competitiva, questa franchigia è ancora in completo rebuilding. Nessuno degli errori visti a Foxborough, comunque, è irreparabile; siamo all’inizio della stagione, abbiamo giocato fuori casa, nella prima vera occasione in cui questi ragazzi sono stati uno affianco all’altro. La sfida ai Pats non è una sentenza e il calendario dei Fins è tutt’altro che semplice di qui in avanti; dunque non occorre far altro che ripresentarsi agli allenamenti con le maniche rimboccate e la voglia di dare il massimo. La giostra è appena partita, ancora non abbiamo neppure raggiunto la velocità di crociera. Nessuno vuole partire 0 – 1 naturalmente, i record però sono irrilevanti al 14 settembre e una partita non racconta una stagione.

Personalmente sono deluso dall’aver perso una sfida assolutamente alla nostra portata ma domenica abbiamo i Buffalo Bills e penso già a quella partita, perché il livello dell’avversario sarà più alto e anche i Fins dovranno alzare la loro asticella. La prossima settimana siamo in casa e in questa lega non puoi permetterti di perdere le partite nel tuo stadio, pena l’irrilevanza. Tra 7 giorni confido che i meccanismi saranno più oliati e la squadra mostrerà un altro volto.

L’appuntamento è per la preview della sfida contro Buffalo.

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