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Saints esagerati: Eagles asfaltati 48-7

**DISCLAIMER** Non me ne vogliano i fan degli Eagles, ma ieri sera hanno giocato effettivamente male… ora vi diremo perché.

Saints sideline vs Eagles 2018

Ieri sera, i Saints si sono divertiti. Molti dei giocatori delle due fasi, erano come fossero tornati nel campetto vicino casa, o quando giocavano a flag football, con l’allenatore che era magari il genitore di uno di loro.

Ed effettivamente, le corse di Ingram (16 per 103 yards e 2 touchdown… per una volta meglio di Kamara) erano un segnale di come quella fase del gioco fosse il punto di forza della squadra. Il primo touchdown di Ingram, oltre che uno schema perfetto della linea d’attacco che smarca l’ex runningback di Alabama, lo porta quasi a passeggiare verso la linea di meta.

Drew Brees, fa vedere che i suoi prossimi 40 anni sono i nuovi 30: 363 yards lanciate (più del doppio di quelle di Carson Wentz), e si segnala soprattutto delle giocate in cui si pensa “si, adesso li prendiamo in giro”: a 4 minuti dalla fine del 1° quarto di gioco, Brees lancia verso la end zone, in una zona di campo totalmente dimenticata dalla difesa di Philadelphia. Risultato: non si sa bene chi tra Josh Hill (TE) e Taysom Hill (il quarterback di BYU, scartato misteriosamente da Green Bay, nella stagione dell’infortunio di Rodgers) dovesse prenderla. Si guardano, (forse) ridono sotto i caschi, e si capisce che per gli Eagles la partita si mette male.

Wentz colleziona delle statistiche che non sono quelle della stagione del Super Bowl: 3 intercetti e 3 sack subiti, in una partita in cui già a metà del 2° quarto mostrava tutta la sua frustrazione contro la panchina usando il casco.

Per la difesa dei Saints, Marshon Lattimore fa vedere perché è stato lui il rookie difensivo dell’anno, invece uno sciagurato lancio di Wentz porta al primo intercetto della partita, e fa vedere le idee – poche, oltre che confuse – che arrivano dall’attacco degli Eagles.

La partita è formalmente chiusa all’halftime. La seconda frazione della gara è puramente una formalità da parte di entrambe le squadre, oltre che a ribadire le gerarchie. Philadelphia non ha più scuse: deve vincere tutte le partite che ha da qui fino alla fine della stagione (e gli va bene perché ha di fronte a se il doppio confronto con Washington) per sperare in una combattutissima wild card: può mettere la stagione al sicuro se batte i Redskins, mentre anche solo una sconfitta significherebbe dire addio playoff.

New Orleans invece starà in poltrona (stasera) a guardarsi la sfida tra i Kansas City Chiefs e i LA Rams, in ottica Super Bowl: è probabile che la possibilità di rialzare il Lombardi trophy passi prima dai Rams, e successivamente da Kansas.


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