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Sunday Night Review: Road Warriors are back???

In occasione del primo Sunday Night casalingo i New York Giants hanno inaugurato la nuova “Ring of Honor” con l’inserimento degli eroi del Superbowl dell’86. Quale miglior modo di onorare Campione del calibro di Lawrence Taylor e Harry Carson se non giocare una “partita difensiva perfetta”? Come ogni bravo coach sa, l’attacco vende i biglietti […]


Gerris Wilkinson (58) e Chase Blackburn festeggiano la gran prova della difesa dei NY Giants (AP Photo/Bill Kostroun)

In occasione del primo Sunday Night casalingo i New York Giants hanno inaugurato la nuova “Ring of Honor” con l’inserimento degli eroi del Superbowl dell’86.

Quale miglior modo di onorare Campione del calibro di Lawrence Taylor e Harry Carson se non giocare una “partita difensiva perfetta”?

Come ogni bravo coach sa, l’attacco vende i biglietti ma a vincere le partite è la difesa. Ne sanno qualcosa Lowie Smith e i Chicago Bears che ieri sera al Meadowlands stadium di New York sono stati letteralmente asfaltati dalla difesa dei New York Giants.

10 sack, 2 intercetti, 3 fumble forzati, 110 td di total offense concessi, solo 6 first down e nessuna conversione di terzo down su 13 tentativi: numeri mostruosi!

Una prestazione sontuosa quella dei ragazzi di coach Fewell, che riporta alla mente, e forse supera, quella del Superbowl XLII vinto contro gli strafavoriti e imbattuti New England Patriots nel 2007.

E’ divertente vedere la nostra difesa giocare così, ad ogni sack lo stadio si infiammava sempre più!”. Questo il commento di Eli Manning che nonostante una prestazione abbastanza sottotono (18/30 195 yd 0 TD 0 INT e 2 Fumble lost) porta a casa una comoda vittoria.

Decisamente meno divertito Jay Cutler (8/11 42 yd 0 td 1 INT). La sua notte da incubo è finita in infermeria con un trauma cranico dopo esser stato sackato ben nove volte, nel solo primo tempo. Stessa sorte per il suo backup Todd Collins, che a 4 minuti dalla fine della partita è uscito stordito per un colpo del LB Michael Boley. A quel punto Lovie Smith manda in campo il suo terzo QB, Caleb Hanie e Justin Tuck, per non far torto a nessuno, gli fa assaggiare il fondo del Meadowlands stadium col suo terzo sack personale, il decimo della serata.

Il polso dell’inferno passato dall’attacco dai Bears lo danno le statistiche del primo tempo: zero punti, 22 yd, solo due primi down chiusi, nove sack subiti e due turnovers. Breve e conciso il commento di Lovie Smith: “Quando subisci una tale pressione è difficile riuscire a far qualsiasi cosa.”

Justin Tuck e O. Umenyiora chiuderanno la serata con numeri sbalorditivi: 7 tackle 3 sack e 1 FF il primo, 3 tackle, un assist 3 sack e 2 FF il secondo.

La grandezza della prestazione dei “Road Warriors” offusca l’ottima serata del RB Bradshow che si merita il titolo di MVP dell’attacco correndo 129 yd in 23 portate e un TD, contro i “Monster of the Midway” capitanati da Lance Briggs, Brian Urlacher e il neo Bears Julius Pepper. Belle prestazioni anche di Brandon Jacobs (62 yd e 1 Td) e del WR Nicks (8 ricezioni per 110yd).

Chicago perde l’imbattibilità, lasciando i Kansas City Chief come unica squadra imbattuta dell’intera lega, ma non escono certo ridimensionati. Discorso inverso, invece, per i Giants che dopo le incostanti prestazioni di inizio stagione mostrano che quando la loro difesa gira possono battere chiunque.

“Gimli”

Foto:  (AP Photo/Bill Kostroun)


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