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Presi a cannonate: recap di Miami Dolphins@Tampa Bay Buccaneers

Miami perde ancora, e malamente, a Tampa contro dei superiori Buccaneers. Riviviamo la partita e i pochi elementi positivi sulla sponda Fins.


I Tampa Bay Buccaneers hanno la riproduzione di una nave pirata, di bucanieri, presso la loro arena, il Raymond James Stadium. Quella nave è iconica e i suoi cannoni riproducono fumo ed effetti sonori riconducibili a una cannonata ogni volta che i padroni di casa segnano punti. Domenica scorsa, contro i Miami Dolphins, quei cannoni hanno sparato molto spesso perché i Bucs hanno dominato la sfida, imponendosi nettamente per 45 a 17.

I padroni di casa sono stati decisamente superiori, come testimonia anche il risultato. Non è tanto della sconfitta che vogliamo parlare in questo recap utile fino a un certo punto, dal momento che l’esito della gara è abbastanza esplicativo di per sé, bensì di quali sono i passi in avanti che Miami sta facendo – perché in fondo ve ne sono – e di quali elementi debbano invece essere ancora migliorati.

Una partita chiusa ma combattuta

Nel primo quarto vediamo un bel confronto: Miami parte in attacco e, dopo due buoni passaggi di Jacoby Brissett per Preston Williams, WR1 di giornata a causa dell’assenza di DeVante Parker, infortunato come troppo spesso gli capita, lunghi 21 e 34 yards, trova un FG realizzato da Jason Sanders per il vantaggio di 3 punti. Tom Brady risponde scambiando con Mike Evans e Chris Godwin, dopodiché trova un passaggio di 10 yards per Giovani Bernard, che vale il TD.

Per Miami si fa vedere Myles Gaskin, RB particolarmente in vena per ricevere, durante questa sfida. Dapprima lo fa per 12 yards e poi per altre 24 che gli valgono un TD. Prima che vada in archivio il primo quarto, anche Tampa trova un FG, con Ryan Succop che centra i pali a seguito di un tentativo lungo 42 yards.

Nel secondo quarto i padroni di casa allungano. Lo fanno grazie a un big play clamoroso di TB12 per il redivivo Antonio Brown, che mette a segno un TD lungo 62 yards; strepitoso AB nel frangente, che pare quello dei bei tempi a Pittsburgh. I Fins sono tramortiti da questo flash di gran classe e Brady con esperienza ne approfitta. Imbastisce un drive meticoloso, senza forzare nulla, accorcia il campo con Cameron Brate e il RB Leonard Fournette prima di chiamare ancora Brown che fa doppietta, realizzando da dentro le 5 yards.

Pessima conclusione

Mike Gesicki in azione contro Tampa Bay. Il TE è in scadenza di contratto ma si dimostra sempre uno dei migliori di franchigia. Foto: Phin Phanatic.

Per quanto già osservando il secondo quarto si sia ben capito da che parte penda la bilancia, fino all’intervallo i Dolphins arrivano con uno svantaggio di due possessi, assolutamente nella norma quando affronti un avversario più forte in questa lega. Nel terzo quarto gli ospiti riescono anche ad accorciare le distanze, con un nuovo scambio tra Brisset e Gaskin che vale il TD, al termine di un possesso ben gestito da Miami, nel quale vediamo coinvolti Mike Gesicki (23 yards in ricezione per lui in questo play) che come sempre è tra i migliori di questa offense, e la matricola Jaylen Waddle, che nell’occasione si fa trovare per 10 yards, suggellando una prestazione con luci e ombre, com’è accettabile per un rookie.

Il problema è che i Fins spariscono dal campo dopo questa realizzazione.

I Bucs vogliono vincere e Brady scambia bene con Godwin, in gran partita, e coinvolge anche il RB Ronald Jones. Il possesso lo conclude però l’altro corridore, Fournette che segna dopo una corsa di 5 yards un altro TD per i suoi.

Il quarto quarto sarà la corona di spine per gli ospiti e quella di platino prezioso per i padroni di casa: dopo un buon coinvolgimento in ricezione di Jones, Brady spedisce in meta Mike Evans con un TD lungo 34 yards prima di replicare con il numero 13 per un nuovo TD lungo 22 yards. Nel drive si mette in risalto Tyler Johnson, sempre trovato dal suo QB in questo possesso.

Un’altra maledetta domenica

Dopo 5 settimane, i Dolphins si ritrovano con uno score di 1-4 ed escono da quattro sconfitte consecutive. Il piazzamento è pari a quello delle peggiori squadre della lega e Miami sta appunto giocando come una delle peggiori. I Bucs mettono assieme 558 yards di total offense, i Fins non superano le 301; i padroni di casa corrono per 121 yards, gli ospiti non raggiungono le 40; Tampa Bay tiene la palla per oltre 37 minuti effettivi, Miami per poco meno di 23. Ogni indicatore favorisce i Bucs. Certo, parliamo dei campioni in carica ma Miami è stata ampiamente insufficiente domenica.

Cade anche la striscia dei turnover, che Miami portava avanti da 26 partite consecutive, poiché nessuno riesce a interrompere l’attacco Bucs. Dati positivi in difesa sono gli 8 tackles di Jerome Baker – in giornata piuttosto no – e il primo sack in solitaria della matricola Jaelan Phillips. Si tratta di magrissime consolazioni.

Il calendario ci dà ora una mano, mettendoci di fronte Jacksonville e Houston, due franchigie che hanno i loro bei problemi in due settimane consecutive. A questo punto, però, Miami non è migliore di queste due. Tornerà Tua Tagovailoa – con ogni probabilità – già dal pomeriggio londinese di domenica prossima e Myles Gaskin sta crescendo molto, diventando un’arma importante nell’attacco pinnato che, comunque, gira ancora a ritmi bassissimi. La linea d’attacco è stata ancora ruotata contro Tampa e ha mostrato margini di miglioramento. Will Fuller resta indisponibile per la prossima sfida ma dovrebbe rientrare Parker.  Non sono molti i buoni elementi da portar via dalla baia ma qualcosa su cui costruire c’è; le partite di metà ottobre sono fondamentali: vincere con Jaguars e Texans ci riporterebbe 3-4, ancora in una posizione per giocarci qualcosa in stagione; perderle entrambe o anche solo una vorrebbe dire, con ogni probabilità, dover già pensare all’anno prossimo e, ritengo, affrontare a qualche licenziamento.

La situazione è grava ma forse non troppo seria come diceva qualcuno; la NFL è una lega davvero molto semplice: vinci e tutto va bene, perdi e tutto va male, proprio questo è il grande fascino di questo torneo.

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