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NFL 2017: Top & Worst della week 10

La rubrica Top & Worst di Raffaele Tortora ci da, con un po’ di ironia, un’immagine dei migliori e dei peggiori della decima giornata NFL 2017.

Marquise Goodwin San Francisco 49ers 2017

Best

Saints running game

Ad inizio stagione i Saints erano disegnati per vivere di millemila yard lanciate da Brees, millemila yard corse da Adrian Peterson e millemila yard subite da una difesa colabrodo. Ma il football americano è uno sport meraviglioso e imprevedibile… A metà stagione abbiamo i Saints senza Adrian Peterson, “spedito” al caldo dell’arizona, con un Brees che sta lanciando lo stretto indispensabile e con una difesa che neanche nei migliori sogni.
Domenica i Saints hanno distrutto i Bills producendo 298 yd di corsa ( 131 Ingram e 106 Kamara) e 6 TD (3 Ingram, 1 Kamara, 1 Edmunds, 1 Brees). Peterson Who???

Adrian Clayborne

Ok, Tyrone Smith è difficilissimo, se non impossibile, da sostituire. Ok, quest’anno a Dallas girano tutte storte (nel senso che il sistema giuridico ha finito le ferie). Ok, la difesa di Atlanta, almeno l’anno scorso, fa molta pressione con la DL (Beasley l’anno scorso è stato sack leader NFL con 14.5 sacks). Ok tutto ma 6 sack nella stessa partita è roba da extraterresti. Extraterresti come il grande Derrick Thomas, l’unico uomo ad averne registrato 7, Fread Dean dei grandi 49ers degli anni 80 o Osi Umenyora leader della DL Giants che battè 2 volte Brady al Superbowl. Da domenica in questo ristrettissimo club c’è anche Adrian Clayborn. Prima della partita contro i Cowboys, Clayborn ne aveva registrato “solo” 2. Quseta prestazione, oltre alla gloria eterna, gli frutterà la bellezza di 750.000$. A tanto ammonta infatti il bonus per il raggiungimento in stagione di 8 sack e non finisce qui: se raggiunge quota 10 il bonus cresce di ulteriori 500.000$. Si prospetta un felicissimo natale in casa Clayborn.

Marquise Goodwin

Adoro scherzare e ironizzare sul mondo NFL in questa rubrica. Mi diverto a metterci un po’ di ironia e scherzare sul circo della NFL. “Panem et Circenses” diceva Giovenale. Ma ci sono momenti in cui non ti va di scherzare. Momenti in cui ti vien solo voglia di alzarti e applaudire.
Questo ho provato quando ho visto Marquise Goodwin, WR dei 49ers varcare la endzone dopo una ricezione da oltre 80yd. Quel bacio lanciato al cielo sulle 7 yd e la palla abbracciata e baciata non erano una delle mille esultanze che si vedono ogni domenica sui campi NFL. Anche la “discrezione” e la “delicatezza” con cui i compagni di squadra gli hanno “lasciato vivere” questo momento non è quello di ogni domenica. Marquise e la compagna in settimana avevano subito il più terribile dei dolori: Marquise Jr, il primo figlio della coppia, era venuto al mondo troppo presto. Marquise aveva salutato per l’ultima volta suo figlio da poche ore quando un po’ a sorpresa si è presentato all’hotel per fare il suo dovere e scendere in campo contro i Giants. È stata sua moglie Morgan a convincerlo e proprio come nelle favole Marquise ha avuto l’occasione di fare la grande giocata che la memoria di suo figlio meritava. Coraggio Marquise, da oggi hai un tifoso in più.

Worst

John l’avido

brutta cosa l’avarizia caro John… Sul punteggio di 10-3 per i Packers, Trubisky sta conducendo un ottimo drive; dalle 40 di Green Bay circa gioca un’ottima screen per Cunningham, che legge alla perfezione i blocchi e si invola verso la end zone, si tuffa verso il piloncino nel tentativo di chiudere il gioco ma l’arbitro dice che non è TD: primo e goal sulle 1 yard. Ma qui inizia il dramma…
John Fox, “avidissimo” head coach dei Chicago Bears, chiama il challenge: per lui è TD e chiede agli arbitri di rivedere l’azione. Probabilmente non sapremo mai chi h deciso di lanciare il red flag se lui o qualcuno su nel boot. Di per sè il challenge è anche stato vinto, effettivamente il giocatore quando tocca il piloncino è ancora in gioco, peccato che pochi attimi prima che lo “sferoide prolato” (cit. Giovanni Ganci) tocchi il sostegno, Cunningham perda il pieno possesso. Il regolamento NFL prevede che una palla libera che tocca la endzone (il piloncino fa parte della endzone) dia vita ad un touchback. Primo e 10 per Green Bay dalle prorie 20 yard. Al momento “Worst Challenge Ever” per distacco.

Clock management, questo sconosciuto

Una delle cose più complesse per un coach è la gestione del cronometro. Se poi i giocatori in campo non collaborano, le cose si complicano notevolmente.
Packers@Bears: 4° e 1 a 17 secondi alla fine del quarto, 20 secondi alla fine del cronometro dei 40. le linee si schierano, il tempo corre, Hundley è sotto il centro, 5 secondi alla fine, il QB di Green Bay si volta verso il ref e chiama time out. Sicuro si dirige verso la sideline. Un po’ di questa sicurezza viene intaccata da Jordy Nelson che cerca di decapitarlo. La faccia di Rodgers in sideline quella restante. Perchè chiamare un Timeout per bloccare il tempo all fine del primo quarto? Mah…
Cambiamo partita, Browns@Lions. Kizer e i suoi sono sulla linea delle 2 yard dei Lions a15 secondi dalla fine del secondo quarto. Qb sneak ottimamente fermata dalla DL di Detroits, il tempo corre, Kizer cerca di rimettere il pallone in gioco in fretta ma è intrecciato in modo laocoontico a mezza DL, quando riesce a districarsi e a mettere giù la sua OL il tempo scade… La prossima volta che il vostro coach insiste per lavorare sul “2 minutes drills”, dategli retta.

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