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College football Week 8: UCF abbatte BYU, Texas si salva all’ultimo snap e Cincinnati fa cadere Texas Tech

Recap della Week 8 NCAA: UCF batte BYU dopo due overtime, Texas resiste a Ole Miss, Cincinnati ferma Texas Tech. Restano solo tre imbattute.

Josh Derry UCF vs BYU NCAAF 2026
Josh Derry UCF vs BYU NCAAF 2026

Sono soltanto tre le squadre FBS ancora imbattute dopo la Week 8: Miami, UCLA e Utah. Non succedeva dal 1977 che il college football arrivasse al 24 ottobre con così poche squadre senza sconfitte. Sabato sono cadute sette squadre del ranking AP, cinque delle quali contro avversari non classificati, e per la terza settimana consecutiva una delle prime due del poll ha perso contro un’avversaria fuori dalla Top 25. L’ultima volta era successo nel 2007.

Le sconfitte di BYU e Texas Tech hanno colpito soprattutto la Big 12, che fino a sabato mattina sognava tre squadre al College Football Playoff. In SEC invece Texas si è rimessa in corsa battendo Ole Miss in una partita che ha saputo costruire e distruggere in pochi attimi.

UCF-BYU 39-31 (2OT): il quarterback di riserva firma la notte più grande dei Knights

Sette giorni dopo aver battuto Notre Dame, BYU è volata a Orlando da numero 2 del paese ed è tornata a casa con la prima sconfitta della stagione. UCF ha vinto 39-31 dopo due overtime e si è presa il primo scalpo di una Top 5 AP della sua storia, con il pubblico che ha invaso il campo al fischio finale.

L’uomo della partita è stato Keyone Jenkins, quarterback di riserva dei Knights: 293 yards su passaggio, 35 su corsa e quattro touchdown complessivi. BYU ha concesso 463 yards di total offense, mentre il suo quarterback Bear Bachmeier ha lanciato tre touchdown ma ha completato solo metà dei passaggi.

Il finale di regulation è stato un concentrato di caos. Sul 24-24, a pochi secondi dalla fine, BYU sembrava aver forzato un fumble di Jenkins, ma il replay ha trasformato la giocata in un passaggio incompleto e ha aggiunto un fallo per condotta antisportiva al captain dei Cougars Keanu Tanuvasa. Il calcio della vittoria è stato bloccato dalla safety All-American Faletau Satuala; il kicker di UCF ha recuperato il pallone, ma ha perso il casco nel placcaggio e la conseguente sottrazione di 10 secondi ha chiuso i tempi regolamentari, impedendo a Scott Frost di tentare un secondo calcio.

Dopo un primo overtime chiuso in parità, nel secondo UCF si era fermata sul field goal. Una penalità per roughing the kicker, molto discussa, ha però regalato ai Knights un 1° & goal dalle 4 yards: Jenkins ha trovato in endzone il tight end Brousseau e poi Tyren Hornes, 137 yards in ricezione nella serata, per la conversione da due punti. BYU ha risposto arrivando a un 2° & goal dalle 4, ma tre passaggi incompleti di Bachmeier hanno chiuso la partita.

I Cougars scendono a 3-1 in Big 12 e hanno ancora in calendario lo scontro diretto con Utah. Il margine per arrivare al titolo di conference si è ridotto, ma la vittoria su Notre Dame resta il miglior biglietto da visita tra le squadre con una sconfitta.

Texas-Ole Miss 34-27: i Longhorns sprecano 21 punti e si salvano all’ultimo snap

Arrivata alla partita dopo due sconfitte consecutive con Oklahoma e Florida, Texas aveva addosso tutta la pressione della stagione. Nei giorni precedenti il direttore atletico Chris Del Conte aveva difeso pubblicamente Steve Sarkisian e Arch Manning con una frase destinata a restare:

«Roma non sta bruciando»

Per un tempo Texas gli ha dato ragione. I Longhorns sono andati all’intervallo sul 24-3, con un touchdown su corsa di Manning e la difesa che ha intercettato due volte Trinidad Chambliss, la seconda su un 4° & goal dalle 2 yards a fine primo tempo. Al rientro però la partita si è ribaltata: Manning ha perso palla sotto la pressione di Blake Purchase, Kam Franklin l’ha recuperata in endzone e Chambliss ha poi trovato due volte Horatio Fields. Ole Miss ha segnato 21 punti di fila e ha pareggiato a inizio quarto periodo.

Texas ha ritrovato la strada con il gioco di corsa, finalmente al centro del piano partita. Raleek Brown ha chiuso con 157 yards su 23 portate: una sua corsa da 47 yards ha avviato il drive del 31-24, firmato dal secondo touchdown su corsa di Manning, e un’altra da 28 yards su un 2° & 10 ha apparecchiato il field goal del 34-24. Senza Hollywood Smothers, i running back dei Longhorns hanno superato le 200 yards complessive.

Il finale ha avuto un difetto di autolesionismo tutto texano. Ole Miss ha accorciato con un field goal a 1:22 dalla fine e ha recuperato l’onside kick, arrivando fino alle 24 yards avversarie con sei secondi da giocare. Dopo un incompleto e una penalità per illegal shift, l’ultimo lancio di Chambliss verso la endzone è finito tra le mani di Jelani McDonald.

Manning ha chiuso con un touchdown su passaggio, due su corsa, due intercetti e un fumble perso. Chambliss ha lanciato per 250 yards con due touchdown e tre intercetti, il massimo della sua carriera a Oxford. Texas sale a 5-2 e ha ora vittorie su Ohio State, Tennessee e Ole Miss: è la candidata principale al ruolo di miglior squadra con due sconfitte. Ole Miss scende a 5-2 (3-2 in SEC).

Cincinnati-Texas Tech 37-24: il vuoto lasciato da Sorsby

Cincinnati aveva cerchiato questa partita sul calendario fin dall’estate. Brendan Sorsby, quarterback dei Bearcats per due stagioni, si era trasferito a Texas Tech dopo una causa per un presunto buyout non pagato, ed è stato poi costretto a farsi da parte per un’indagine sulle scommesse. Sabato i Red Raiders hanno scoperto quanto pesa la sua assenza.

Il secondo quarto ha deciso tutto. Cincinnati ha piazzato un parziale di 21-0 ed è andata all’intervallo sul 24-6, sfruttando un fumble e un intercetto di Will Hammond: il secondo, un lancio a campanile a fine tempo raccolto dalla safety MJ Cannon, ha portato al touchdown che ha chiuso il primo tempo. Hammond ha lanciato per 227 yards su 37 tentativi, ma più della metà sono arrivate nel quarto periodo, a partita già chiusa, e Texas Tech non ha segnato touchdown nelle prime tre visite in red zone.

Dall’altra parte i Bearcats hanno imposto la loro legge sulle corse, con 257 yards complessive e il career high di Cole Tabb, 173 yards. Per una difesa che la scorsa stagione era la migliore della Big 12 contro le corse è un campanello d’allarme. Texas Tech scende a 6-1 e affronta subito Arizona, poi la trasferta a Oklahoma State: il posto da quarterback è la questione da risolvere prima di tutto il resto.

Le altre partite della Week 8

Le imbattute

Miami ha battuto Pittsburgh 52-23 alla prima da numero 1 dal 2002. Darian Mensah ha lanciato per 387 yards e quattro touchdown, ma la scena se l’è presa Malachi Toney, in formato Heisman con 16 ricezioni (record di Miami), 194 yards e tre touchdown. UCLA ha superato Michigan State 28-10 dopo un primo tempo complicato da due fumble ed è 7-0 per la prima volta dal 2005. Utah ha battuto Houston 21-13 in una partita ferma sul 3-0 all’intervallo, decisa da un fumble recuperato e da uno stop su quarto down nel finale.

Chi ha rischiato

Indiana ha vinto 13-6 all’overtime a Michigan in una partita senza touchdown nei tempi regolamentari. Alabama ha battuto Texas A&M 31-20 con un parziale di 14-0 nel quarto periodo e 311 yards con tre touchdown di Keelon Russell. LSU ha passato 38-17 sul campo di Auburn, reduce dalla vittoria su Georgia, e ha ottenuto la prima vittoria in trasferta della stagione.

Le altre sorprese

South Carolina ha battuto Tennessee 27-24 con un field goal sulla sirena, trascinata da LaNorris Sellers (210 yards su passaggio, 96 su corsa, tre touchdown). Con lo stesso copione Minnesota ha superato Iowa 13-10. Wisconsin ha travolto USC 24-7, tenendo i Trojans a -17 yards su corsa: per Lincoln Riley è la peggiore prestazione offensiva della carriera. Illinois ha battuto 21-10 Oregon, che era numero 2 nel preseason ed è ora 4-3.

Kansas ha battuto Baylor 25-24 bloccando un field goal da 45 yards nel finale e ha interrotto una serie di 14 sconfitte consecutive contro i Bears, una delusione che mette in bilico la panchina di Dave Aranda. A Raleigh invece la decisione è già arrivata: NC State ha esonerato Dave Doeren dopo 14 stagioni, in seguito alla sconfitta con Stanford.

Cosa aspettarsi dal nuovo AP Poll

Miami resterà al primo posto, mentre Ohio State, Notre Dame e Georgia, ferme per il turno di riposo, dovrebbero salire di una posizione. Texas è pronta a rientrare nella Top 10, Wisconsin e Oklahoma State a tornare nel ranking, mentre Iowa e USC rischiano di uscirne. La Week 9 offre subito Ohio State a Los Angeles contro USC, Georgia-Florida e Arizona sul campo di Texas Tech: in una stagione che non fa prigionieri, nessuna delle prime della classe può permettersi di rilassarsi.