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I Crimson Tide campioni NCAA, Fighting Irish spazzati via 42-14

Gli Alabama Crimson Tide distruggono i cattolici Fighting Irish di Notre Dame e si laureano per l’ennesima volta campioni NCAA.

Alabama quarterback AJ McCarron celebra la vittoria del titolo NCAA

Alabama quarterback AJ McCarron celebra la vittoria del titolo NCAA

Gli Alabama Crimson Tide distruggono i cattolici Fighting Irish di Notre Dame e si laureano per l’ennesima volta campioni NCAA.

Sopraffatti“, “investiti da una locomotiva“, “polverizzati“,  scegliete voi il titolo, ma qualunque sia quello selezionato non sarà tenero, come non lo è stata la stampa d’oltreoceano, che non usa mezzi termini per definire la debacle degli Irish sommersi 42 a 14 dall’onda lunga della “marea cremisi”.

Il miracolo della cattolicissima Notre Dame, a lungo evocato dai suoi fedelissimi, non ha avuto luogo a Miami lasciando l’amaro in bocca ai tanti fan che anche in Europa hanno fatto le ore piccole per assistere all’evento clou della stagione NCAA. Tutti sono concordi nel formulare un giudizio unico sul match. Alabama ha utilizzato il “vecchio trucco” per avere agilmente ragione dell’avversario: disporre di un numero nettamente superiore d’elementi talentuosi.

A poco valgono le recriminazioni di Notre Dame per due chiamate arbitrali nel primo quarto assai discutibili, la prima su ricezione del tight end Tyler Eifert giudicata fuori dal campo, la seconda per un’interferenza difensiva cui ha fatto seguito un fumble ricoperto dagli stessi Irish. La differenza al Miami Gardens passa per le statistiche che parlano di 28 primi down a 16, 529 yard di total offense contro 302, 265 yard su corsa cui si oppongono la miseria di sole 32 e un tempo di possesso che vede una delle squadre (Alabama???) detenere il pallone per 38’13’’.

Tutti numeri che evidenziano, ovviamente, lo strapotere di Alabama costretta alla resa, si fa per dire, solo nel passing game dove AJ Mc Carron lancia 264 yarde contro le 270 del collega Everett Golson.

La cronaca è di fatto monologo

I Crimson Tide colpiscono alla prima occasione utile, che arriva dopo 3’57’’, spedendo in end zone Eddie Lacey (20 yard run). Il resto dei touchdown che di fatto chiudono le ostilità arrivano a intervalli regolari fino all’umiliante 35 a 0 che nel terzo quarto pone la parola fine al confronto. Gli autori sono nell’ordine Michael Williams, ricezione per 3 yard, TJ Yeldon 1 yard run ed Eddie Lacey, che concede il bis con una ricezione di 11 yard nel secondo quarto ed infine Amari Cooper che con 34 yard cala il sipario con ancora 22 minuti da giocare.

L’agonia di Notre Dame è alleviata dai touchdown di Everett Golson, 2 yard run in chiusura di terza quarto, e Theo Riddick, inframezzati dalla segnatura di Amari Cooper, ultima coltellata nel cuore della difesa degli Irish. In sede di consuntivo non useremo le dure parole utilizzate da molti analisti che affermano che l’unica speranza di vittoria per le squadre esterne al contesto di SEC siano riposte in una “secessione”, ma resta l’impressione che, tuttavia, nell’attuale stagione la sfidante di Alabama non fosse all’altezza di un’ organizzazione di gioco che solo Texas A & M ha saputo scalfire a scapito di un bowl che avrebbe dovuto, nelle speranze di tutti gli appassionati, noi inclusi, riservare ben altre emozioni.

Alabama Crimson Tide – Notre Dame Fighting Irish 42-14 (14-0 14-0 7-7 7-7)


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