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NCAA Championship Games: volano Alabama e Stanford

Venerdì 30 novembre e sabato 1 dicembre 2012 ci hanno regalato le emozioni dei Championship Games delle varie conferences dell’NCAA Football.

SEC championship 2012: Alabama vs Georgia

SEC championship 2012: Alabama vs Georgia

Venerdì 30 novembre e sabato 1 dicembre 2012 ci hanno regalato le emozioni dei Championship Games delle varie conference dell’NCAA Football.

Il match più atteso era quello della South Eastern Conference (SEC). Al Georgia Dome di Atlanta, casa degli Atlanta Falcons, si scontravano i Georgia Bulldogs ed i dominatori degli ultimi anni di football collegiale, gli Alabama Crimson Tide. In settembre il pronostico di una sfida simile sarebbe stato tutto in favore di ‘Bama, tuttavia la stagione ha mostrato che la squadra di Nick Saban non è una corazzata senza difetti come per esempio era apparsa nel 2011 e, al tempo stesso, i Bulldogs guidati da Mark Richt hanno evidenziato un’impressionante crescita progressiva, che li ha resi competitivi nella conference più dura e ricca di talento dell’intera nazione.

E i ‘Dawgs sono in effetti andati vicinissimi all’ “upset” della squadra favorita, purtroppo fermandosi ad un passo dal sogno, dato che i Crimson Tide hanno comunque saputo trovare il modo di spuntarla e di staccare il biglietto per Miami, dove il 7 gennaio saranno attesi dai Fighting Irish di Notre Dame, veri dominatori della regular season, con 12 vittorie su 12 partite, che sorprendendo la gran parte degli osservatori sono ritornati alla ribalta e, soprattutto, si sono guadagnati dopo anni bui la chance di giocarsi il titolo nazionale. In settimana, il vero leader degli Irish, il linebacker di origine samoana Manti Te’o, ha tra l’altro conseguito il prestigioso riconoscimento di difensore dell’anno, ma torneremo la prossima settimana sui temi caldi dei riconoscimenti individuali nell’NCAA, in particolar modo per quanto riguarda l’attesissima consegna dell’Heisman Trophy.

Tra gli altri Championship Games, di particolare importanza sono stati quelli giocati per l’accesso al Rose Bowl, che vede solitamente di fronte i vincitori della Big10 e quelli della PAC12. Per quanto riguarda la conference del Midwest (ormai prossima a sbarcare sull’Atlantico, ma anche di questo parleremo nelle prossime settimane), che proponeva una finale per il titolo di conference tra i vincitori della “Legend Division” e quelli della “Leaders Division” soltanto per la seconda volta dopo la prima edizione del 2011, i Wisconsin Badgers hanno letteralmente distrutto i Nebraska Cornhuskers per 70 a 31. Per i Badgers un repeat, dopo la vittoria sofferta del 2011 sui Michigan State Spartans, giunta al termine di una partita entusiasmante. Quest’anno tutt’altra musica e nessuna possibilità per gli Huskers. Certo che il declino della Big10 quest’anno è un po’ più difficile da interpretare che in passato, dato che la conference ha comunque espresso l’unica squadra imbattuta della nazione a parte Notre Dame, ossia Ohio State sotto al guida del rientrante Urban Meyer dopo la pausa successiva ai titoli nazionali con i Florida Gators e ad i problemi di cuore ora risolti. In aggiunta, anche Penn State ha disputato una stagione sorprendentemente positiva, di grande ed encomiabile orgoglio dopo le drammatiche vicende dell’autunno 2011. Tuttavia, sia i Buckeyes che i Nittany Lions non sono bowl eligible a causa di vari scandali, di cui quello più serio riguarda Penn State, che ha scampato la temibile “Death Penalty” della NCAA davvero per un pelo.

A Los Angeles, il primo gennaio, ci sarà Stanford ad attendere Wisconsin, traumatizzata dalla clamorosa notizia dell’abbandono di coach Briett Bielema, che (tanto per ribadire, come se ce ne fosse il bisogno, che la SEC è tanto importante da rendere la Big10 oramai un semplice terreno dove andare a pescare allenatori) in settimana ha comunicato la notizia shock di avere accettato l’offerta di allenare gli Arkansas Razorback. I Cardinals di Stanford non erano esattamente visti come i favoriti, ma hanno saputo mettere in pista una stagione di tutto rispetto nel primo anno post-Andrew Luck ed il risultato è stato addirittura quello di far fuori UCLA e andare diritti al Rose Bowl.

Un paio di settimane di pausa ed arriveranno i bowl games. La stagione volge al termine, ma i motivi per continuare a seguire il grande football NCAA non mancheranno nemmeno durante la offseason.


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