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I Crusaders sfidano i Puma con una tifoseria d'eccezione

Si applicano con intensità ed impegno. Domenica 7 giugno, sul campo di San Sperate, con inizio alle 16, i Crusaders sono chiamati ad una nuova prova d’orgoglio. In caso di successo, i play – off sarebbero cosa certa, a prescindere dal risultato della gara di domenica 31 maggio tra Puma e Daemons. Vincere è quindi […]


Si applicano con intensità ed impegno. Domenica 7 giugno, sul campo di San Sperate, con inizio alle 16, i Crusaders sono chiamati ad una nuova prova d’orgoglio. In caso di successo, i play – off sarebbero cosa certa, a prescindere dal risultato della gara di domenica 31 maggio tra Puma e Daemons. Vincere è quindi l’imperativo dei crociati: coaching staff e giocatori memorizzano con attenzione le mosse per contrastare gli atleti di Vimodrone. “La squadra si allena nella consapevolezza dei propri mezzi – dice l’head coach Giacomo Clarkson- e con la serenità di accettare il verdetto che il campo ritiene di pronunciare”. Sembrano le tipiche frasi estrapolate da un procedimento giudiziario: il civilista cagliaritano indossa involontariamente la toga anche sul polveroso campo Rai di Viale Bonaria. “Guardiamo con ottimismo al futuro- continua – sabato prossimo proveremo a SElargius con gli special team e gli schemi d’attacco, in più stiamo studiando le contromosse, dando uno sguardo ai i video delle gare precedenti dei Puma”. UNO, DUE, TRE…WONDERBOOBS. Nel sottobosco della fitta vegetazione Crusaders sgambettano con passo felpato alla ricerca di nuove ispirazioni per ammaliare i loro baldi guerrieri e spronarli verso la vittoria contro i Puma. Sono le ninfe del football nostrano, tifose incallite capaci di metter su i siparietti più stravaganti pur di portare i loro semidei alla vittoria finale. Il tradizionale slogan “Uno, due, tre,….Wonderboobs” viene scandito sistematicamente ad ogni gara interna dei crociati, da quando le super tifose si sono ritrovate nello Scioscio Team, squadra femminile di flag football che ha debuttato l’estate scorsa, con tanto di mascotte: una grintosissima coniglia che la grafica e fotografa dei Crusaders Barbara Pisano ha partorito amorevolmente dalla sua matita. Barbara è la fidanzata del ricevitore Matia Pisu, lo stato d’animo sull’argomento è cristallino: “L’energia dei Crusaders é troppo contagiosa per rimanerne immuni. Così come il loro spirito di squadra, che va ben oltre il campo da gioco. Un morbo buono che ti invade, che ti infiamma, ti accende e esplode in urla incredibili che non avresti pensato mai di essere in grado di produrre. Senza più voce già da metà partita, magari a bordo campo, lanciando la macchina fotografica con un gesto inconsapevole e arretrando perché la palla é proprio nella tua direzione e ti becca in pieno se non ti sposti. Con una voglia matta di non stare mai solo a guardare ma scendere in campo, anche noi con loro”. L’esperienza di Barbara non si è limitata allo stare a due passi dal terreno di gioco: “Una volta ho avuto il privilegio di entrare negli spogliatoi, come fotoreporter, insieme a Jiuliette (Giulia Congia, tifosa sfegatata, fotografa e cameraman ufficiale della squadra, nonché carissima amica di Barbara ndr). Per me il momento più bello é stato questo, molto intimo, fuori dall’ “arena”, come una spia amica”. Ricorda tutti i minimi particolari: “Uno schema di gioco attaccato con un vistosissimo scotch nero alla porta, a tutti visibile. Clima di preparazione e concentrazione. Qualche frase dei coach. Poi fuori. Pronti per schierarsi e lottare tutti per tutti, armati di una bellissima energia interiore. Gladiatori infaticabili, pieni d’onore e fair play. Fieri come guerrieri greci, le stesse gesta eroiche. Vincere non é tutto, ma provare a vincere si. Quindi sangue (credetemi) e sudore, dinamite e tritolo per la squadra. Fuori e dentro l’arena. E noi con loro. Immerse fino al collo in questa battaglia appassionata e appassionante…” Si fanno chiamare anche Mitiche Coniglie o Crusaders Girls. Sono sorelle, amiche, fidanzate e mogli,tutte, nessuna esclusa, “infette”. Come Silvia Taccori che ci racconta la sua esperienza: “era il 2006 conobbi un ragazzo Cru che mi disse: il football è la mia vita e i miei compagni la mia famiglia, è la cosa più bella per me. Rimasi molto colpita non tanto da quello che mi disse ma sopratutto dal bagliore dei suoi occhi mentre diceva queste parole. Io risposi: non esiste, è uno sport troppo violento, non fa per me. Ma la ragazza dovette repentinamente cambiare impostazione al suo personale pensiero: “Prima uscita con i Cru, dopo una vittoria in trasferta, al Soul Pub (luogo di ritrovo per i festeggiamenti e non solo ndr), era una festa, si respirava una complicità tra tutti incredibile, si spalleggiavano, si deridevano ma si respirava un’unione oltre l’immaginabile. Incuriosita, mi convinsero ad assistere alla prima partita: non sapevo niente di quel gioco, sapevo solo che si picchiavano. Grazie alla disponibilità delle “matte sostenitrici”, adesso amiche, dei giocatori, che mi presero sotto la loro ala, tra un urlo e l’altro ad ogni passaggio mi istruivano…trovai il gioco veramente emozionante: tattica, forza, atleticità, grinta, spirito di gruppo…tutti verso la stessa meta! Era una vittoria…e ancora tutti a festeggiare. Da quel momento è stato amore: non ho più perso una partita e con le mie amiche mi diverto a fare tifo e sostenere la squadra a squarcia gola dagli spalti, fighissimo”! Il ragazzo di cui parla Silvia è l’attuale offensive coach Aldino Palmas, i due si sono fidanzati e adesso lei è ancor più assorbita dalla Crusaders mania: “preparazione partite a casa, allenamenti, palestra, insalata di riso per tutti i ragazzi prima delle partite, corsi di aggiornamento… insomma ce n’é sempre una, ma la passione con cui queste cose vengono fatte e la gioia che scaturisce sono impagabili! per non parlare di quando si vince!!!!! Tiene in braccio il suo figlioletto Michele, il suo futuro sportivo è segnato. La mamma si chiama Marcella Accardo, il suo consorte è Dario Mannoni vice presidente dei Cru: “Non ci sono parole… a casa si mangia, si beve e si respira Crusaders!!! Con Dario non si potrebbe fare diversamente, ha comunque trovato terreno fertile, lo sport mi scorre nelle vene fin da piccola, ma le emozioni che ho provato da quando seguo i ragazzi sono uniche. Ormai sono passati cinque anni e sono cambiate tante cose, ma alle partite non rinuncio per niente al mondo.Voglio bene ai ragazzi/e, molti sono diventati i miei amici/che, ho sempre potuto contare su loro e mi sono stati sempre vicino anche quando aspettavo Michele. Avevo una gran paura…tutti mi dicevano che quando aspetti e poi hai un bimbo gli amici spariscono…loro no!! Noi siamo i Crusaders ( e mi emoziono solo a scriverlo!!)

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