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Una domenica complicata

Dopo l’orribile partenza stagionale, domenica i Dolphins hanno un nuovo scoglio da affrontare, forse pure più massiccio: a Miami arrivano i Patriots

Bill Belichick e Tom Brady

Un pessimo inizio

Come abbiamo raccontato la scorsa settimana, la stagione 2019 dei Miami Dolphins non è esattamente nata sotto una buona stella, così, per usare un eufemismo. La squadra ha perso con ampio margine contro i Baltimore Ravens, sbagliando molto in ogni reparto.

Naturalmente, come ben sa chi segue il football NFL, la stagione è una maratona, ogni settimana può essere diametralmente opposta alla precedente e alla successiva, ogni match fa storia a sé. A volte però la differenza tra la forze in campo è decisa, netta, tanto che è molto difficile pensare che la sfida possa essere aperta. Purtroppo per chi tifa Miami, la partita di domenica ha tutte le carte in regola per essere una di queste occasioni, a sfavore dei Dolphins.

Un avversario che non ha bisogno di presentazioni

Anche nella week 2 si giocherà all’Hard Rock Stadium, per la seconda volta in 7 giorni, e per tal motivo i Fins potranno esibirsi davanti al loro pubblico, sperando che non debba fischiarli a metà del primo quarto come avvenuto domenica scorsa. La spinta dei supporters potrebbe essere importante in un match tanto difficile: gli avversari saranno i New England Patriots.

Conosciamo bene la forza di questa franchigia, molti dei loro giocatori sono leggende di questo sport, a partire dal capo allenatore Bill Belichick, passando per Stephon Gilmore, Devin McCourty, Adam Butler, Stephen Gostkowski, Dont’a Hightower, Marcus Cannon, il dinamico trio di ricevitori Julian Edelman, Josh Gordon che appare recuperato, e l’ultimo arrivato, che non è certo il meno importante, Antonio Brown. Dopo la – francamente ridicola – pantomima ad Oakland, il numero 84 si trova ora a dover affrontare preoccupanti accuse di violenza sessuale mossegli da una sua ex preparatrice atletica, motivo per il quale la squadra lo terrà probabilmente sulla sideline domenica. A guidare tutti questi grandi giocatori c’è quello che a detta di molti è il più grande di tutti i tempi, naturalmente Tom Brady. Questa compagine ha passeggiato sui Pittsburgh Steelers nella prima settimana: il risultato finale è stato 33 a 3, dominio totale su ogni fronte dei Pats e pole position per il prossimo Super Bowl, che si giocherà proprio a Miami, già occupata, nonostante il magro tempo di gioco macinato. Quante sono le reali possibilità che i Dolphins possano fermarli? Mi capirete se preferisco non dirlo.

Tanti punti interrogativi

Miami è una polveriera e ce ne siamo accorti già la settimana scorsa: attacco inconcludente, difesa a farfalle e special team rivedibile, nessuna delle tre parti del gioco ha funzionato, di questo passo nella NFL si fanno figuracce, ed è esattamente quanto accaduto contro i Ravens. Lo staff tecnico e anche i giocatori, almeno quelli che hanno il coraggio di affrontare questa stagione, ne parliamo più avanti, sicuramente avranno dato il massimo in allenamento questa settimana perché a nessuno piace fare queste figure, deludere i fan, umiliare la propria professionalità e, soprattutto, perdere leverage in sede di rinnovo contrattuale, dunque è lecito aspettarsi più attenzione e disciplina. Come però si accennava poc’anzi, questi Patriots sembrano essere davvero fuori dalla portata dei Dolphins, nettamente superiori e dunque strafavoriti per la vittoria finale, la quale potrebbe anche essere larga. Certo Brian Flores ha lavorato per 15 anni in quel programma e i suoi polli li conosce bene, ma non si è ancora attrezzato con la bacchetta magica.

Come se le uova nel paniere non fossero già sufficientemente strapazzate, a questa non invidiabile situazione si è aggiunta la tegola Minkah Fitzpatrick. Il versatile CB, scontento del modo in cui viene impiegato, come ben si è visto nel corso della partita giocata contro Baltimore nella quale è stato richiamato dai suoi coach per scelta tecnica (stava giocando malino) ed ha fatto lo spettatore per l’intero secondo tempo, avrebbe chiesto di essere scambiato. Uno dei pochi pezzi pregiati della franchigia, uno di quei giovani che avrebbe dovuto essere centrale nel piano di ricostruzione, uno di cui si sono tessute le lodi per mesi, avrebbe chiesto di cambiare aria. Piove sempre sul bagnato, come si suol dire, e credo che Chris Grier abbia bisogno di comprarsi un bell’ombrello capiente, per come si stanno mettendo le cose.

Se c’è qualche incrollabile ottimista tra i lettori, probabilmente starà riflettendo sul fatto che New England ha vinto solo una delle sue ultime 6 gare a Miami, che durante la scorsa stagione questo match ci regalò l’incredibile Miami Miracleche i ragazzi di Boston non possono che soffrire il clima torrido della Florida del Sud a metà settembre e così via… e la sua riflessione è più che giusta in linea di principio; ma nessuno di questi elementi può sopperire alla candida mancanza di talento che il roster dei Dolphins ha in tutti i reparti. Un consiglio prima di guardare la sfida? Più che sul risultato finale, cerchiamo di focalizzare la nostra attenzione sulla crescita dei giocatori e sui miglioramenti rispetto a 7 giorni fa. Nella NFL contano solo le vittorie, ma ahinoi, questo team non potrà trovarne molte in questa stagione. Forza Dolphins.


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