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Battaglia campale al Soldier Field?

Domani nella prima serata italiana, Saints e Bears si sfidano, per una sfida che potrà determinare il futuro delle loro stagioni.


L’anno scorso i Saints espugnarono il campo dei Bears in Week 7, condannando fondamentalmente i Bears ad una vana rincorsa di una chance di tornare ai playoff. Quest’anno il motivo si ripropone ma stavolta anche per i Saints questa sfida potrebbe avere risvolti in ottica Wild Card. Come nella stagione passata, i nostri Federico Aletti e Ruben Novello ci offrono la propria prospettiva da fans delle due squadre, impegnate in uno dei confronti sicuramente più interessanti di questa Week 8.

L’inizio di stagione è stato complessivamente positivo tanto per i Chicago Bears quanto per i New Orleans Saints, eppure una sensazione di incompletezza circonda entrambe le compagini, anche per effetto del successo fin qui registrato dai loro principali competitors divisionali, rispettivamente i Green Bay Packers ed i Tampa Bay Buccaneers. Come si possono riassumere i punti di forza e di debolezza emersi finora per Bears e Saints?

FA: C’è stato un dibattito un po’ stucchevole ed inutile, in questo primo mese e mezzo di stagione, circa il fatto che il record dei Bears sia immeritato o non rispecchi il valore della squadra o cose simili. La questione è che i Bears sono una squadra estremamente sbilanciata, con una difesa d’élite ed un attacco meno che mediocre. La difesa, come ho avuto modo di dire in varie circostanze nei nostri podcast ed in altre sedi, non è dominante in senso stretto come lo fu nell’ultima stagione con Vic Fangio defensive coordinator, ossia il 2018 del sorprendente 12-4 al debutto come capo allenatore di Matt Nagy. Comunque, si tratta di un’unità complessivamente ben guidata da Chuck Pagano, malgrado i passi indietro contro le corse, anche per il fin qui fallimentare (tanto dal punto vista tecnico quanto finanziario) passaggio da Leonard Floyd a Robert Quinn come complemento a Khalil Mack nella posizione di outside linebacker. Questa D concede pochi punti rispetto alle iarde concesse agli attacchi avversari ed ha in Mack e nella secondaria intera punte di eccellenza ineguagliate o quasi a livello dell’intera lega.

Rispetto alla storia dei Bears, il vero problema degli ultimi due anni non è rappresentato dal non avere un gioco aereo all’altezza (sai che novità), bensì dalla sostanziale nullità del gioco terrestre. La responsabilità non è di David Montgomery, che non sarà esattamente la reincarnazione del recentemente scomparso e compianto Gale Sayers, ma resta un giovane RB di belle speranze e buone qualità. La realtà è che la deliberata (e scellerata) scelta del GM Ryan Pace di ignorare durante free agency e draft le chiarissime pecche della linea offensiva emerse nel 2019 si sta ora ripercuotendo come un boomerang su Nagy, il quale oltre a non potere contare su una linea efficace né nell’aprire corsie per i RB né nel proteggere adeguatamente il QB, chiunque egli sia, ci sta mettendo del suo con una sfilza di partite caratterizzate da un play calling indegno di un discepolo di Andy Reid.

 

RN: I Saints arrivano a circa metà stagione con più dubbi che certezze. Ancora una certezza è l’out di Michael Thomas, WR che in questa stagione ha fatto parlare di sé per i litigi con Brees in pre-season, per gli infortuni muscolari, e per gli alterchi che l’hanno tenuto fuori dal campo contro Chauncey Gardner-Johnson.

Però Brees è riuscito a connettersi e mettersi in sintonia con gli altri ricevitori. Purtroppo, persino uno dei WR che hanno aiutato i Saints, Emmanuel Sanders, è ancora out causa Covid-19. La speranza è che Tre’Quan Smith, Jared Cook e Adam Trautman (rookie), siano capaci di tenere alto il ritmo dell’attacco. Le certezze sono i due RB, Kamara e Murray, che nelle partite che si sono giocate finora hanno dimostrato di essere davvero forti nel gioco di corsa. Se infatti i lanci di Brees continuano ad essere corti, ma precisi (anche ai RB), non si sono visti lanci che nell’aria restano più di 20 yard. Preoccupante, per un QB come Brees che non ha mai neanche convinto nelle due partite perse consecutive, contro Green Bay Packers e Las Vegas Raiders. Paradossalmente, queste due sconfitte hanno proprio avvantaggiato queste due squadre nelle rispettive division. E ricordiamo che fuori casa, in stadi aperti, quindi con condizioni climatiche che non sono affatto quelle tipiche del sud, il caldo e l’umidità, Brees è meno efficacie rispetto al più mite, sicuro, e rumoroso Superdome. Previste temperature fredde, domani nella sfida pomeridiana. L’infermeria, per fortuna, rimane vuota (tranne Sanders), e quindi sono tutti a disposizione, gli uomini agli ordini di Sean Payton. La speranza è che si vinca, ma si arrivi anche riposati alla sfida di Tampa contro i Buccaneers, che avranno anche un’arma in più: Antonio Brown.

Quali saranno i temi principali del confronto in campo?

FA: I Bears sono chiamati, dopo l’orrenda prestazione dell’ultimo Monday Night sul campo dei LA Rams, a dare segni di risveglio offensivo, anche perché un attacco improduttivo condanna la difesa a fare gli straordinari, il che non sempre riesce, specialmente quando hai di fronte squadre dalla offense molto ben strutturata. Quella dei Saints lo è certamente, anche più rispetto ai Rams e sono certo che Alvin Kamara si stia leccando i baffi dopo avere visto la fiacchezza dei Bears contro le corse (non solo a Los Angeles, a dire il vero). Quindi, risposta scontata ma mi aspetto una reazione dei ragazzi in “navy and orange” nel senso di elevare il livello di intensità difensiva tanto nel portare pressione su un Drew Brees più vulnerabile che in passato, quanto nel contenere le corse ed in particolare Kamara. Occhio però al jolly in mano a Sean Payton, che si chiama Taysom Hill e che potrebbe un po’ sparigliare le carte. Se la linea d’attacco, d’altra parte, riuscisse seppur orfana dei suoi unici pezzi di un certo valore (James Daniels e Cody Whitehair) a dare almeno mezzo secondo in più di tempo a Nick Foles per salire nella tasca, allora penso che si aprirebbero spazi importanti tanto per Allen Robinson quanto per i tight end, per Anthony Miller e soprattutto per il promettentissimo rookie Darnell Mooney, fin qua una delle poche note liete del reparto offensivo. Se Foles sfrutterà, posto che ne abbia il tempo materiale, la sua accuratezza e la sua capacità di leggere la difesa prima dello snap (talenti sconosciuti a Trubisky), allora i Bears avranno una chance concreta di fare punti anche contro una squadra dalla comprovata eccellenza, come già visto per esempio contro i Buccaneers.

RN: I Saints soffrono nella secondaria di difesa, e specialmente i lanci lunghi dovrebbero preoccupare un reparto che ha sempre mostrato limiti. Bridgewater, Herbert, e Rodgers hanno fatto vedere finora che si può far male ai Saints specialmente lasciando l’idea di giocare su un yardage medio lungo e puntando oltre le 30 yard. Questo significa che i Bears, se desiderano puntare a vincere, devono affidarsi a Nick Foles, ai lanci lunghi e sperare anche nel fatto che i Saints soffrono anche in penalità contro la difesa, quando gli avversari sono in attacco. L’esempio più lampante è stata la sfida contro i Raiders: la difesa dei Saints è stata la più penalizzata dell’intera Week 2.

Eviterei, fossi l’attacco dei Bears, di affidarsi al gioco di corsa. La linea dei Saints é un argine difficilmente superabile ed i Bears dovrebbero anche fare particolarmente attenzione al duo di DE Cameron Jordan e Trey Hendrickson, specialisti dei sack in quasi tutte le partite.

Per il resto, la partita dei Saints deve essere ordinata, sia nella gestione del possesso palla, sia nella possibilità di qualche turnover. Nick Foles potrebbe non essere così affidabile e soprattutto, è molto volatile, come un indice borsistico: ha vinto contro i Buccaneers, e ancora non sanno come. Ma peggio, hanno perso contro i Rams, in una partita dove proprio non si capiva cosa stessero per fare. Sfruttare le dinamiche di un QB, vincitore di un Super Bowl MVP, che ha girovagato spesso in questi ultimi anni, può essere una leva interessante, per mettere in difficoltà i Bears.

Domanda secca: come potrebbe la partita indirizzare il resto di stagione per le due squadre?

FA: Senza entrare nel merito di un pronostico preciso, i Bears sono ad un crocevia così come lo erano la stagione passata in corrispondenza di questa sfida, nell’ottica della corsa ad una wild card o anche, perché no, di contestare il primato della NFC North ai Packers. Certo è che una sconfitta interna, magari scaturita ancora una volta da una prova anonima contro le corse, suonerebbe più di un campanello d’allarme, anche tenuto conto del fatto che alla Week 9 si va a Nashville e nessuno peggio di Derrick Henry per sfiancare una difesa incline ad essere dominata dal gioco terrestre avversario. Insomma, si tratterà di un test estremamente gravoso sia per l’esigenza di fare risultato che per i temi tecnico-tattici cui ho accennato in precedenza. Urge una svolta, altrimenti anche questa stagione potrebbe lasciare l’amaro in bocca per lo spreco dell’enorme (e costosissimo) talento difensivo assemblato dalla franchigia della Windy City.

RN: Valutare i Saints, quest’anno, è un esercizio abbastanza inutile. Le gerarchie si stanno consolidando abbastanza in fretta, e nella NFC, esclusi WEST e NORTH che sono davvero molto competitive, si può sperare in un posto da Wild Card, specie per quello che combinano a EAST, dove sembra ci sia l’imbarazzo per sapere chi va ai Playoff. Pertanto, sapendo che i posti per la posteason saranno 7, le possibilità che sia i Saints che i Bears si rivedano in gennaio potrebbero essere quanto più alte di quanto non si voglia azzardare nel dire.

Tuttavia, chi tifa per i ragazzi del Bayou, spera di avere almeno uno spread di 10 punti a favore, per chiudere una partita abbastanza abbordabile, e dove non ci siano passi falsi. D’altronde, i Saints hanno già 2 sconfitte nel record, una terza risulterebbe davvero mal digerita, sia dai tifosi, che dalla dirigenza che ha investito molto, e finora non ha ottenuto chissà quante soddisfazioni.

Il giudizio sarà inevitabilmente rimandato al Sunday Night di Week 9, contro i Bucs.

(Photo credit: Derick E. Hingle-USA TODAY Sports)

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