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Spedizione nel deserto: la preview di Dolphins@Cardinals

Miami Dolphins alla difficile prova Cardinals, in pieno deserto. Domani Tua e i suoi sono attesi da una sfida dura: la presentazione della gara.


Si sta per chiudere una settimana agrodolce per i Miami Dolphins. Da una parte, infatti, c’è la dolcezza di una vittoria mai in discussione, durante la week 8, contro i Los Angeles Rams. La squadra di Sean McVay vista a Miami è stata imbarazzata in lungo e in largo da una grintosa difesa dei Dolphins che ha messo in scena la sua migliore partita stagionale. Dall’altra, però, scorgiamo l’amarezza di un poco convincente debutto da parte del QB matricola Tuanigamanuolepola Tagovailoa, attesissimo, il quale ha mostrato poco. Certo, molto si deve all’autorevolezza della difesa che ci ha pensato da sola, lasciando al QB solamente il compito di gestire il cronometro. Però, era forse lecito attendersi qualcosa di più.

L’ottava settimana della regular season 2020, comunque, è già negli archivi e ormai chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato, è tempo di guardare avanti. Domenica i Fins sono attesi da una partita non facile, contro una franchigia davvero in forma, molto migliorata rispetto al 2019 e che sta facendo vedere grandi cose: gli Arizona Cardinals.

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L’attacco degli Arizona Cardinals è un reparto da non sottovalutare. Foto: Sun Sentinel.

Somiglianze e differenze

Sia per il capo allenatore di Miami, Brian Flores, sia per quello di Arizona, Kliff Kingsbury, ci troviamo nel secondo anno della loro esperienza come head coach. Entrambi hanno avviato una fase nuova ed un progetto innovativo con le rispettive franchigie che li hanno ingaggiati prima della stagione 2019. Ambedue i team hanno un record positivo – i Dolphins sono 4-3 mentre i Cards sono 5-2 – e ci sono numerose somiglianze nel processo di franchise building delle due squadre. Numerose, però, sono anche le differenze.

Il roster di Miami è il secondo più giovane nella lega, mentre quello di Arizona è nella top 10 dei più anziani (al nono posto); la difesa verde acqua è quella che concede meno punti agli avversari (media di 18.6) mentre l’attacco di Kingsbury segna 29 punti a partita ed è l’ottavo più prolifico in NFL. Entrambe possono contare su QB giovani e promettenti; Kyler Murray, timoniere per i ragazzi di Glendale, è stata la prima scelta assoluta al draft dello scorso anno.

A partire dalla trionfale sfida di Santa Clara, contro i San Francisco 49ers, la difesa di Miami è stata impressionante. Top 3 per sack effettuati, punti concessi e conversioni di terzi tentativi lasciate agli avversari. Domani, però, si tratta di fermare Murray, la nostra vecchia conoscenza Kenyan Drake – ammesso che giochi, pare difficile dato che non è al meglio -e il signor DeAndre Hopkins, rientranti dal turno di riposo.

Infortuni e nuovi volti

Sfortunatamente, dobbiamo dare conto di un infortunio serio capitato, durante la sfida contro i Rams, a Myles Gaskin. Il promettente RB di Miami ha subito una distorsione al legamento medio collaterale domenica scorsa ed è stato messo in lista infortunati. Probabilmente starà fuori per un mesetto. Neppure i suoi compagni di reparto Patrick Laird e Matt Breida sono al top, dunque le chiavi del backfield saranno messe in mano, con ogni probabilità, all’incognita Jordan Howard, il quale ancora si è visto pochissimo, e all’ultimo arrivato, DeAndre Washington. Il RB è arrivato martedì, durante l’ultimo giorno in cui era possibile intraprendere scambi tra franchigie, e in cambio dei suoi servigi – e di una settima scelta condizionale al draft 2021 – Miami ha spedito a Kansas City una sesta al prossimo draft. È importante precisare che la pick dai Chiefs sia condizionale e non legata al loro record, poiché visto il livello della squadra la loro settima scelta… potrebbe probabilmente essere l’ultima in assoluto nel draft di Las Vegas. In questa maniera, la selezione sarà effettuata prima.

Durante il trade deadline day, i Dolphins hanno anche salutato il loro WR Isaiah Ford, mandato a New England in cambio di una settima scelta al draft 2022. I Pats hanno un gran bisogno di ricevitori, dati i loro infortuni, mentre Miami può dare spazio ad Antonio Callaway, finora aggregato alla practice squad a causa di una squalifica.

Per i padroni di casa di domani, abbiamo due facce conosciute a Miami in dubbio per la sfida: una è quella di Drake mentre l’altra di Jordan Phillips, tackle difensivo. Oltre a loro, anche Dre Kirkpatrick (CB) ha lo status incerto per domenica. A onor del vero, neanche Hopkins si è allenato regolarmente in settimana; difficilmente però mancherà domani sera.

Cosa attendersi dagli avversari

Della principale tripletta offensiva dei Cardinals ho già scritto. Quel trio, però, non comprende certo gli unici giocatori degni di nota nelle fila di Arizona. Nel parco ricevitori di Murray troviamo anche l’intramontabile Larry Fitzgerald e il talentuoso Christian Kirk. In linea, invece, i nostri avversari possono contare sulla tenacia di D.J. Humphries, tackle roccioso in una line granitica. Di questo reparto, il coordinatore difensivo di Miami, Josh Boyer ha detto: “Hanno una linea offensiva davvero atletica che sa bene come giocare assieme.”

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Kyler Murray e DeAndre Hopkins. I due più pericolosi attaccanti dei Cardinals. Foto: sportschatplace.com

Per quanto riguarda la difesa attenzione a Corey Peters, uomo di linea davvero bravo a portare pressione, e alla safety Budda Baker – uno di cui si parla nelle stesse conversazioni in cui si snocciolano i numeri di T.J. Watt, Aaron Donald o Myles Garrett, tutti papabili come lui del titolo di miglior difensore di lega. I suoi numeri dicono 2 sack, 2 intercetti, 59 tackles di cui 4 con perdita di terreno e un fumble forzato. Niente male questo suo 2020. Naturalmente c’è poi anche Patrick Peterson.

Le 419 yards guadagnate da scrimmage in media in questa stagione li mettono in testa alla classifica delle franchigie per total yards. Kingsbury, fine mente offensiva, sa indubbiamente il fatto suo. Arizona fa abile uso della profondità nel reparto dei ricevitori e di tattiche di spacing per dare modo al suo elettrico QB, autentica dual threat, di scegliere cosa fare di volta in volta, se passare o correre. Dall’altra parte della palla, la difesa dei Cards ama portare pressione blitzando spesso ma sa anche coprirsi bene, impiegando sovente quattro uomini in secondaria (si schierano in cover – 4 nel 34% dei loro snap difensivi). Il coordinatore della difesa, Vance Joseph, si formò a Miami per un anno prima di gettarsi in una – fallimentare – esperienza da capo allenatore a Denver.

Le due franchigie non si affrontano dal 2016. Non c’è da stupirsi, essendo parte di due diverse conference. L’ultima volta vinsero i Dolphins, i quali conducono anche la serie di tutti i tempi con un record di 9 – 3. Trattandosi di una partita che si terrà sulla West Coast, allo State Farm Stadium di Glendale, il kickoff è fissato per le 22.25 italiane.

Allarme Covid-19

All’interno delle fila dei Dolphins sono stati riscontrati due casi di positività al COVID-19. Nella giornata di ieri, venerdì 6, un assistente allenatore ha riportato un tampone che lo indicava come contagiato. È entrato immediatamente in quarantena ma tanto è bastato per attivare il protocollo intensivo come stabilito dalla NFL.

Il ricevitore Lynn Bowden è stato inserito, sempre nella giornata di venerdì, nella lista delle riserve che hanno contratto il COVID.  Come afferma il protocollo, tutti i meeting di squadra sono stati fatti online e invece del consueto allenamento si è svolto un semplice walkthrough per le tre formazioni di gioco. È sabato mattina quando scrivo e non ci sono delay per la sfida contro i Cardinals, Per tal motivo, procederemo a presentare la partita come se dovesse ancora svolgersi tutto in maniera regolare. Teniamo presente però che, qualora spuntassero altre positività, essa potrebbe slittare.

La pandemia corre molto in America, forse più che nel resto del mondo e andava messa in conto questa eventualità. Lo staff dei Dolphins si è detto convinto di aver gestito bene la situazione, ci auguriamo che sia così e che la squadra possa andare regolarmente in campo domani sera.

Qui Miami

Concentriamoci dunque su quel che concerne il match. A Glendale, Tua Tagovailoa sarà titolare per la seconda partita consecutiva, la prima volta lontano dal suo stadio. Nell’allenamento di mercoledì, come hanno rivelato Jakeem Grant e Malcolm Perry, tutti i ricevitori si sono trattenuti dopo il termine della sessione per lavorare sul timing dei passaggi con il giovane QB. “Da quando Tua è arrivato stiamo lavorando molto con lui. Non siamo molto distanti ma necessitiamo ancora di una fine messa a punto. L’allenamento al termine del programmato è molto importante, come fondamentale è quello interno alla sessione. Cerchiamo di migliorarci ogni giorno.” Ha detto ai media Perry. “Questi straordinari durano tra i 5 e i 30 minuti. Non è stata l’idea di nessuno in particolare, tutti abbiamo sentito l’esigenza di trattenerci un pò di più. È diventata una moda e di giorno in giorno restiamo più o meno tempo.”

Ovviamente siamo lieti di sentire che i ragazzi allungano i propri allenamenti per migliorare il proprio feeling e l’affiatamento in attacco. È proprio la fase offensiva, infatti, che sta un pò mancando. La difesa è in grande spolvero e migliora a vista d’occhio, di gara in gara. Per quanto riguarda la offense, invece, la vediamo un pò stagnante. Domenica scorsa, contro i Rams, il reparto che gestisce la palla è stato assente per lunghi tratti della gara, questo deve cambiare perché non si vincono tante partite di football se si gioca soltanto con due reparti. Per battere una franchigia in forma come questi Cardinals, occorreranno 60 minuti effettivi di football complementare. Il matchup principale della sfida sarà, molto probabilmente, quello tra DeAndre Hopkins e la secondaria di Miami. Murray va da D-Hop  3 volte su 10, rendendolo obiettivo dei suoi passaggi il 31% delle volte. Oltre il doppio di quelle che ha chiamato in causa il suo secondo target principale, Larry Fitzgerald. L’ex star di Houston produce a livello altissimo: in stagione ha ricevuto 57 volte guadagnando oltre 700 yards e realizzando 3 TD. Le marcature sono forse poche per un giocatore del suo calibro ma se contiamo l’ampia profondità del reparto – e tutte le volte che il QB si mette in proprio – diventano un dato accettabile eccome. Le affidabili S Dolphins, Eric Rowe e Bobby McCain, oltre all’ottimo tandem di CB composto da Byron Jones e Xavien Howard avranno il loro bel daffare domani. Forse uno dei 4 marcherà a uomo Hopkins.

La sfida presenta anche altre chiavi di lettura.

Le chiavi del match

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Tua Tagovailoa. Foto: Athlon Sport

La defense di Miami non potrà permettersi di tenere l’attenzione solo su Hopkins. Anche Kyler Murray va tenuto d’occhio e contenuto. Il reparto deve fare in modo di replicare la performance di 6 giorni fa. Murray è una delle migliori dual threat nella lega, al livello di Dangeruss Wilson e DeShaun Watson, tutti e tre ampiamente superiori a Pat Mahomes, nel running game. La rapidità e l’abilità nel muovere le gambe, dà modo al rookie offensivo dell’anno in carica di allungare giochi che paiono morti e sepolti. Solitamente Murray è il giocatore più veloce sul campo e questo lo rende in grado di giocarsela con chiunque lo debba contenere. Con le sue gambe si è già preso 437 yards stagionali, oltre a 7 TD. 7 sono però anche gli intercetti subiti da Murray, il quale spesso è poco attento nel lanciare l’ovale.

Molti dei nomi che saranno in campo domenica sono superstar. Sia con una divisa che con l’altra. Il football non è il basket, non gira così tanto intorno allo star power dei primi violini come avviene, ad esempio, nella NBA; ad ogni modo però, i campioni hanno tale fama – e tale stipendio – in virtù di quanto riescono ad aggiungere alla propria franchigia. I migliori dei Dolphins dovranno vincere i propri uno contro uno e avere ragione dei migliori dei Cardinals. Nello sport professionistico, la differenza spesso la fanno i centimetri di cui riesci ad alzare la tua asticella contro quella degli altri; di questo Miami ha un grande bisogno: che i suoi campioni – o presunti tali, in certi casi – prendano in mano la situazione.

L’ultima chiave è una sorta di repetita iuvant. Miami dovrà entrare subito nel ritmo partita, creando presto un momentum offensivo. Per tirare fuori il meglio da Tua bisogna metterlo a suo agio. Perché ciò accada, la linea deve proteggere bene e i giocatori che possono gestire la palla devono muoversi con accuratezza. Dobbiamo partire forte e stare in campo a lungo. Grandi partite della difesa possono capitare, a esser fortunati, una volta a stagione. Ci è successo domenica scorsa, ora tocca all’attacco. Il gioco sulle corse continua ad essere un punto debole per questa squadra, probabilmente lo sarà ancor di più dal momento che Gaskin e Breida non giocheranno. Ci auguriamo piacevoli sorprese da parte di Jordan Howard, altrimenti il peso dell’attacco sarà sulle braccia – e gambe – del QB. Il trucco, di fronte a situazioni così ostiche, è quello di coinvolgere tutti nell’attacco e fidarsi non solo di DeVante Parker, Mike Gesicki e Preston Williams. Quest’ultimo ha qualche drop di troppo da farsi perdonare, dopo la week 8.

I Cardinals hanno sconfitto gli allora imbattuti Seahawks allo State Farm, due settimane fa. Naturalmente, si presentano alla partita da favoriti. Miami, però, ha fatto vedere ottime cose di recente, soprattutto in difesa e nella formazione dello special team. Aggiungiamo a queste due fasi un attacco efficace e ci ritroviamo con una grande squadra. Forza Dolphins.

 

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