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Dante Moore, commozione cerebrale: cosa sappiamo delle condizioni del QB di Oregon

Dante Moore ha subito una commozione cerebrale contro USC: esami negativi, nessuna data di rientro. Il bye di Oregon gli dà tempo prima di UCLA il 10 ottobre.

Dante Moore colpito durante Oregon vs USC NCAA 2025 week 4

Le immagini dal Coliseum avevano fatto temere il peggio: Dante Moore immobile sul terreno, poi il collare, la barella e l’ambulanza. Quarantotto ore dopo il quadro è decisamente più rassicurante. Il quarterback di Oregon ha subito una commozione cerebrale, ma TAC e risonanza magnetica non hanno evidenziato altre lesioni. Non c’è ancora una data per il rientro, ma la stagione di Moore non è in discussione.

Il colpo

Secondo quarto della sfida contro USC, con Oregon sotto 7-3. Moore aveva iniziato bene: 8 passaggi completi su 10 per 77 yards, più 10 yards di corsa. Su un’azione disegnata come passaggio esce dalla tasca, guadagna 11 yards fino alla linea delle 12 avversaria e inizia la scivolata. Il linebacker Desman Stephens II lo colpisce con la spalla tra testa e petto mentre sta già andando a terra. Il casco di Moore scatta all’indietro e sbatte sul terreno, e le sue mani si sollevano in un movimento che sembra involontario.

Lo staff medico lo assiste in campo per circa 15 minuti. Poi Moore viene immobilizzato e portato in ambulanza al Los Angeles General Medical Center. Già in serata un portavoce di Oregon riferisce che il quarterback muove tutti gli arti, e a fine partita Lanning conferma che Moore è in grado di muoversi.

La diagnosi

La prima notizia sulla diagnosi è arrivata domenica mattina da Matt Zenitz e Chris Hummer di CBS Sports. La conferma ufficiale è arrivata in serata con un comunicato di Dan Lanning: commozione cerebrale, esami negativi, nessun’altra lesione. Il coach ha aggiunto che ogni commozione è diversa e che Oregon procederà con la massima prudenza, guardando alla salute di Moore e al suo futuro.

Moore è entrato nel protocollo per le commozioni. Il rientro avviene per fasi: prima il riposo e la scomparsa dei sintomi, poi un carico di lavoro progressivo, allenamenti senza contatto e infine il contatto pieno. Per passare da una fase all’altra non devono ricomparire sintomi, e solo alla fine arriva il via libera medico. Per questo i tempi cambiano molto da un giocatore all’altro, e nessuno a Eugene si sbilancia.

Il bye arriva al momento giusto

Il calendario aiuta. Oregon è ferma questa settimana per il bye e tornerà in campo sabato 10 ottobre contro UCLA. Moore ha quindi quasi due settimane prima della prossima partita. La sua presenza contro i Bruins resta in dubbio, ma la pausa toglie alla squadra qualsiasi fretta. Per Moore sarebbe anche una sfida particolare: la sua carriera universitaria era iniziata proprio a UCLA.

Da UCLA all’Heisman

Moore era arrivato a UCLA come uno dei quarterback più quotati del suo anno di reclutamento. Dopo una stagione da freshman con alti e bassi si è trasferito a Oregon, dove ha passato un anno a imparare prima di prendersi il posto da titolare. Nel 2025 è esploso: quasi il 73% di passaggi completati, 3.280 yards, 28 touchdown e 9 intercetti, trascinando i Ducks fino alla semifinale del College Football Playoff. Lì Oregon ha perso 56-22 contro Indiana, che poi ha vinto il titolo, e quella sera Moore ha disputato una delle sue partite peggiori.

Dopo la stagione Moore aveva davanti una scelta enorme. Le proiezioni lo davano tra le prime scelte del Draft NFL 2026, forse addirittura tra le prime due. Ha deciso di restare a Eugene per un ultimo anno ed è partito tra i favoriti per l’Heisman Trophy. Nelle quattro partite di questa stagione ha lanciato per 926 yards e 9 touchdown.

Cosa si gioca Moore

È qui che la prudenza di Oregon diventa decisiva. Moore ha rinunciato a un contratto da prima scelta per giocare un’altra stagione al college: ogni decisione sul suo rientro pesa anche sul suo futuro da professionista. Le squadre NFL guarderanno con attenzione a come gestirà questa commozione, a quanto tempo servirà e se ci saranno ricadute. Anche la corsa all’Heisman dipende dai tempi di recupero, ma in questo momento è l’ultima delle priorità.

C’è poi un aspetto tecnico. Lunedì, ospite di Wake Up Barstool, Lanning ha ribadito che il colpo di Stephens era sporco. Ha però ammesso che Moore avrebbe potuto iniziare la scivolata prima. Per un quarterback che usa spesso le gambe, proteggersi meglio sulle corse sarà uno dei temi del suo ritorno.

Oregon, intanto, aspetta

I Ducks, ora 3-1 e 1-0 nella Big Ten, hanno una rete di sicurezza affidabile. Dylan Raiola, arrivato da Nebraska proprio per fare da vice a Moore, ha chiuso la partita con 19 passaggi completi su 25, 289 yards e 2 touchdown. Dopo il suo primo touchdown ha alzato la mano con il numero 5 di Moore, come Evan Stewart. USC ha sospeso Stephens per la partita contro Washington e il linebacker si è scusato per aver esultato mentre Moore veniva soccorso.

Il messaggio arrivato da Eugene in questi giorni è chiaro: Oregon può vincere anche senza Moore, ma vuole riaverlo al massimo, non in fretta. Il prossimo aggiornamento importante arriverà quando il quarterback tornerà ad allenarsi con la squadra.