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Hall of Fame Game nel segno delle matricole

L’Hall of Fame Game apre la stagione e mette in mostra matricole di talento, vediamo cosa abbiamo appreso nella sfida di Canton tra Steelers e Cowboys


Grande festa ieri a Canton, Ohio; grande festa nella NFL. Il 5 agosto, nella notte italiana, si è tenuto l’Hall of Fame Game che ha dato ufficialmente il via alla stagione 2021 della lega, sventolando bandiera a scacchi sulla preseason.

Dopo un anno difficilissimo come lo scorso, fa notizia anche il football agostano, quello delle seconde e terze linee – pure quarte talvolta – quello dei giocatori che lottano per il posto in squadra, quello delle partite dove ciò che conta di più è non infortunarsi; perché seppure sia vero che della preseason ci importa poco o nulla, è anche vero che si tratta del primo football NFL che vediamo da febbraio.

L’Hall of Fame Game

A Canton ha sede la Hall of Fame NFL, ovvero quei locali nei quali vengono celebrati i più meritevoli giocatori, allenatori e presidenti che hanno lasciato la loro impronta nella lega. L’Hall of Fame Game, la partita che, tradizionalmente, apre la stagione si tiene sempre qui, al Tom Benson Hall of Fame Stadium, dedicato al businessman che creò i New Orleans Saints e i Pelicans della NBA, e serve principalmente a celebrare le classi che, annualmente, vengono aggiunte ai nomi e ai busti dorati che costelleranno per sempre le sale della Hall of Fame.

A causa del Covid quest’anno saranno due le classi ad essere aggiunte, quella del 2020 – la quale non potè godere della sua cerimonia l’anno scorso – che verrà premiata sabato sera in maniera ufficiale, ricevendo cioè la discutibile giacca dorata che porta chiunque entri in Hall of Fame, e, naturalmente, quella del 2021, celebrata domenica sera, della quale fanno parte giocatori del calibro di Peyton Manning, Calvin Johnson e Charles Woodson.

Durante il periodo di celebrazioni, si tiene anche una partita di football. Quest’anno si sono affrontati Pittsburgh Steelers e Dallas Cowboys.

Benvenuti nella NFL

La partita l’hanno vinta gli Steelers, orfani di Ben Roethlisberger che non è mai sceso in campo così come il suo dirimpettaio Dak Prescott, ancora alle prese con un fastidio alla spalla, ma non è certo il risultato che conta in queste partite. Il tabellino dice 16 a 3 Pittsburgh ma non c’è stata tutta questa differenza sul campo.

A Matt Canada, nuovo coordinatore offensivo per gli Steelers va riconosciuto il merito di aver saputo sfruttare l’abilità sul lancio lungo di Mason Rudolph – QB piuttosto acerbo, fatta eccezione per questa capacità – e aver voluto mettere alla prova Dwayne Haskins – ampiamente insufficiente, può starci il 5 di agosto. Dovrà però lavorare ancora molto e, soprattutto, gestire meglio i suoi titolari in queste partite perché non è possibile che Chase Claypool sia ancora in campo nel terzo quarto dell’Hall of Fame Game, non a caso, non ancora condizionato per 60 minuti effettivi di football NFL, ha rischiato di farsi male durante un’azione di gioco. L’attacco giallonero avrà bisogno di amalgamarsi secondo le nuove indicazioni del coordinatore; fortunatamente quest’anno hanno una preseason per poterlo fare.

Attenzione a Pressley Harvin III, nuovo punter di Pittsburgh. Il ragazzo è stato eccezionale mettendo sempre in difficoltà, con campo lunghissimo, l’attacco dei Boys i quali, non a caso, non sono andati oltre un field goal al secondo drive offensivo. Forse gli Steelers hanno trovato il punter del futuro a inizio preseason. Harvin non è certo stato l’unico nuovo nome a impressionare. L’Hall of Fame Game ci ha consegnato altre due grandi performance di giovani rookie davvero promettenti, i quali si sono presentati al meglio nella serata di benvenuto nella NFL.

Harris e Parsons: due pietre angolari?

Erano molto attesi e non hanno tardato: Micah Parsons, LB di Dallas, e Najee Harris, RB di Pittsburgh, hanno dimostrato, nello scampolo di partita giocato, di essere in grado di portare nella NFL quel talento che li ha contraddistinti all’università.

Harris, come Claypool, è stato tenuto in campo molto a lungo dagli Steelers, con qualche preoccupazione per i tifosi di Pittsburgh. Il RB ha mostrato molti tratti distintivi di quelli che ne fecero uno dei migliori runners nella storia dei Crimson Tide: corsa instancabile, rottura di tackle e abilità in ricezione. Sono mancati i fuochi d’artificio che metteva sul gridiron a Tuscaloosa come salti sui difensori, passaggi tra due linemen che gli levano lo spazio e altri virtuosismi ma come battesimo del fuoco, non ci si può certo stare a lamentare.

Parsons invece ha proprio impressionato, è stato protagonista in ogni snap giocato, correndo senza sosta da un lato all’altro del campo per difendere i suoi colori. Ha messo assieme 3 tackle e ricoperto un fumble, inseguendo gli attaccanti ovunque e proiettandosi su una media intorno ai 10 contrasti entro l’intervallo, se si fosse scelto di farcelo arrivare. Il LB andrà naturalmente visto sui 60 minuti ma se il buongiorno si vede dal mattino, complimenti ai Cowboys per averlo scelto alla numero 11 a Cleveland durante il draft.

È prestissimo per prevedere la traiettoria di questi due giocatori ma forse ci troviamo davvero di fronte a due blocchi inamovibili nelle future intelaiature di queste due franchigie.

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