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NFC East: RGIII torna e vince, New York quasi fuori

Redskins e Cowboys che si giocheranno la NFC East nell’ultima decisiva partita di regular season. New York Giants praticamente fuori dai playoff.

Robert Griffin III, quarterback dei Washington Redskins

Redskins e Cowboys che si giocheranno la NFC East nell’ultima decisiva partita di regular season. New York Giants praticamente fuori dai playoff. Sono questi i verdetti scaturiti dalle tre partite di domenica sera delle squadre della division più combattuta della National Football League, anche se, vale la pena dirlo, ancora niente è detto e i risultati del week 17 potrebbero cambiare ulteriormente, e per l’ultima volta, il quadro della postseason.

“There we go again, another heartbreak”. Queste parole sono state probabilmente pronunciate da più di un tifoso dei Dallas Cowboys, dopo aver visto Garrett Hartley trasformare il field goal dalle 20 yard, che ha decretato la sconfitta in overtime del team di proprietà di Jerry Jones, in casa contro i New Orleans Saints ormai fuori dal quadro playoff. Ennesima partita che i Cowboys avrebbero potuto vincere, ennesima partita che alla fine non sono riusciti a portare a casa, nonostante la spettacolare rimonta che li aveva portati a recuperare 14 punti di svantaggio negli ultimi tre minuti e mezzo di partita, e nonostante un immenso Dez Bryant che, nonostante i grossi problemi alla mano, è stato una vera spina nel fianco per la difesa di NOLA.
Alla fine, però, come già detto, l’hanno spuntata i Saints, anche, volendo,in maniera abbastanza rocambolesca, con il fumble causato da Morris Claiborne a Marcus Colston, la palla che rotola per 20 yard e viene recuperata dall’attacco sulle due yard di Dallas, mettendo i Saints in ottima posizione per calciare il field goal della vittoria.

La delusione della sconfitta viene alleviata poche ore dopo dai New York Giants, che fanno peggio, molto peggio dei Cowboys, rimettendo questi ultimi in pieno controllo del proprio destino in vista della postseason. Per la seconda partita consecutiva, i G-Men entrano in campo con la mentalità sbagliata, e fanno una miriade di errori, sia tecnici che psicologici. A Baltimore, vengono stracciati dai Ravens, 33-14, nell’ennesima brutta prova della difesa. Joe Flacco viene lasciato praticamente sempre libero di lanciare con tutto il tempo del mondo, e la secondaria si trova in pesantissima difficoltà. Un nome su tutti, Corey Webster, autore di una delle peggiori prestazioni di un cornerback da anni a questa parte: Flacco è andato costantemente a tirare sull’uomo coperto da Webster, riuscendo altrettanto costantemente a completare i passaggi o ottenere una pass interference.
E altrettanto male è andato l’attacco: zero protezione da parte dell’O-Line, e un solo drive buono da parte di Manning e company (prima dell’ultimo periodo, che era ormai assoluto garbage time), concluso con il td su corsa di David Wilson per il momentaneo 7-14.

L’unica delle tre squadre che fino a sabato erano ferme sull’8-6 ad uscire con una vittoria sono quindi i Washington Redskins di un ritrovato Robert Griffin III dopo l’assenza di settimana scorsa che aveva costretto Kirk Cousins a prendere il suo posto nel backfield (peraltro giocando un’ottima partita, e trascinando i Redskins alla vittoria). Sono sei le partite consecutive vinte dalla squadra della capitale. L’ultima vittima sacrificale in ordine di tempo sono i Philadelphia Eagles, vera delusione dell’anno.
La squadra della città dell’amore fraterno, in realtà, se l’è ampiamente giocata, ha messo a segno 20 punti ed ha rischiato di pareggiare nell’ultimo minuto. Ma negli ultimi secondi, quando ormai mancavano 5 yard all’overtime, un brutto lancio di Foles (per la verità anche giocato male dal TE Evan Moore) e, sulla giocata seguente, la perfetta copertura della difesa di Washington che ha causato l’illegal forward pass (fuori dalla tasca, il passaggio non ha raggiunto la linea di scrimmage) del QB subentrato nella depth chart a Michael Vick, alla fine hanno spento le velleità di Philadelphia.

Cerchiamo quindi di districarci negli scenari che si potranno verificare domenica prossima, partendo innanzitutto dalla classifica, che vede i Redskins con una partita di vantaggio su Cowboys e Giants.
New York gioca contro gli Eagles in casa la sua ultima partita, mentre, come già detto, lo scontro Redskins-Cowboys deciderà la vincente della NFC East.

Un posto ai playoff, quindi, va alla vincente di questo ultimo match. Per la wildcard, invece, la situazione è più complicata. Se domenica dovessero vincere i Cowboys, i Giants sarebbero aritmeticamente fuori dai playoff, ma i Redskins avrebbero ancora speranze, legate alle simultanee sconfitte di Vikings e Bears.
Se invece fosse Washington a vincere, Dallas non avrebbe modo di ripiegare sulla wildcard, trovandosi a una partita di distanza da Minnesota e Chicago, e sarebbe quindi eliminata.
Si devono aggrappare praticamente a un miracolo, invece, i New York Giants. Essi devono vincere contro Philadelphia (e, per come stanno giocando già questo sembra improbabile) e sperare nelle tre contestuali sconfitte di Minnesota, Chicago (rispettivamente contro Green Bay e Detroit) e Dallas. Sembra proprio, insomma, che i campioni in carica del Super Bowl non avranno occasione di difendere il loro titolo a gennaio e febbraio.


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