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La tenacia non basta: i Dolphins perdono contro i Chargers

Nulla di nuovo sotto il sole di Miami: i Dolphins lottano ma escono sconfitti dalla sfida contro i più organizzati Los Angeles Chargers


Termina un’altra settimana di NFL nella stessa maniera in cui si sono concluse le precedenti: con i Miami Dolphins sconfitti in maniera netta, questa volta dai Los Angeles Chargers.

Una musica ben nota

La partita si sviluppa nella stessa maniera di quelle che la hanno preceduto, in questa stagione che probabilmente diverrà memorabile a Miami, non certo nella maniera in cui solitamente i tifosi sognano però. Nel primo tempo le due squadre si studiano, si fronteggiano ad armi pari e il match è piacevole, senza squilibri troppo evidenti.

In attacco partono i Chargers, che terranno Melvin Gordon sulla sideline per tutta la partita, nonostante il RB ci tenesse a giocare e alcune indiscrezioni lo dessero per titolare; e lo fanno con un atteggiamento piuttosto conservativo, che comunque consentirà loro di segnare dei punti, grazie ad un field goal realizzato da Ty Long, che di professione è punter ma dato l’infortunio del kicker di LA oggi si incarica anche dei calci tra i pali. Josh Rosen e i Dolphins partono dalle 25, coinvolgendo Kenyan Drake sui giochi di passaggi perché il RB appare davvero forma, così come il WR Preston Williams, attento a salvare un passaggio inteso per Mike Gesicki dopo una ricezione davvero scoordinata del TE, durante un play nel quale Rosen era riuscito a divincolarsi bene dal pressing di Joey Bosa. Dopo questa concitata azione vediamo una giocata di quelle che hanno reso il QB con il numero 3 una star all’università di Los Angeles: lancio profondo di 34 yards per DeVante Parker che ha il tempo di smarcarsi e fare il vuoto, ricevere e portare l’ovale in meta, è la prima volta che Miami si trova in vantaggio, durante questa stagione, e lo fa con un certo stile.

Philip Rivers naturalmente non ci sta, e decide di infischiarsene del fatto che Gordon sia soltanto uno spettatore, in fondo è stato così per tutto il mese di settembre, e allora si fida della sua riserva Austin Ekeler e coinvolge i suoi TE. Nel corso di questo possesso Miami comincerà ad essere troppo fallosa, difetto che manterrà durante l’intera sfida, ad iniziare da un’azione di Eric Rowe, il quale sarà sanzionato con una bandiera gialla a causa della nuova norma che punisce i tackle iniziati con il casco abbassato. Il QB degli ospiti, noto per la sua precisione, connette prima con Lance Kendricks, e poi con Troymaine Pope, per un passaggio che vale il TD Los Angeles e il vantaggio.Con un pò di fortuna e qualche penalità, l’attacco di casa rimane comunque composto ed efficace, ma non perde il vizietto che lo ha limitato durante il primo quarto di stagione: i troppi passaggi lasciati cadere a terra, anche questa volta capiterà a Kalen Ballage, come domenica scorsa. Jason Sanders ci mette una pezza realizzando un calcio da 3 punti, per pareggiare i conti.

In difesa i Dolphins continuano a commettere falli, alcuni personali piuttosto sciocchi, però la defense vincerà il suo duello, anche grazie ad una buona challenge di coach Brian Flores, il quale va a contestare un passaggio completato, ottenendo l’incompleto. Dopo il punt Miami attaccherà chiamando due nomi desueti: Mark Walton e Isaiah Ford, rispettivamente running back e ricevitore, i quali varcheranno la metacampo, dal quarto tentativo Sanders sarà chiamato a calciare, fallendo un calcio di 50 yards. Il 2 minutes drill ospite, prima del termine del secondo quarto, è magistrale: in circa 80 secondi Rivers entra in red zone e, sulle sue gambe, trae in inganno i difensori servendo, on the run, Ekeler; lo screen pass da 18 yards è perfetto e vale il TD. Ci sono ancora 40 secondi per i Fins e Rosen gioca aggressivo, vede Jakeem Grant e gli passa la palla per un primo down, poi fa lo stesso con Parker e supera il logo sulle 50 yards. A questo punto il tempo stringe e serve calciare, come nel  peggiore di ogni deja vù, però, Sanders è ancora impreciso, questa volta con un kick di 52 yards.

L’amara conclusione

I Chargers rientrano dagli spogliatoi in vantaggio di 7, e vogliono chiudere la pratica quanto prima. Un’ottima sinergia attacco – difesa consentirà loro di guadagnare il possesso a seguito di un punt di Matt Haack e poi veleggiare con l’ovale in mano. In un drive infinito, lungo 10 minuti e 33 secondi, Los Angeles mostrerà tutta la sua potenza offensiva, la quale non è certo paragonabile a quelle di Dallas e New England affrontate negli ultimi 20 giorni, ma resta comunque invidiabile. I più serviti nel possesso sono Keenan Allen e Dontrelle Inman, ma anche Ekeler dice la sua, aiutando il suo QB dopo una bella sack di Taco Charlton; in difesa si fa apprezzare il rookie Christian Wilkins, attento e rapido ad arrivare sul portatore palla, esattamente come vuole il coordinatore Patrick Graham. Oltre a consumare più di due terzi del cronometro del quarto, Los Angeles guadagna 3 punti da questo possesso.

Di fronte a Rosen, invece, tornano a materializzarsi gli spettri di Dallas. La risposta offensiva dei Dolphins è effimera ed inconsistente: se Rivers è preciso, Rosen è frettoloso e, costretto anche ad una partenza difficile all’interno delle proprie 10 yards, fa 3 e fuori. Dovendo puntare dalla propria linea di meta, il calcio libero di Haack lascia agli avversari un campo breve. Rivers e il suo allenatore Anthony Lynn si godono la posizione favorevole, senza strafare arrivano sullo zerbino di casa di Miami e da lì una corsa breve di Ekeler in TD chiuderà la faccenda, prima che la parola fine venga definitivamente scritta da un field goal di Long.

Gli ultimi possessi di Rosen saranno invece l’indegna fine di una partita che Miami, e Rosen, non avevano impostato male, con il QB che si farà intercettare un lancio, in una situazione dove era inevitabile mostrarsi aggressivi per tentare di segnare qualche punto in più. Una volta in più, comunque, si è notata la differenza di valori tra questi Dolphins e le altre squadre della lega.

Un servizio di statistiche legate al mondo NFL assegnava a Miami un 77,6% di possibilità di essere la prima squadra on the clock in Aprile a Las Vegas, quando si terrà il draft 2020. Tale cifra è stata resa nota prima della sfida con i Chargers, ma questo match ha probabilmente soltanto aumentato la percentuale.


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