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Colts 34, Packers 31: Another Death on the Wall

In una partita frizzante e ricca di colpi di scena, i Colts piegano i Packers all’overtime e si portano sul 7-3.


“Noi abbiamo un esercito!” “e noi abbiamo un Rodgers”!

Prendendo spunto da una frase tipo film della Marvel, ci siamo immaginati così un possibile dialogo tra un tifoso degli Indianapolis Colts e uno dei Green Bay Packers, le cui rispettive compagini sono pronte a darsi battaglia sul terreno di gioco del Lucas Oil Stadium di Indianapolis.

Effettivamente sarebbe difficile presentare la partita in un modo tanto diverso da questo: si tratta infatti di una sfida di alta quota tra due delle migliori compagini attualmente in circolazione, una per conference, con i Colts, (6-3), a rappresentare la AFC e i Packers, (7-2), a rappresentare la NFC.

Più nello specifico però ci sono un paio di chiavi di volta che rendono questo match della week 11 di regular season 2020 davvero affascinante: da una parte l’ovvio confronto tra due futuri hall of famers della lega, Philip Rivers e Aaron Rodgers, due esperti e navigati campioni che hanno bisogno di vincere per continuare la lunga corsa verso i playoff, dall’altra il confronto tra questi due protagonisti e le linee difensive avversarie, pronte ad usare ogni mezzo pur di fermarli. In particolare, molti addetti ai lavori si chiedono chi uscirà vincitore dal confronto tra uno dei quarterback più in forma attualmente, ovvero Rodgers e una delle difese più quadrate e compatte dell’intera lega, ovvero quella dei Colts.

Senza ulteriori indugi, andiamo a vedere qual’è stato il verdetto del campo.

 

Primo Tempo: Rodgers Breaks the Wall

Dai primi due drive offensivi dell’incontro, (uno a testa), si capisce subito che vivremo una partita ricca di equilibrio e capovolgimenti di fronte: entrambi questi tentativi si concludono infatti con due fumble, che costringono Rodgers e Rivers ad aggiustare la mira.

Entrambi riescono a farlo subito e i loro successivi drive si concludono con due touchdown: il primo lo segna Rodgers, con un passaggio in profondità verso il centro da 25 yards a beneficio del suo tight end Robert Tonyan, mentre il secondo lo segna Rivers, grazie ad un magistrale passaggio, sempre in profondità verso il centro, ma stavolta da ben 45 yards, verso il suo wide receiver Michael Pittman Jr. Entrambi i kicker, Mason Crosby per i Packers e Rodrigo Blankenship per i Colts, realizzano i PAT e il punteggio va sul 7-7.

Blankenship è protagonista, purtroppo per lui in negativo, anche all’inizio del secondo quarto, quando sbaglia un tentativo di field goal dalla metà campo, errore del quale approfitta subito la banda Rodgers per portarsi in vantaggio: stavolta il protagonista è il running back dei Packers Aaron Jones, il quale segna un touchdown con una corsa da 2 yards, PAT senza problemi per Crosby e 14-7 per Green Bay.

Rivers non riesce a rispondere al suo avversario, facendosi addirittura intercettare e Rodgers allora prova la fuga: arrivato sulla linea delle 5 yards nemiche, Rodgers passa una palla corta verso sinistra a Jones, il quale riceve e segna il terzo touchdown di giornata, ben corroborato dal PAT di Crosby per uno score parziale di 21-7 in favore della franchigia del Wisconsin.

La banda Rivers capisce che bisogna accelerare, al fine di evitare un divario incolmabile e riesce ad accorciare le distanze: lo fa con un touchdown, segnato grazie ad un passaggio in profondità centrale da 17 yards di Rivers verso il tight end Trey Burton, ottimo PAT di Blankenship e Indianapolis accorcia a 7 i punti di distacco nei confronti degli avversari quando scocca il 2 minutes warning.

Sembra che il primo tempo sia destinato a non regalarci altre emozioni e invece non abbiamo fatto i conti con il puro e cristallino talento di Rodgers che, in meno di due minuti, confeziona un altro touchdown, che arriva grazie ad un passaggio corto verso destra da 4 yards dello stesso AR12 a beneficio del suo running back Jamaal Williams, altro perfetto PAT di Crosby e punteggio che si fissa sul 28-14 all’intervallo.

Si torna negli spogliatoi con una chiara consapevolezza: già è difficile di per sé riuscire a segnare 28 punti alla difesa dei Colts in tutta la partita, ma Rodgers c’è riuscito in due soli quarti e quindi, forse, egli è il grimaldello giusto per far saltare la serratura sul muro dei Colts.

 

Secondo Tempo: Pink Floyd Are Back 

Sappiamo bene che i fans della grande musica stanno già strabuzzando gli occhi di fronte a questo titolo ma, purtroppo per voi e per la musica in generale, non siamo qui a parlare di una reunion della famosa band: siccome però uno dei loro pezzi sicuramente più iconici è “Another Brick in the Wall”, abbiamo pensato di rispolverarlo, in quanto il muro dei Colts, che aveva latitato non poco nel primo tempo, torna in tutto il suo splendore nella ripresa, quando Rodgers e i suoi non riescono più ad oltrepassarlo e ci vanno ripetutamente a sbattere contro.

Nel frattempo Rivers e i suoi cavalieri, forti del muro eretto dalla propria linea difensiva, cominciano a costruire la loro rimonta, iniziandola con un field goal, segnato all’altezza delle 37 yards da Blankenship.

La rimonta dei padroni di casa prosegue alla grande, con un touchdown da 8 punti: Rivers, giunto all’altezza delle 6 yards nemiche, pesca il suo tight end Jack Doyle grazie ad un passaggio corto verso il centro e poi, lo stesso PR17, riesce ad effettuare positivamente anche la conversione da 2 punti, sebbene in questo caso il merito vada assegnato al running back Nyheim Hines.

Il comeback di cui sopra si completa con altri due field goal magistralmente messi a segno da Blankenship: il primo viene segnato dalla linea delle 32 yards, mentre il secondo da quella delle 43, con i Colts che si trovano a quel punto, per la prima volta, davanti nel punteggio.

Nel frattempo Aaron Rodgers continua a sbagliare ed a sbattere contro il muro di Indy e sembra che lui, come tutti i Packers, si debbano arrendere alla terza sconfitta stagionale, ma il numero 12 non è uno di quelli che getta la spugna tanto facilmente e, analogamente a quanto aveva fatto nel primo tempo, confeziona, all’interno del 2 minutes warning, un’altra grande azione: stavolta però, gli sforzi di Rodgers lo portano a 8 yards dalla end zone nemica, punto nel quale l’attacco dei Packers si ferma regalando un tentativo di field goal dalle 26 yards che Crosby realizza senza patemi, portando lo score sul 31 pari.

Il cronometro si esaurisce e la partita è bloccata in una situazione di parità: si va all’overtime.

 

Overtime: Valdes-Schiantling

Green Bay vince il coin toss e ottiene il primo possesso del supplementare: avere il primo possesso può rivelarsi un’arma a doppio taglio in quanto, se segni un touchdown vinci la partita ma, se disgraziatamente la perdi, regali agli avversari la possibilità di chiudere la contesa anche con un semplice field goal.

Rodgers questo lo sa benissimo e cerca subito di mandare i suoi nella end zone avversaria ma, ben presto, i suoi piani vengono completamente scombinati dal suo wide receiver Marquez Valdes-Scantling, il quale commette un rovinoso fumble, sul quale si avventa il defensive end dei Colts DeForest Buckner, che riconsegna la palla a Rivers dalle 29 yards nemiche.

Rivers entra in campo e sa che non serve strafare: fa correre 8 yards al suo running back Taylor e poi regala a Blankenship un field goal più che fattibile, all’altezza delle 39 yards avversarie: il rookie kicker di Indianapolis non sbaglia e i padroni di casa chiudono la contesa sul 34-31, potendo così festeggiare la loro settima vittoria stagionale su dieci partite.

 

No Wall for Green Bay

C’è stato bisogno addirittura di un supplementare ma, alla fine, abbiamo il nostro verdetto: vincono i Colts, che si portano sul 7-3, stesso punteggio a cui si devono piegare i Packers.

La grande guerra fisica e nervosa tra la banda Rodgers e la difesa dei Colts produce un verdetto non univoco: nel primo tempo Rodgers riesce davvero a far male, facendo sembrare il pacchetto arretrato dei padroni di casa non così irresistibile, ma nella ripresa quest’ultimo prende le misure al numero 12 dei Packers e lo annulla quasi completamente. Complessivamente Rodgers esce con dei numeri confortanti da questa sfida, (324 yards messe a referto, 3 touchdown pass e un solo intercetto), numeri con cui vince il confronto con il suo rivale Rivers, (289 yards, 3 touchdown pass, 1 intercetto) e con cui si guadagna anche la palma di MVP odierno.

Il problema per Green Bay è che, a fronte di un team d’attacco che comunque riesce a far male, la difesa concede davvero troppe yards, (420, contro le 367 sgranocchiate alla difesa di Indianapolis) e troppe libertà agli avversari, con il defensive coordinator Mike Pettine che viene ancora messo sotto accusa dai tifosi giallo-verdi.

Entrambe le franchigie adesso sono sul 7-3 ed il loro cammino verso il postseason continua, tuttavia ci congediamo con una domanda, rivolta al front office dei Packers: ma dove vai se il muro non lo hai?

 

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