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Raiders 20 – 45 Buccaneers: A man on a mission

Tampa Bay vince e convince all’Allegiant Stadium di Las Vegas, raggiungendo così i Saints in testa alla NFC South sul 5-2.


In attesa dell’arrivo di Antonio Brown, in quello che è ormai un ritorno ufficiale, i Tampa Bay Buccaneers fanno visita ai Las Vegas Raiders in una gara che, inizialmente programmata per il Sunday Night Football, viene anticipata alle 21.05 italiane a causa dello slittamento del match tra Seahawks e Cardinals.

Era dall’Halloween match del 2017 che le due squadre non si affrontavano ed è cambiato davvero tanto rispetto alla partita di 3 anni fa, soprattutto a livello di roster, e in particolar modo per i Tampa Bay Buccaneers.

La squadra di Tom Brady è in cerca della seconda vittoria consecutiva dopo la bellissima prova contro i Green Bay Packers di Aaron Rodgers, e si trova davanti i Las Vegas Raiders, freschi di bye week e reduci da una vittoria di altissimo livello contro i Kansas City Chiefs.

I Buccaneers ritrovano il running back Leonard Fournette, mentre i Raiders arrivano alla partita con 3 assenze nella linea d’attacco, cosa non da poco considerando quello che è riuscita a fare la difesa di Tampa la scorsa settimana al povero Rodgers.

L’Allegiant Stadium è un’ottima cornice per quello che si presenta come uno degli incontri, offensivamente parlando, più spettacolari della week 7, ma andiamo a vedere come si sono comportate le due squadre.

 

 Primo tempo: la grande bellezza

I padroni di casa partono forte forzando gli avversari ad un punt dopo appena un minuto e 20 di gioco e nel primo drive offensivo, Derek Carr sceglie come target principale Nelson Agholor, e sceglie bene: in soli 6 giochi arriva il primo TD del match proprio con il numero 4 nero e argento che lancia 20 yards per l’ex ricevitore dei Philadelphia Eagles trovando i 6 punti, che diventano 7 grazie alla conversione di Daniel Carlson.

Arriva prontamente la risposta dei Bucs, che dopo lo spavento per il fumble di Rob Gronkowski, salvato solo perché il pallone rotola all’esterno del campo, entrano in end zone grazie alla QB sneak da una yard di Tom Brady, che non ha paura di buttarsi nella mischia, portando il risultato sul 7 a 7 grazie alla trasformazione di Succop.

Dopo questo scambio di colpi nei primi drive del match, all’inizio del secondo periodo arriva il nuovo vantaggio con il field goal di Daniel Carlson dalle 41 yards anche grazie ad un fake punt eseguito alla perfezione dallo special team di Las Vegas su un 4&1. Da questo momento sale in cattedra il professore: Tom Brady lancia 13 completi su 18 tentativi, trovando il touchdown che porta i Buccaneers in vantaggio per la prima volta nella partita, grazie alla ricezione in end zone di Rob Gronkowski, che stravince il duello col CB Nevin Lawson e che trova il suo secondo TD con la sua nuova maglia e il 92° (sì, avete letto bene) su passaggio di Tom Brady.

Poi, dopo una grande difesa dei Bucs, il 40enne ex Patriots ha solo 2 minuti e 19 secondi per risalire il campo dalle proprie 12 yards. Difficile, difficilissimo, ma non per Brady, che grazie anche al prezioso aiuto di Leonard Fournette e ad un ottimo utilizzo dei time out e delle spiked ball (quando il quarterback scaglia la palla al terreno volontariamente per fermare il tempo), riesce a chiudere un drive magistrale con un passaggio dalle 33 yards per le mani sicure di Scotty Miller, che elude la marcatura di un Nevin Lawson nettamente in difficoltà e mette a segno il touchdown che consente a Tampa di chiudere il primo tempo sul 21 a 10.

 

Secondo tempo: la musica non cambia

Nella ripresa, i Bucs riescono subito ad andare a segno con un Field Goal di Succop dalle 29 yards, che porta il vantaggio della franchigia della Florida a 14 lunghezze di distacco. In questo caso, ottimo lavoro della difesa dei Raiders che riesce a stoppare Brady e compagni nella propria zona di campo, dopo che, in precedenza, il 40enne nativo della California era riuscito a connettere un passaggio da 35 yards per un ispiratissimo Scotty Miller.

Nel drive successivo, Derek Carr ha un moto d’orgoglio e cerca di risalire la china anche senza l’aiuto di un Josh Jacobs decisamente in ombra. Il target è sempre lo stesso: Nelson Agholor; è proprio lui che riceve un passaggio per 44 yards su un 1&10 e viene fermato sulle 3 yards di Tampa. Ormai il touchdown è maturo e arriva al secondo down, dopo una corsa fallimentare di Jacobs, con il TE Darren Waller che riceve sulla sua traccia interna il passaggio di Carr e regala speranza ai padroni di casa. C’è tempo anche per un episodio controverso: gli arbitri lanciano una flag in campo, successiva al TD segnato da Waller, per segnalare un comportamento scorretto di Gabe Jackson, uomo della linea offensiva dei Raiders; all’inizio sembrava solo una penalità come le altre, poi, dopo un rapido conciliabolo, i direttori di gara decidono di espellerlo, reo di essere rimasto sopra la spalla di un avversario dopo la flag lanciata, schiacciandolo al terreno (questa la spiegazione data da Scott Novak, arbitro della gara, nel post match). Una punizione forse troppo severa per il numero 66 silver and black, che è costretto a lasciare il campo.

Gli ospiti non riescono a reagire: Brady sbaglia un lancio a tutto braccio per Miller e sembra innervosirsi, così Las Vegas ne approfitta e, grazie ad un buona difesa prima e un ottimo Derek Carr, riesce a riguadagnare il pallone e a portarsi in red zone a cavallo tra la fine del terzo periodo e l’inizio dell’ultimo quarto. 4&1 sulle 17 del territorio avversario, Gruden decide di affidarsi agli ottimi piedi di Carlson, che ha sbagliato solo un Field Goal questa stagione, e mette in mezzo ai pali i 3 punti che consentono di diminuire lo svantaggio a sole 4 lunghezze. 20-24.

I Raiders sembrano avere l’inerzia del match a loro favore, ma crollano sotto i colpi dei campioni: Brady, Jones e Fournette spingono la squadra fino alla red zone dei padroni di casa e, su un 1&Goal dalle 4 yards, il numero 12 pesca Chris Godwin al suo secondo TD stagionale dopo quello messo a segno nella vittoria contro i Broncos in week 3. Il PAT di Succop è al centro dei pali e i Bucs tornano a +11 da qui diventa notte fonda per Las Vegas.

Nel drive successivo Carr si fa intercettare il lancio dalla safety Anthony Winfield, una pick nata dalla perfetta copertura di Mike Edwards su un passaggio diretto ad Agholor. Il numero 32 riesce a deviare il lancio e Winfield perfeziona il recupero riportando l’ovale sulle 24 del territorio avversario. Per Brady è un gioco da ragazzi: ancora un passaggio per Godwin che viene fermato ad una yard dall’end zone, ma ci pensa Ronald Jones a chiudere i conti e a rendere garbage time gli ultimi 6 minuti e 40 dell’incontro.

C’è ancora tempo per un ultimo touchdown: i Raiders non ne hanno più e il turnover on downs regala a Brady la possibilità di allungare e annichilire gli avversari. L’ex patriot non si lascia pregare e mette a segno il touchdown finale, con la partecipazione di Tyler Johnson, che manda ai titoli di coda e regala una netta vittoria agli uomini di Bruce Arians: 20-45.

 

UN ALTRO RECORD PER “THE GOAT”

La citta di Tampa sta vivendo una stagione sportiva assolutamente fantastica: nella NHL i Lightnings sono freschi di vittoria della Stanley Cup, conquistata grazie alla vittoria per 4 a 2 nella serie finale contro i Dallas Stars; nella MLB i Rays sono riusciti a raggiungere le World Series dopo una pazza serie contro gli Astros di Houston vincendo a gara 7 (anche se ora si ritrovano sotto per 3 a 2 nella finale con i ben più forti Los Angeles Dodgers) e poi c’è lui, c’è Tom Brady, arrivato quest’estate non per godersi gli ultimi anni della sua carriera sotto le palme della Florida, sorseggiando cocktail a bordo piscina come pensavano in molti, ma per riuscire a confermarsi e a chiudere le bocche di chi diceva che è capace di vincere solo con Bill Belichick.

I numeri della partita di ieri sera parlano chiaro: 33/45, 369 yards, 5 TD e un pass rating di 127.00. Ma, al di là di questo, la leadership che esercita il numero 12 è da vero capitano: quando c’è bisogno di tranquillità non alza la voce, quando invece le cose cominciano ad incrinarsi, si arrabbia, anche con se stesso, e cerca di tirare fuori il meglio dai proprio compagni di squadra, proprio come è successo nel momento in cui i Raiders si stavano avvicinando pericolosamente al pareggio nel secondo tempo. Non si scopre certo l’acqua calda, sappiamo benissimo che l’ex patriot ha sempre dimostrato di avere questa dote, ma inserirsi in un gruppo nuovo e prendere fin da subito le redini di una squadra, non è mai facile nemmeno se ti chiami Tom Brady e hai battuto ogni singolo record sulla faccia della terra… E da ieri anche uno in più.

Sì, perchè per la prima volta nella sua storia, Tom Brady è in testa nella classifica all time per TD pass (559), dove è riuscito a superare Drew Brees, fermo a 558. Siamo sicuri che durante queste settimane, i due veterani proveranno a superarsi a vicenda per quanto riguarda questo importante traguardo personale, tenendo però sempre il bene della squadra come priorità, visto che ci sono dei playoff da conquistare e, facendo loro parte della medesima division, ci sarà da lottare con le unghie e con i denti, mentre a noi basta stare comodi sul divano a goderci lo spettacolo.

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