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Ravens 33, Texans 16: Lamar… cia Innarestabile

In una partita quasi mai in discussione, i Ravens schiantano i Texans e si portano sul 2-0 in Regular Season.


Smaltita l’emozione della week 1 e del ritorno in campo, è già tempo di confrontarsi con gli elementi forniti dai propri esordi: ciascuno con i rispettivi punti di forza e di debolezza, ciascuno con gli obbiettivi di confermare ciò che ha funzionato e porre rimedio a ciò che invece non è andato per il verso sperato, ciascuno con l’idea di dare continuità alla prima vittoria oppure di riscattare la prima sconfitta. Quest’ultima frase sembra essere quella che meglio presenta la partita odierna del NRG Stadium di Houston, tra gli Houston Texans e i Baltimore Ravens.

I padroni di casa arrivano da una sconfitta patita in casa dei campioni uscenti di Kansas City e, per provare a riportare il bilancio stagionale subito in parità, arriva un altro avversario decisamente proibitivo, ovvero i Ravens, i quali non solo hanno all’interno del loro roster l’MVP della scorsa stagione, ma hanno anche esordito in una maniera molto fragorosa, demolendo nettamente i Browns, in una delle partite più a senso unico di tutta la week 1.

Come al solito, l’incontro propone moltissimi duelli nel duello ma, pare evidente, che il proscenio dei duelli se lo prenda quello tra i due quarterback, Deshaun Watson da una parte e Lamar Jackson dall’altra: due quarterback completi, giovani, ambiziosi e con grande voglia di essere protagonisti e di vincere. Tra i due, Jackson sembra favorito, visto anche il titolo di MVP vinto lo scorso anno, ma Watson è l’epicentro dei Texans e uno dei quarterback più pagati e vuole dimostrare di essere all’altezza del suo grande amico e rivale; tutto ciò rende l’incontro un vero e proprio scontro a fuoco, dove tutti sono convinti che lo spettacolo non si farà di certo attendere.

In un impianto coperto da eventuali intemperie meteorologiche, che comunque sono assenti e vuoto per le note vicende pandemiche, la sfida è pronta a decollare e pertanto andiamo a vedere come sono andate le cose.

Primo Tempo: Elementare, Watson

Lo spettacolo tanto decantato alla vigilia tarda un pò ad arrivare poiché, nel primo quarto, il tabellone dei punti si muove soltanto per un field goal dalle 32 yards, realizzato dal kicker dei Ravens Justin Tucker, che fissa il punteggio sul 3-0 per gli ospiti. Tuttavia, sul finale di questa prima fetta di partita, avviene qualcosa di abbastanza sorprendente: giunto sulla linea delle proprie 34 yards, Watson decide di giocarsi un quarto e uno ma la strategia dell’attacco texano si rivela alquanto disgraziata, dal momento che la banda Watson non riesce a convertire questo attacco in un primo e dieci e, perciò, la linea offensiva dei Ravens può ripartire da quella posizione, una posizione dalla quale Jackson e compagni non hanno nessuna difficoltà a realizzare il primo touchdown di giornata: lo fanno grazie ad un passaggio corto verso sinistra da 1 yard dello stesso Jackson, il quale pesca in end zone il suo fullback Patrick Ricard, PAT senza problemi per Tucker e 10-0 in favore di Baltimora.

I Texans tuttavia sembrano essere in partita e reagiscono subito nella maniera giusta, confezionando quello che, purtroppo per loro, resterà il loro unico touchdown di giornata: giunto sulla linea delle 10 yards avversarie, Watson riesce, con un preciso passaggio corto verso destra, a trovare il suo tight end Darren Fells, PAT preciso del kicker Ka’imi Fairbairn e Houston si porta a -3 dagli avversari.

Se questa segnatura può sembrare l’inizio del riscatto per i padroni di casa, essa rimarrà in realtà una delle pochissime giocate salvabili della franchigia texana durante il primo tempo: da qui alla fine della prima frazione infatti, la banda Watson compirà un paio di disastri davvero rovinosi, i quali condizioneranno pesantemente la partita e la porteranno verso i binari congeniali agli avversari.

Dopo aver concesso altri 3 punti ai rivali, messi a referto grazie ad un preciso field goal dalle 39 yards di Tucker, i Texans riprendono palla ma, giunti all’altezza delle proprie 17 yards, Watson tenta un passaggio verso Humphrey, il quale si fa scappare la palla dalle mani e la regala al linebacker dei Ravens, L.J. Fort, il quale ringrazia e porta la palla nella end zone avversaria, per un touchdown difensivo davvero inaspettato, ben corroborato dal PAT di Tucker per il 20-7 di Baltimora.

Nell’azione successiva non è che le cose vadano tanto meglio a Watson, che si fa intercettare un passaggio dalle 35 yards avversarie, sprecando malamente quello che poteva essere un fruttuoso drive offensivo per la sua squadra e regalando un possesso palla ai Ravens che, fortunatamente per i Texans, non porta a nulla.

Il primo tempo si conclude con Houston che cerca di riaprire la contesa, grazie ad un field goal dalle 44 yards ben realizzato da Fairbairn, per un punteggio, che recita all’intervallo, 20-10 per i Ravens, i quali sembrano in discreta serata, contrariamente ai Texans, che paiono confusi, pressappochisti e in vena di fare errori banalissimi.

Secondo Tempo: The Mirror Game

Abbiamo introdotto nel titolo l’immagine metaforica dello specchio non a caso, in quanto nella ripresa la partita sembra andare piuttosto specularmente a quanto si era visto nella prima frazione: anche nel terzo quarto infatti, analogamente a quanto era successo nel primo, si vede una sola segnatura su field goal da parte dei Ravens, sempre ad opera di Tucker, solo che stavolta la trasformazione avviene dalla distanza di 47 yards anziché dalle 32 del primo tempo.

L’analogia continua nell’ultimo quarto, dove, esattamente come nel secondo, si concentrano la maggior parte dei punti e dove, soprattutto, si rivede il canovaccio osservato nel primo tempo, con Baltimora che stabilisce le distanze e Houston che non riesce a colmarle.

I Texans, infatti, riescono a segnare soltanto un paio di field goal, davvero troppo poco per impensierire la banda Jackson: il primo viene segnato dalle 35 yards, ovviamente da Fairbairn, per il momentaneo 23-13.

Baltimora allora decide di chiuderla una volta per tutte e lo fa con la giocata forse più bella dell’intera partita: protagonista è il running back Mark Ingram II, il quale infila una splendida corsa da 30 yards che termina nella end zone nemica, altro PAT preciso di Tucker e 30-13, punteggio ormai irrimediabile per gli avversari.

Tale score diventa ancora più irrimediabile poiché, nel corso del drive successivo, i Texans si devono nuovamente accontentare di realizzare un field goal, segnato dal solito Fairbairn, all’altezza delle 45 yards.

I Ravens decidono comunque di mantenere intatte le distanze e anch’essi segnano un field goal, dalle 20 yards, che porta ovviamente la firma di Tucker, in un drive offensivo che sembrava destinato a finire con un touchdown ma che, alla fine, porta comunque 3 punti utili agli ospiti.

Houston non sembra crederci più o, forse, non sembra averci mai creduto e il loro ultimo possesso della partita finisce con un punt e con l’arrivo del 2 minute warning, che scorre con i Ravens che, in possesso di palla, decidono di far scorrere il cronometro, con i padroni di casa che assistono impotenti, avendo terminato i loro timeout e dovendosi arrendere al punteggio finale di 33-16 in favore dei rivali.

Ravens Rule

Colpo in trasferta davvero importante questo per Baltimora, che vince la sua prima trasferta stagionale e si porta sul 2-0: i Ravens hanno giocato una partita piuttosto regolare, nella quale, eccezion fatta per il bellissimo touchdown di corsa firmato da Ingram II, non si sono viste azioni mega galattiche o prodezze memorabili, bensì si è notata una grandissima solidità, specialmente difensiva, da parte di una squadra che appare sempre più matura ogni domenica che passa. Come prevedibile già alla vigilia i Ravens hanno scelto di mettere in difficoltà gli avversari sulle corse e ce l’hanno fatta molto bene, come testimoniano le 230 yards su schemi di corsa, contro la miseria delle 51 fatte registrare dai Texans.

Houston, dal canto suo, ha risposto basandosi su schemi di lancio, avendo fatto registrare 253 yards sui lanci, contro le 177 di Baltimora, ma, forse, il problema è stato proprio questo: se si basa una tattica offensiva solo sui lanci, occorre essere perfetti o, quantomeno, sbagliare il meno possibile e invece, specie nel primo tempo, Houston ha commesso tanti, troppi errori ed è quasi sempre andata a sbattere contro la solida difesa della franchigia del Maryland.

Il duello tanto atteso tra Watson e Jackson si conclude con un sostanziale equilibrio che, a voler guardar bene le statistiche, sembra addirittura favorire il primo, (275 yard contro 204 e 1 touchdown pass a testa), ma la partita ha detto altro, ovvero che i Ravens sono una squadra al momento troppo forte, con un attacco continuo e una difesa granitica, mentre i Texans, nonostante non siano di certo stati favoriti dal calendario in queste prime due uscite, dove hanno affrontato le due squadre sulla carta più forti della division ed era peraltro dal 1968 che una squadra non aveva un calendario così tosto nelle prime due, devono lavorare molto per invertire al più presto la rotta: il tempo e le occasioni non mancano di certo e non è che la franchigia texana dovrà affrontare sempre avversari così forti, però occorre trovare quanto prima precisione, lucidità e vittorie anche perché, ovviamente, essere 0-2 dopo il primo paio di uscite non fa di certo piacere a nessuno.

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