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College football, Week 7: il sabato più folle della storia. Cadono Georgia, Notre Dame, Indiana, Alabama e Texas

Auburn batte Georgia, BYU supera Notre Dame, Ohio State espugna Indiana: il recap del sabato di college football che ha riscritto la storia del ranking AP.

Alex McPherson degli Auburn-Tigers dopo il field goal vittoria sui Georgia Bulldogs
Alex McPherson degli Auburn-Tigers dopo il field goal vittoria sui Georgia Bulldogs (Credit: Dale Zanine/Imagn Images)

Il college football non aveva mai vissuto un sabato così. Nella Week 7 sono cadute nello stesso giorno cinque delle prime sette squadre del ranking AP: Georgia, Notre Dame, Indiana, Alabama e Texas. In stagione regolare non era mai successo da quando l’Associated Press ha iniziato a stilare la classifica, nel 1936. Per trovare qualcosa di simile bisogna risalire al 2 gennaio 1989, quando persero cinque delle prime otto. Per la prima volta dal 2012, inoltre, la numero 1 e la numero 2 sono state battute lo stesso giorno in stagione regolare.

Il risultato è un ranking stravolto. Miami, l’unica big che ha evitato il naufragio, sale al numero 1 nonostante una partita tutt’altro che brillante, mentre BYU vola dall’ottavo al secondo posto. Ecco le tre partite che hanno deciso la giornata e tutto il resto del sabato.

Auburn-Georgia 27-24: lo scalpo della numero 1

Georgia arrivava ad Athens dopo la vittoria emotiva sul campo di Alabama, e ha pagato il conto. I Bulldogs sono partiti forte, avanti 14-0, poi si sono spenti. Auburn ha piazzato un parziale di 24 punti consecutivi e ha aperto il secondo tempo con un drive di 76 yards in nove giochi, sei dei quali su corsa, chiuso da Byrum Brown in endzone. Il quarterback dei Tigers ha chiuso con 115 yards su corsa, Jeremiah Cobb ne ha aggiunte 61, e la squadra di Alex Golesh ha battuto Georgia con le sue stesse armi, quelle della linea di scrimmage.

Gunner Stockton ha costruito e distrutto in pochi attimi. Dopo due intercetti, ha guidato la rimonta con una corsa da 20 yards e il passaggio da 4 yards per London Humphreys che è valso il 24-24 a 2:58 dalla fine. Sul 3° & 11 dalle proprie 29 yards, a 1:16 dal termine, Auburn ha sbagliato lo snap ed è stata costretta al punt. Georgia aveva in mano la palla della vittoria, ma Stockton ha perso un fumble vicino a metà campo a 58 secondi dalla fine. Un fallo per roughing the passer su Brown, il terzo personal foul di Georgia sul quarterback avversario, ha avvicinato i Tigers ai pali. Alex McPherson ha chiuso i conti con un field goal da 34 yards a tempo scaduto.

Sono tanti i numeri che danno la dimensione dell’impresa. Auburn non vinceva ad Athens dal 2005 e non batteva in trasferta la numero 1 del paese dal 1994. Georgia aveva vinto 54 partite di fila contro avversari non classificati e nove consecutive nella rivalità, e Kirby Smart da numero 1 aveva un record di 41-4. Auburn ha vinto senza Xavier Atkins, il suo miglior difensore, sospeso per la partita. A fine gara un Golesh in lacrime ha parlato al suo pubblico:

«Riporteremo Auburn dove tutti la vogliono vedere. Una partita alla volta. Restate con noi»

Indiana-Ohio State 15-19: decide un piede fuori

La rivincita della finale Big Ten 2025 è stata una battaglia di difese, come un anno fa. Ohio State ha messo fine alla striscia di 22 vittorie consecutive di Indiana, che non perdeva dai playoff della stagione 2024 e che sotto Curt Cignetti era imbattuta in casa, 19-0 al Memorial Stadium prima di sabato.

La giocata della partita porta la firma di Jeremiah Smith. Inizio di quarto periodo, Buckeyes avanti 13-7, 4° & 1 dalle 38 yards di Indiana. Ryan Day ha scelto di andare per il primo down invece di tentare un field goal lungo, e Julian Sayin ha lanciato un pallone alto verso la endzone. Smith è salito sopra due difensori e ha firmato la ricezione da touchdown. È il 39° touchdown in carriera del ricevitore, che aggancia Braylon Edwards in cima alla classifica di sempre della Big Ten. Indiana ha risposto subito con la ricezione da 21 yards di Nick Marsh e la conversione da due punti, per il 19-15.

I Hoosiers, di solito una squadra che non regala nulla, hanno mostrato un insolito difetto di autolesionismo. Davion Chandler ha perso il primo fumble di Indiana dopo 1.437 snap, la striscia più lunga della FBS, poi è arrivato un secondo pallone perso da Josh Hoover. Nico Radicic ha colpito il palo da 32 yards e ha tirato corto da 55. Sull’ultimo drive Marsh ha ricevuto in endzone, su un quarto down, quello che sembrava il touchdown della vittoria, ma il piede sinistro è finito oltre la sideline. Hoover ha chiuso con 296 yards e un touchdown, completando metà dei suoi 34 passaggi, e Charlie Becker ha sommato 165 yards su ricezione. Il gioco di corsa di Indiana si è fermato a 2,5 yards di media.

Per Ohio State la vittoria ha un prezzo alto. Sayin, autore di una prova incerta (15/29, 235 yards, due touchdown e due intercetti, entrambi presi dalla safety Amare Ferrell), è uscito nel quarto periodo dopo un colpo del defensive lineman Mario Landino ed è tornato in panchina con il braccio al collo. Secondo CBS Sports resterà fuori diverse settimane. Alle sue spalle ci sono il freshman Luke Fahey, entrato sabato, e il sophomore Tavien St. Clair. La settimana di bye arriva al momento giusto, prima delle sfide con USC e Oregon.

BYU-Notre Dame 28-24: Bachmeier in formato Heisman

A Provo è andata in scena la partita più discussa della notte. Notre Dame si è presentata da imbattuta, 6-0, e ha perso dopo meno di tre minuti la stella della linea difensiva Boubacar Traore, espulso per targeting su Bear Bachmeier. BYU ha trasformato la penalità in un drive da 75 yards chiuso dalla corsa da 5 yards del suo quarterback.

Bachmeier ha messo la firma su tutti e quattro i touchdown dei Cougars, che giocavano ancora senza il running back LJ Martin. BYU è salita sul 21-10, poi Notre Dame ha piazzato un parziale di 14 punti e, con la conversione da due di Walton, è passata avanti 24-21 a 9:31 dalla fine. L’intercetto di Jayden Sanders su Bachmeier poteva chiudere la partita, ma l’attacco degli Irish non ne ha approfittato. Il quarterback di BYU ha guidato un ultimo drive e a 1:47 dalla fine ha trovato Walker Lyons per il touchdown del sorpasso.

Il finale ha acceso le polemiche. Notre Dame è arrivata alle 7 yards di BYU con quattro secondi da giocare e nessun timeout. CJ Carr (261 yards) è uscito verso destra sotto un blitz totale e ha cercato Jaden Greathouse (125 yards su ricezione), ma il pallone è finito a terra senza bandierine per interferenza. Nemmeno il cronometro è stato rivisto, e la Big 12 ha poi ammesso l’errore: agli Irish spettava un altro gioco. Il risultato però resta, e premia una BYU che sul piano fisico ha dominato buona parte della serata. Bachmeier, a cui Notre Dame aveva offerto una borsa di studio ai tempi del liceo, ha spiegato a fine gara di aver giocato con il dente avvelenato, dicendo che gli Irish avevano mancato di rispetto a lui e alla sua famiglia.

Per BYU è una rivincita anche sul piano istituzionale: a dicembre le due squadre erano destinate al Pop-Tarts Bowl, prima del ritiro di Notre Dame. I Cougars ora sono 6-0 e secondi nel ranking AP, mentre gli Irish scendono al numero 4 e osservano la settimana di riposo.

Le altre partite del sabato

Tennessee travolge Alabama, Texas affonda ancora

La SEC si conferma la conference delle insidie, tanto che non ha più squadre imbattute. Tennessee ha battuto Alabama 26-10 a Knoxville, terza vittoria consecutiva in casa contro i Crimson Tide. La difesa di Jim Knowles ha messo a segno cinque sack e quattro palle perse, Alabama ha chiuso con 201 yards totali e un 2 su 13 sui terzi down, mentre DeSean Bishop ha corso per 159 yards. Texas, numero 1 fino a due settimane fa, ha perso in casa 27-24 contro Florida dopo essere stata avanti 17-3. Il quarterback dei Gators Tramell Jones, alla prima partenza da titolare, ha chiuso il match con una corsa da 9 yards su 3° & 7, dopo lo strip sack di Myles Graham su Arch Manning. Steve Sarkisian ha annunciato che tutto verrà rivalutato in vista di Ole Miss, e anche il ruolo di Manning è in discussione.

Miami si salva al secondo overtime

I Hurricanes hanno battuto Florida State 43-35 dopo due tempi supplementari, sotto la pioggia di Miami Gardens. Nel secondo overtime Malachi Toney (154 yards su ricezione) ha ricevuto il touchdown e lanciato la conversione da due. I Seminoles hanno risposto con un Hail Mary su 4° & 21, annullato per tenuta, e sul successivo 4° & 31 il pallone conteso con Duce Robinson è stato assegnato a Miami come intercetto.

Kentucky, la sorpresa che non si ferma

La squadra di Will Stein ha vinto 21-13 a Oklahoma, grazie a un 4-0 nelle palle perse e all’intercetto di Jordan Castell riportato in touchdown a 1:17 dalla fine. I Wildcats sono 6-1 e ora rientrano nel discorso playoff. Ole Miss, l’unica big della SEC rimasta in piedi, ha invece demolito Missouri 31-3, e LSU ha schiacciato Mississippi State 31-0 con quattro touchdown di Sam Leavitt.

Big 12, Big Ten e il resto

Texas Tech non fa prigionieri: 53-25 su Arizona State e record di 6-0. Houston ha battuto Oklahoma State 35-32 nello scontro diretto tra classificate, Utah ha sofferto ma ha vinto 27-24 a Colorado e West Virginia ha superato Cincinnati 45-42 in una partita da 87 punti. In Big Ten UCLA ha battuto Wisconsin 17-7 con il quarterback di riserva Ty Dieffenbach, Michigan ha piegato Penn State 21-18 dopo aver messo in panchina Bryce Underwood e Northwestern ha vinto 24-21 a Michigan State con un field goal a due secondi dalla fine.

L’eredità della Week 7

Due sono i verdetti più chiari. Il primo è che la SEC si sta mangiando da sola, il secondo è che la Big 12 esce dal sabato come la conference più rafforzata, con BYU e Texas Tech imbattute nella Top 10. Notre Dame, Georgia e Indiana restano in alto nel ranking, ma da oggi devono fare i conti con un margine d’errore molto più stretto. La corsa ai playoff è appena ricominciata, e il calendario promette altre trappole già dal prossimo sabato, con Texas-Ole Miss in cima alla lista.