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Mordi e fuggi: Panthers Parma 33 – 14 Dolphins Ancona

Ai Panthers basta un solo quarto di gara per chiudere la pratica Dolphins e restare in testa alla classifica dopo aver dominato e controllato la partita. Per Ancona si tratta della seconda sconfitta, ancora tanto lavoro da fare dopo l’ultima bella prestazione contro i Rhinos.


Pounding

Parma festeggia la sua imbattibilità con la quarta vittoria consecutiva, ribadendo in maniera abbastanza eloquente la propria candidatura a squadra favorita per il titolo. Il formidabile attacco neroargento manifesta tutta la sua potenza nelle azioni del QB Reilly Hennessey, nelle corse dei RB Pooda e Malpeli Avalli fino alle splendide ricezioni di Simone Alinovi e Nick Diaco. Il quintetto offensivo reso oramai protagonista di questa stagione per Parma ha rubato la scena anche nella giornata di ieri, esponendo in un solo quarto la superiorità dei Panthers nei confronti di Ancona che, nonostante qualche tentativo di resistenza, è apparsa confusa e sopraffatta dai rapidi colpi da knockout sferrati dagli avversari.

Lethal Weapon(s)

Primo quarto decisivo per le sorti della gara dunque, in quanto i Panthers indirizzano da subito la gara in modo da doverla semplicemente controllare. Una bellissima ricezione di Alinovi porta in vantaggio i padroni di casa; nulla di nuovo fin qui, ma ci pensa il kicker Matteo Felli a ravvivare l’atmosfera calciando e ricoprendo un onside kick per regalare un possesso consecutivo ai suoi compagni. Tocca dunque a Modeste Pooda aggirare la difesa di Ancona e segnare così il secondo touchdown di giornata. I Dolphins provano a reagire sotto la guida del QB Thomas Di Galbo ma la difesa avversaria costringe gli ospiti al punt e, sul possesso successivo, Alessandro Malpeli Avalli conclude con altri 6 punti il drive inizato dalle corse di Hennessey e dalle ricezioni di Finadri e Alinovi. Felli non sbaglia e 21 a 0, colpo del KO.


La ricezione di Alinovi per il primo TD di giornata (credit: SportParma)

Sulla sponda marchigiana sono degni di nota gli sforzi del quarterback Di Galbo e del running back Cristiano Brancaccio, protagonisti dei “punti della bandiera” per i Dolphins, entrambi nati da giocate fondate sulla corsa. Ad ogni modo, resta troppo poco per un roster che era partito molto bene con due vittorie di fila per poi cadere contro i Seamen Milano prima della seconda sconfitta di ieri. Un aspetto che farà lavorare ancor di più la compagine di Ancona in modo da poter puntare a sfidare le favorite al titolo. La reazione è arrivata troppo tardi, e nonostante i due touchdown messi a segno i Dolphins non sono riusciti ad evitare un touchdown, un field goal e una safety degli avversari, portando il punteggio finale sul 33 a 14.

#FreeQuattrone

Da notare, poco prima del terzo touchdown dei Panthers, la chiamata arbitrale che ha generato una serie di discussioni tra il pubblico che assisteva alla diretta della partita, offerta da SportParma, ovvero l’espulsione del DB Zachary Quattrone: Simone Alinovi riceve il passaggio di Hennessey e viene colpito alla testa dal numero 4 dei Dolphins. Il ricevitore dei Panthers resta a terra per qualche istante e viene lanciata una late flag. GLi arbitri optano dunque per il “targeting”, penalità che regala alla squadra che ha subito il fallo 15 yard di penalità e il giocatore punito viene espulso. Una decisione giudicata dagli appassionati che seguivano la partita eccessiva, fino al punto da prenderla in maniera ironica lanciando l’hashtag #FreeQuattrone. Fortunatamente Alinovi non ha subito conseguenze e, nonostante Quattrone volesse intervenire in maniera pulita, è necessario mantenere queste regole per la tutela della salute dei giocatori, a costo di sacrificare un po’ di violenza agonistica che ha sempre caratterizzato il football.


Il fallo di Quattrone su Alinovi punito con l’espulsione del numero 4 (credit: SportParma)

On to the next

La prossima giornata vedrà i Dolphins Ancona ospitare i riposati Warriors Bologna, mentre i Panthers Parma andranno in trasferta per affrontare i Ducks Lazio, reduci da un’importante vittoria contro Firenze.

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