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Case Keenum, la favola del terzo quarterback: i Bears travolgono gli Eagles 27-7 nel Monday Night

Alla prima partenza dopo 1.009 giorni, Case Keenum guida Chicago al 27-7 su Philadelphia. Tre turnover forzati e Hurts fermato: il recap del Monday Night.

Case Keenum Eagles vs Bears NFL 2026 week 3

Nessuno, alla vigilia, avrebbe scommesso su di lui. Case Keenum, 38 anni, terzo quarterback nelle gerarchie dei Chicago Bears e alla prima partenza da titolare dopo 1.009 giorni, ha preso per mano la squadra di Ben Johnson e l’ha guidata a un 27-7 senza appello sui Philadelphia Eagles, nel Monday Night che ha chiuso la Week 3 al Soldier Field. Gli Eagles, arrivati a Chicago imbattuti dopo le vittorie su Washington e Tennessee e favoriti di 3,5 punti, incassano la prima sconfitta stagionale. Entrambe le squadre ora sono sul 2-1.

Il terzo quarterback che nessuno aspettava

Keenum è partito titolare per un’emergenza: Caleb Williams è fermo per l’infortunio al bicipite femorale rimediato la settimana scorsa contro i Vikings, mentre Tyson Bagent è stato liberato dal protocollo commozioni cerebrali solo domenica, troppo tardi per preparare la partita da titolare. Johnson ha scelto il veterano, e il veterano ha risposto con una prestazione da manuale.

Il tabellino dice 24 passaggi completati su 34 per 247 yards, due touchdown su lancio, uno su corsa, nessun intercetto e nessun sack subito, con un passer rating di 110.8. Ma i numeri raccontano solo una parte della storia. Keenum ha letto la difesa di Vic Fangio come un libro aperto: secondo ESPN, contro il blitz ha completato tutti gli 11 passaggi tentati, per 145 yards e due touchdown. Alla sua 67ª partenza in carriera, è diventato il secondo quarterback nella storia della NFL, dopo Ryan Fitzpatrick, a vincere da titolare con sette squadre diverse.

Primo tempo: Chicago spreca, Philadelphia pure

I Bears hanno aperto la serata con un drive da 11 giochi e 66 yards, chiuso su un terzo-e-2 da un shovel pass di Keenum per Luther Burden III: il ricevitore ha rotto un placcaggio, si è infilato nel mucchio e, con una spinta del left tackle Braxton Jones, ha sfondato la linea di meta da 8 yards.

Al secondo possesso degli Eagles è arrivato il primo turnover: Austin Booker ha strappato il pallone a Tank Bigsby dopo una breve ricezione e la safety Xavier Woods ha recuperato sulle 15 yards di Philadelphia. Chicago sembrava aver colpito subito con una ricezione da touchdown di Colston Loveland, ma il replay ha fermato il tight end a un passo dalla linea. Tre giochi dopo, sul quarto down, Quinyon Mitchell ha deviato il lancio per Burden: palla persa sui down.

Il colpo su Hurts e l’intercetto di Thieneman

L’episodio chiave del primo tempo è arrivato a metà del secondo quarto. Gli Eagles avevano costruito un drive dalle proprie 3 yards fino alla linea di 1 yard di Chicago, quando Jalen Hurts, in corsa verso la linea laterale, è stato colpito dal linebacker D’Marco Jackson, sanzionato per unnecessary roughness. Hurts si è rialzato, ma il consulente neurologico indipendente lo ha mandato nella tenda medica per la valutazione obbligatoria.

Al suo posto è entrato Andy Dalton per quattro giochi. Due corse di Saquon Barkley sono state respinte, poi sul terzo-e-goal il rookie Dillon Thieneman ha intercettato Dalton in fondo alla end zone. I Bears hanno trasformato quel pallone nel field goal da 29 yards di Cairo Santos per il 10-0. Hurts, rientrato dopo il via libera dei medici, ha risposto con un drive da 8 giochi e 62 yards, chiuso con il suo tush push da 1 yard allo scadere del tempo: 10-7 all’intervallo.

Secondo tempo: la difesa dei Bears chiude la porta

Dopo l’intervallo la partita è cambiata. La difesa di Chicago ha concesso tre three-and-out consecutivi in apertura di ripresa e Philadelphia ha chiuso il secondo tempo con appena 62 yards totali. L’attacco ha fatto il resto: field goal da 48 yards di Santos, poi il lancio perfetto di Keenum per Kalif Raymond, touchdown da 41 yards e 20-7 a metà del terzo quarto.

Il terzo turnover è arrivato poco dopo, quando T.J. Edwards ha intercettato Hurts su un quarto-e-5 dalle 46 yards di Chicago. Il sigillo, ancora una volta, porta la firma di Keenum: su un quarto-e-2 dalle 39 yards avversarie, il veterano ha fatto scattare in fuorigioco Moro Ojomo con la sua cadenza, tenendo vivo il drive, e poi ha chiuso i conti con una corsa da 1 yard sul terzo-e-goal. 27-7 a 7:19 dalla fine.

I numeri di una serata da dimenticare per Philadelphia

Chicago ha dominato il possesso palla con 36:53 contro 23:07 e ha superato gli Eagles 375 a 248 in yards totali, pur avendo corso appena 27 yards nel primo tempo: quando il gioco di corsa non ha funzionato, Johnson ha continuato a mettere il pallone nelle mani di Keenum. Gli Eagles hanno convertito solo 2 terzi down su 9 e hanno commesso 10 penalità.

Hurts ha chiuso con 16 su 25 per 153 yards, un intercetto e un passer rating di 64.2. Barkley ha corso 82 yards su 15 portate, ma non è bastato. L’unica nota positiva nella secondaria è stato Quinyon Mitchell.

Sirianni si prende la colpa

Le telecamere di ESPN hanno inquadrato Nick Sirianni mentre si scagliava verbalmente contro Jackson dopo il colpo su Hurts. A fine partita il coach ha fatto autocritica, ammettendo di essersi lasciato trascinare dalle emozioni. E sulla sconfitta non ha cercato alibi.

«Dobbiamo tutti farci carico di questa sconfitta. Nessuno ha allenato bene, nessuno ha giocato bene. È una sconfitta di squadra, e tutto inizia e finisce con me.» – Nick Sirianni

Cosa resta e cosa viene

Per i Bears è la risposta migliore possibile al 9-3 subito dai Vikings. Johnson ha definito «straordinaria» la prova di Keenum e ha elogiato la reazione della difesa nella ripresa, ma non ha ancora sciolto il nodo del quarterback per domenica, quando al Soldier Field arriveranno i New York Jets. Da monitorare anche le condizioni del left tackle Braxton Jones, uscito nel terzo quarto per un problema al ginocchio.

Per gli Eagles, invece, la serata di Chicago lascia più domande che risposte: disciplina, esecuzione in zona rossa e un attacco che nel secondo tempo si è spento del tutto. Il 2-1 non preoccupa la classifica, ma il modo in cui è arrivata questa sconfitta dovrebbe preoccupare Sirianni.